Breve storia dell’articolo 50

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

The sound of silence….

D’altra parte il governo May è stato finora poco loquace su come verrà affrontata e gestita la Brexit. Giovedì, in ogni caso, è annunciata una conferenza stampa dove ne verranno svelate le modalità.

Theresa May è già diventata per molti “Theresa Maybe” per il suo tergiversare

Nel frattempo, per ingannare l’attesa, l’amico Carlo Alberto Carnevale Maffé ci offre un utile approfondimento sui primi passi negoziali della lunga trattativa UE-UK:

Della May, per ora, sappiamo che ha un piano chiamato “Shared Society”, che si focalizza sulle classi “dimenticate”, mira a far fronte alle divisioni interne del paese tenendolo unito nella Brexit con un maggior intervento dello stato, e che in sintesi mostra una leader conservatrice con un’indole statalista come non si vedeva da prima dell’era Thatcher.

Ed ecco che mi viene voglia di fare un tuffo nel passato, per scoprire se ha qualcosa da rivelarci. Perché se nel 2017 inizierà per la prima volta il processo di uscita di uno dei membri della UE, questo accadrà all’interno delle regole che la stessa UE si è data, al famoso articolo 50. Si tratta di una clausola di uscita che dice che ogni stato può uscire dall’Unione, se lo vuole. E’ una clausola che è stata aggiunta nelle ultime fasi dopo una vicenda controversa. Una clausola che nelle regole di un’altra Unione, gli USA, non è prevista.

Ma è una buona idea fondare una Unione con una clausola di uscita?

Dobbiamo tornare agli anni ’50, agli albori del progetto di Unione, dopo due guerre mondiali il progetto di Unione Europea era il simbolo di una nuova era di pace e di libero scambio.

Anche a quei tempi, la costruzione di un’unione tra stati con storia, lingua, tradizioni diverse era un’impresa di enorme fatica. Servivano schiere di traduttori, di giuristi e di diplomatici.Più che ispirarsi agli Stati uniti come modello, forse il punto era che avevano di fronte sfide simili: quando venne scritta la Costituzione americana c’erano 13 colonie che si comportavano come Stati, lottavano tra loro per le terre (NewYork e New Hampshire lottarono a lungo per il controllo del Vermont, per esempio) e si imponevano tasse sulle importazioni e reciproche tariffe e dazi l’una sull’altra. Culturalmente le differenze erano profonde: in Pennsylvania c’erano i Quaccheri, nel Maryland i cattolici, in alcune colonie si parlava francese, in altre inglese, e tra le colonie di lingua inglese gli accenti erano così marcati che spesso la comunicazione richiedeva interpreti.

Era difficile fare affari tra uno stato-colonia e l’altro: oltre a lingua, accenti e tradizioni, avevano infatti anche monete diverse. C’era il “Pennsylvania pound sterling”, ad esempio, mentre in Rhode Island si usavano degli strani certificati redatti a mano. Una lettura di “The summer of 1787: the man who invented the Consitution” vi farà scoprire come in innumerevoli situazioni non si poteva usare la moneta di un altro stato.

L’Unione Federale era ad un punto morto, il governo centrale era senza risorse perché per introdurre una tassa federale serviva l’unanimità, e su argomenti come l’introduzione di tasse l’unanimità è “complicata” da raggiungere. Pertanto si sosteneva di rimesse dai singoli stati-colonia. Dopo aver combattuto una guerra per l’Indipendenza dall’impero britannico, l’idea di avere un governo centrale non suscitava gli entusiasmi del popolo.

.

Ma nel 1787 venne infine indetta la Philadelphia Convention, nella Independence Hall, che ai tempi era la sede governativa centrale. Lo scopo della convention era la scrittura della Costituzione degli Stati Uniti. Servì tutta l’estate per arrivare alle firme. Gli Stati più piccoli temevano di perdere la propria voce in un’unione. Quelli più grandi non volevano diluire il loro potere negoziale. Si giunse così ad un compromesso, nella composizione del Congresso e dei collegi elettorali e dando più peso ai piccoli stati nelle elezioni presidenziali.

