AA.VV. “Summertime” interpretations

Summertime, and the livin’ is easy. Fish are jumping, and the cotton is high. Your dad is rich, and your mother good lookin’, so hush little baby, don’t you cry.
DuBose Heyward

L’ardore dell’estate fu affidato a uccelli muti e l’indolenza richiesta a una barca di lutti senza prezzo attraverso anse di amori morti e profumi estenuati.
Arthur Rimbaud

Questa vita, come tu ora la vivi e l’hai vissuta, dovrai viverla ancora una volta e ancora innumerevoli volte, e non ci sarà in essa mai niente di nuovo, ma ogni dolore e ogni piacere e ogni pensiero e sospiro, e ogni indicibilmente piccola e grande cosa della tua vita dovrà fare ritorno a te, e tutte nella stessa sequenza e successione – e così pure questo ragno e questo lume di luna tra i rami e così pure questo attimo e io stesso. L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere.
Friedrich Nietzsche

 

Non so a voi, ma ci sono certe giornate in cui mi capita di ubriacarmi di una canzone e di ascoltarla fino allo sfinimento del mio povero cervello, che ad un certo punto si ribella esausto. Non è certo la tortura a cui voglio sottoporvi oggi, anche se….

Summertime è una popolarissima canzone di George Gershwin composta per l’opera Porgy and Bess del 1935. Il testo è di DuBose Heyward e Ira Gershwin. Nel corso dei decenni è diventato uno standard jazz famosissimo e si contano migliaia di interpretazioni. Siamo ormai alle porte dell’estate e l’occasione era ghiotta per fare un viaggio insieme nel genio di Gershwin e nel concetto di arrangiamento, che può trasformare un pezzo completamente e celebrare l’arrivo della stagione calda. Queste mutazioni di una stessa composizione rendono una canzone un tesoro cangiante e lo spazio per creare continue metamorfosi sembra non avere limiti lasciando chi ascolta alla deriva in dimensioni parallele, dove la stessa realtà viene letta da diverse angolazioni spazio-temporali. Gershwin rende possibile questo miracolo grazie alla forza della melodia creata, lasciando ad ogni interprete un solido punto di appoggio per intraprendere viaggi in direzioni assai diverse.

A parte il solstizio d’estate cosa rende questo brano così attuale a quasi 80 anni dalla sua nascita? Il suo esser “ninna nanna” trascina in un’atmosfera sognante, rarefatta, dolce e malinconica, come quando appunto d’estate il caldo stordisce ed i sensi si allentano. Si cerca una quercia ombrosa per guadagnare fresco o appisolarsi lasciando allo spazio onirico la guida della mente come in una graduale allucinazione. Si galleggia in uno spazio etereo, come catturati dall’afa e dal riverbero di un sole accecante.

Il continuo variare, le metamorfosi che rendono sempre irriconoscibile il conosciuto, confondono il tempo e disorientano la morte, dando alla melodia ed ai mille modi in cui si offre una veste eterna. Summertime diventa sempre altro. Nelle sue migliaia di identità e travestimenti la nostra canzone sfugge gagliarda come acqua tra le mani e sempre riempie d’emozioni: un luogo ripescato dalla memoria sempre uguale, ma sempre diverso. Nell’ ascoltare e riascoltare lo stesso brano giochiamo all’eterno ritorno caro a Friedrich Nietzsche in forma di metafora o forse siamo solo semplicemente ubriachi di vermentino fresco e aria calda.

Allora ditemi se anche per voi questo è un sogno o se è la noia ad avervi preso navigando le stesse note. CLICCATE QUI e godetevi per un’oretta e mezza la stessa canzone, come ascoltando un vinile fallato che salta ripetendo sempre lo stesso solco. Non siete entrati in una dimensione metafisica, in una trance estiva bisognosa di ghiaccio e notti vagabonde, abbracci e profumi, mare, carezze o solitudini afose? Come dite? Mi sono rimbecillito?
Può essere colpa di un’insolazione o magari della calura. Fate voi, io vedo gli angeli ad ogni giro di valzer e avrei voluto proporvi 200 versioni diversi invece di 19, ma non ho voluto abusare della vostra pazienza: ad ogni sbornia c’è pur sempre un limite. O no?

Altre passeggiate sonore sulla spiaggia?  Non vi è bastato esplorare le infinite versioni di “Summertime”o magari avete voglia di qualcosa di diverso? Il nostro jukebox eclettico con tutti i musicisti e le musiciste del nostro intrigante menù è come ogni domenica a vostra disposizione. Non vi resta che passeggiare fino alla scogliera “Piano Inclinato” e lì troverete tantissime note a vostra disposizione, con monografie e playlist in dono di decine e decine e decine (e decine) di superbi musicisti. FATE CLICK QUI e l’archivio in ordine alfabetico vi si aprirà per magia.

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Pubblicato da Enrico Marani

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