Arrival in economia: il pensiero forma il linguaggio, il linguaggio forma il pensiero.

Arrival

OK, ho capito.
L’hashtag #mancalaroba vi è piaciuto ed è efficace.

Ma lo scenario economico non sta lì in posa come una modella, a farsi ritrarre; muta di continuo.
E’ come un’astronave aliena: è misterioso, oscuro, non è un linguaggio scritto o parlato, quindi è difficile da decifrare.

Per questo sono qui

Gli attori economici stanno reagendo, adeguandosi alla situazione: le scorte crescono più dei nuovi ordini:

ISM scorteChe significa?
Che, a causa del fatto che #mancalaroba, si stanno riempiendo i magazzini e sta scendendo la domanda (come conseguenza del “transitorio” rialzo dei prezzi)

Insomma, non si fa in tempo ad abituarsi a uno scenario che se ne affaccia un altro.

Come potrebbe evolvere quindi da qui in avanti?

Abbiamo imparato, con le supply chain, che esiste l’effetto frusta (Qui vi ho proposto un gioco per sperimentarlo)

L’effetto frusta fa sì che un ampio shock ad una estremità non si compensi semplicemente con un contromovimento di pari intensità, ma che tutto torni in ordine per attenuazioni progressive in una sfibrante alternanza di frenate e accelerazioni, come accade a volte in autostrada:

effetto frusta

“Ma, Alieno, perché hai evocato un riferimento cinematografico all’inizio di questo articolo?”

Perché quel film può aiutarci molto a cogliere i passi successivi: la circolarità del tempo narrata in “Arrival”, infatti, è raccontata con l’effetto Kulešov, che mostra la nostra attitudine a condizionare le nostre sensazioni (e opinioni) in base a ciò che vediamo immediatamente prima e immediatamente dopo.

L’effetto frusta ci disorienta fortemente esattamente per questo (infatti molti si chiedono perché mai i container siano ancora bloccati)

Se il grafico ad inizio articolo racconta qualcosa, quel qualcosa è che l’ansia da scaffali vuoti potrebbe creare magazzini pieni e consumatori fermi, per poi magari di nuovo arrivare alla corsa ad accaparrarsi le cose: puro effetto Kulešov sull’economia. Questo potrebbe propagare le onde che abbiamo visto condizionare le supply chain anche agli andamenti economici: con oscillazioni continue e contrastanti di PIL, e a cascata provocarle anche sulla politica monetaria, in un’alternanza apparentemente isterica di fasi restrittive e fasi accomodanti.

In effetti al martellante focus su inflazione si sta iniziando ad accompagnare una discussione sul rallentamento: il PIL del terzo trimestre in USA, in Cina e in molti paesi in Europa ha frenato, le trimestrali dei FAANG hanno deluso,e la parte lunga della curva dei tassi USA lo dice chiaro: i rendimenti del titolo 30ennale sono addirittura inferiori a quelli del 20ennale (curva invertita). Nel caso si sviluppasse uno scenario simile, il sistema nervoso di policymaker e cittadini sarà messo a dura prova.

E conoscendo le modalità di comunicazione dei media, rischiamo che tutto venga acuito, più che spiegato.

Ecco allora che torna in gioco “Arrival”:

un film sul linguaggio

Arrival locandina

“Una cosa vera, se mal espressa, diventa una bugia” (S. Fry)

la lingua che usiamo determina il modo in cui pensiamo e influisce sulla percezione del mondo: non c’è contenuto senza forma. E un’idea, per quanto profonda ti sembri, non esiste finché non puoi esprimerla.

.

In Arrival gli alieni sono esseri che possono vedere tutto il tempo in circolarità, in una volta, e usano questa abilità per accedere agli eventi futuri per influenzare il presente.
Su un umile blog come questo ci sono alieni… aehm… meno potenti, però ipotizzare sviluppi futuri può aiutare nel presente. Soprattutto se, come temo, all’isteria dell’andamento economico corrisponderà una comunicazione giornalistica che alimenterà l’effetto Kulešov a cui già naturalmente tendiamo anche fuori dal cinema.

Avere un’idea di più ampio raggio ci aiuterà a sopportare andamenti spasmodici.

Comprendere ci permetterà di avere un linguaggio più adeguato, e usare un linguaggio adeguato ci aiuterà a comprendere. Questo ci suggerisce Villeneuve in Arrival: una prospettiva unica, come una lingua aliena, permette di vedere il mondo in modo diverso.

Non ho certo una lingua nuova da regalarvi, al massimo azzecco un hashtag, ma qualche chiave per decifrare con razionalità le cose forse sì.

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, oggi è Global Strategist per l'asset management di una banca italiana.

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