Circa 200 anni dopo, in Europa, la storia si stava ripetendo. C’era da stabilire tutto e concordare su ogni decisione, dalle più futili a quelle più rilevanti: serve un inno? Una bandiera? Un esercito comune? Una banca centrale? Una moneta comune? Cosa verrà raffigurato sulle banconote dell’Unione?

E anche: dove andrebbe messa la sede del parlamento? Il compromesso, anche qui, ha moltiplicato le soluzioni, frammentando le sedi fra Bruxelles e Strasburgo.

Nonostante la lunghezza del dibattito e l’ampiezza del compromesso, molti paesi erano ancora scettici. Venne così inserito l’articolo 50, una clausola per l’uscita dall’Unione. Una specie di accordo prematrimoniale, o forse meglio una opzione sul divorzio (stranamente applaudita con maggior favore da quelli che propugnano di sancire le radici cristiane dell’Europa, che col divorzio dovrebbero fare a pugni).

Lo scopo della clausola era quello di facilitare l’assenso alla partecipazione: Gli Stati Uniti d’Europa non rischiavano di essere come gli USA, perché prevedevano una clausola d’uscita…

Da una parte, quindi, la Costituzione americana inizia con

We, the people

segnalando chiaramente che la Costituzione è una espressione delle esigenze delle persone. Viceversa i trattati europei sono indirizzati agli Stati, e infatti i “We” che firmano sono: sua maestà il re del Belgio, il presidente della Repubblica federale Tedesca, la regina di Danimarca, il presidente della Grecia, il re di Spagna ecc. ecc.

L’esistenza di una clausola d’uscita dice chiaramente dove sta il potere politico: non al centro ma nelle singole componenti. La scelta d’Unione in America fu ben più radicale perché irreversibile. In Europa di “irreversibile” c’è solo la moneta:

articolo50 irreversibile

Naturalmente non possiamo trascurare che, al di là della parafrasi politica di certe scelte, la mancanza di un Articolo 50 negli USA portò 11 Stati ad una guerra di secessione nel 1860. Una guerra civile che provocò 750.000 vittime fra i soldati, con un numero imprecisato di civili. Per renderci conto della portata devastante di quell’evento, secondo una stima la guerra causò la morte del 10% di tutti i maschi degli Stati del nord tra i venti e i quarantacinque anni e il 30% di tutti i maschi del sud tra i diciotto e i quarant’anni.

L’Europa tenne ben in mente questa lezione quando fu il momento di scrivere i Trattati: se una nazione realmente vuole lasciare l’Unione, deve avere il diritto di farlo. L’idea era, probabilmente, che fosse tutta teoria, perché tanto nessuno avrebbe mai chiesto di uscire.

article50_comp

Regresso o progresso?

L’uscita di un paese da una Unione, persino da una semplice coalizione, nella Storia ha quasi sempre significato guerra. Questa volta non è accaduto, e questo non può che essere un progresso. Non bisogna rimpiangere dunque l’esistenza di un articolo 50.

Quello che accadrà tra UE e Regno Unito, con l’attivazione della Brexit, sarà in ogni caso un evento storico. La mia opinione, così come dell’economista Irwin Stelzer, per esempio, è che la UE ora avrà la necessità di mostrare che uscire provoca dei danni, per disincentivare ulteriori spinte centrifughe, inserendo un qualche meccanismo punitivo nelle trattative di uscita. Questo antagonismo renderà le trattative ancor più complicate, e l’esito finale di questa partita ancora più incerto.

Ad oggi, uscire significa ritrovarsi con le mani che frugano nei polsini della camicia, mentre ci si ritrova soli in una stanza affollata in cui gli altri si salutano, sorridono e si stringono le mani. Come nel video d’apertura, ascoltando “The song of silence“…

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

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2 commenti su “Breve storia dell’articolo 50

  1. 元サーファー il said:

    §- T. M. May (United Kingdom’s First Lord of the Treasury, Minister for the Civil Service and Prime Minister, the), “The Government’s negotiating objectives for exiting the EU: PM speech” – London: January 17, 2017
    https://www.gov.uk/government/speeches/the-governments-negotiating-objectives-for-exiting-the-eu-pm-speech

    Words to the wind – or gusts of dry wind; superdry in London and City, so.

    Remember the Systems that govern the Affairs (ie, Business Systems and all of Social practices), they don’t think of the words, but look and want facts: digit figures and real data, always.

    In the speech of PM May, everything is completely absent, so!

    Memory, now [“(…) January 17, 2017 (…)”].

    °-[EU Agencies and Bodies]-° On the Brexit date, the UK and its Representatives shall cease to be a Member of or eligible for or entitled to the benefits or subject to the obligations of the Agencies and Bodies of the EU, including those specified below in this section:

    °l- List of EU main Agencies and Bodies:

    – European Commission
    – Council of Ministers
    – European Parliament
    – Court of Justice of the European Communities
    – European Court of Auditors
    – Council of the European Union
    – European Investment Bank
    – European Investment Fund
    – European Data Protection Supervisor
    – European Ombudsman
    – European Economic and Social Committee
    – Committee of the Regions
    – Education, Audiovisual and Culture Executive Agency
    – Consumers and Health, Executive Agency
    – Research Executive Agency
    – Executive Agency for Small and Medium-sized Businesses
    – Innovation and Networks Executive Agency
    – European Research Council Executive Agency
    – Community Plant Variety Office
    – Eurojust
    – European Agency for Safety and Health at Work
    – European Agency for the Management of Operational Cooperation at the External Borders
    – European Aviation Safety Agency
    – European Agency for the Operational Management at large-scale IT systems in the area of freedom security and justice (EU-LISA)
    – European Asylum Support Office
    – European Banking Authority
    – European Centre for Cooperation of Energy Regulations
    – European Centre for the Development of Vocational Training
    – European Centre for Disease Prevention and Control
    – European Chemicals Agency
    – European Environment Agency (includes EEA and Turkey)
    – European Fisheries Control Agency
    – European Food Safety Authority
    – European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions
    – European GNSS Supervisory Authority (Galileo satellites)
    – European Institute for Gender Equality
    – European Institute of Innovation and Technology
    – European Insurance and Occupational Pensions Authority
    – European Maritime Safety Agency (includes Norway and Iceland)
    – European Medicines Agency
    – European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction
    – European Network and Information Security Agency
    – European Office for Harmonisation in the Internal Market (Trade Marks and Designs)
    – European Railway Agency
    – European Securities and Markets Authority
    – European Training Foundation
    – European Union Agency for Fundamental Rights
    – European Police College
    – Europol
    – Fusion for Energy (ITER)
    – Office for the Body of European Regulators for Electronic Communication
    – Translation Centre for Bodies of the European Union
    – Statistical Office of the European Communities (Eurostat)

    -l° List of main EU Joint Ventures:

    – Single European Sky ATM Research Joint Undertaking
    – Fuel Cells and Hydrogen and Joint Undertaking
    – Clean Sky 2 Joint Undertaking
    – Innovative Medicines 2 Joint Undertaking
    – ECSEL Joint Undertaking
    – Bio-based Industries Joint Undertaking

    Footnote:

    -1- Excluded Bodies – for the avoidance of doubt, the UK doesn’t withdraw from the following:

    – The Council of Europe
    – Western European Union
    – Organization for Security and Co-operation in Europe
    – European Bank for Reconstruction and Development
    – European Space Agency
    – The European Organisation for Nuclear Research (CERN)
    – North Atlantic Treaty Organization.

    -2- European Investment Bank: cessation of UK Membership and investment.

    Gusts of dry wind – words to the wind; superdry for the Brits and not just for London and City, again.

    Just knowing it – and remember this, always.

    Let’s go on to swing… https://www.youtube.com/watch?v=gra4ugWIzLE

    Cheers!

    Surfer

  2. fabio scacciavillani il said:

    In realtà alcuni Stati USA hannoil diritto di abbandonare l’unione federale. In Texas ad esempio il parlamento dello stato in base alla propria costituzione vota periodicamente (mi sembra ogni anno) per decidere se continuare a far parte degli USA o meno. Finora si è trattato di una formalità, ma in futuro, chissà.

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