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Azionisti e tifosi

Nel bel mezzo di un campionato Europeo si è chiusa in questi giorni una importante operazione di calciomercato tra due club quotati in Borsa: la Juventus ha acquisito le prestazioni sportive del giocatore Miralem Pjanic dalla AS Roma. L’operazione si è concretizzata attraverso l’esercizio di una clausola di rescissione (38 mln €, di cui l’80% alla società e 20% al giocatore) che era presente nel contratto tra il giocatore e la società giallorossa, ma la vicenda ha avuto degli strascichi che meritano un racconto ed una riflessione.

Certamente sappiamo che i ricorrenti appelli alla consapevolezza che facciamo qui su Piano Inclinato sono una lotta coi mulini a vento, e ancor di più lo sono quando di mezzo c’è il calcio e le sue tifoserie, tuttavia proviamo a fare questo complesso esercizio. Innanzitutto è bene definire il quadro della situazione: la AS Roma si trova nella necessità di perfezionare una cessione entro fine mese, per rispettare le vigenti discipline di fair play finanziario. Il progetto iniziale prevedeva il passaggio del difensore tedesco Antonio Rüdiger ad un club inglese. Sfortunatamente il giocatore è occorso in un brutto infortunio che lo allontanerà dai campi per qualche tempo, rimuovendolo di fatto dal mercato.

Ecco allora che la società giallorossa si ritrova a dover prendere in considerazione le avances che una squadra rivale, la Juventus, aveva fatto per il centrocampista bosniaco. Il giocatore aveva già rilasciato dichiarazioni di apertura al trasferimento, dando un segnale chiaro alla società. Inoltre la clausola di rescissione presente sul contratto prevedeva soglie decrescenti, il che significa che pur trattenendolo controvoglia, la AS Roma avrebbe potuto perdere il giocatore a cifre ancora inferiori. Perso per perso, e con la necessità di fare un incasso, dalla capitale si prende atto di una situazione e si apre il dialogo con la Juventus, che fino a quel momento aveva tentato di trattare contropartite o sconti sul prezzo per ottenere il giocatore.

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Stranamente la Juventus, sempre molto attenta e accorta nelle spese, rinuncia alle sue richieste di sconti e perfeziona l’operazione: Pjanic può così svincolarsi, effettuare le visite mediche e farsi tesserare dai campioni d’Italia. Fin qui, mugugni di alcuni tifosi a parte, tutto normale

.

Poi però accade che un amico di Pjanic diffonde un messaggio whatsapp del giocatore che lamenterebbe di essere stato “ceduto in un quarto d’ora”. Evidentemente il ragazzo è rimasto colpito da come la società capitolina abbia preso atto della situazione e si sia rapidamente attivata, trovando la sponda con i bianconeri con cui c’è rivalità sportiva, ma alleanza sulle politiche interne alla Lega Calcio.

Naturalmente questo ha fatto riversare la rabbia dei tifosi sulla società, “colpevole” di aver rafforzato una odiata rivale. Di conseguenza il Direttore Generale della Roma Mauro Baldissoni ha reso pubblica la lettera con cui Pjanic si è svincolato:

“Con la presente comunico di avvalermi del diritto di essere trasferito ad altra società, come da accordi tra noi intercorrenti. Vi comunico inoltre la mia disponibilità a regolare il 20% di mia spettanza dell’ammontare del prezzo del trasferimento direttamente con la società che acquisisce il diritto alle mie prestazioni sportive, che nello specifico vi comunico essere la Juventus F.C.

Vi ringrazio e vi prego di prendere contatti per l’espletamento delle formalità contrattuali necessarie”.

aggiungendo un commento utile a ristabilire la pace tra società e tifosi:

“Abbiamo letto sciocchezze sulla vicenda Pjanic, ne abbiamo lette altre in precedenza. Oggi leggiamo di confidenze, smentite dal ragazzo che abbiamo sentito stamattina. Siamo costretti a leggere documenti ufficiali per smentire sciocchezze, non per difendere noi ma i tifosi della Roma che sentono menzogne ogni giorno. Ho parlato con Pjanic, mi ha detto che non pensa di aver mai scritto una cosa del genere.”

La Juventus si è prestata al discorso, con l’amministratore delegato Marotta che ha dichiarato:

“L’operazione Pjanic è stata conclusa sulla spinta del giocatore che ha fortemente voluto trasferirsi alla Juventus sfruttando la clausola compromissoria che aveva stipulato con la Roma”

è del tutto evidente, in realtà, che la lettera del giocatore non prova nulla. E’ l’atto formale necessario ad attivare la clausola e orientare i pagamenti, verosimilmente è una lettera scritta in un formato standard, oltretutto per quanto il giocatore potesse avere i suoi desideri ci devono essere degli accordi alla base per poter scrivere “mi avvalgo del diritto di trasferirmi” visto che occorre un assegno da 30 mln€ in accompagnamento. Ed un accordo fatto “di prepotenza” tra il giocatore e la Juventus, talmente solido da prevaricare l’ovvio interesse strategico di conservare rapproti civili con una controparte, oltre a non avere i requisiti della fretta, di sicuro non sarebbe il presupposto di un appoggio della Juve alle dichiarazioni dei vertici della Roma sulla vicenda, lasciando il cerino nelle mani del calciatore

La versione di Baldissoni su Pjanic vacilla infatti rapidamente, ed il DG inizia una difficile arrampicata sui vetri

«Io ho parlato con il ragazzo che mi ha detto che non parla mai con i giornalisti. Gli ho detto che forse l’aveva scritto a un amico. Lui mi ha detto che non crede di aver mai scritto nulla di simile a qualcuno, perché ovviamente è falso. Gli ho detto di pensarci, che magari per difendersi dagli insulti di qualcuno, perché il ragazzo è stato insultato, può aver avuto la tentazione di uscirne dicendo questa cosa. Lui mi ha detto che non è così, ma può anche essere successo»

In realtà l’aspetto più grave della vicenda è che Baldissoni abbia reso pubblico un documento sensibile senza prima comunicarlo alla Borsa, visto che entrambe le società sono quotate, e prima che venisse data l’ufficialità di un’operazione che genera plusvalenze da una parte ed esborsi dall’altra. Il motivo è placare la piazza, risultare come parte passiva che ha subito le volontà del giocatore, che ora verrà sonoramente fischiato e insultato quando giocherà all’Olimpico, con grande sfoggio della nostra civiltà.

Difficile pensare che davvero la Juventus si sia mossa senza dialogare con la Roma, più probabile che abbia accettato di accelerare i tempi e non discutere sulle condizioni per le esigenze di cassa e di tempo dei giallorossi. Se le cose stanno così quest’estate potrebbe arrivare un’altra operazione sull’asse Torino-Roma, come la cessione, a prezzo generoso, di un giocatore non primario dalla Juve ai giallorossi. Tanto per restituire il favore.

In barba alla credulità dei tifosi e -in modo diverso- degli azionisti dell’una e dell’altra squadra (ammesso che siano poi categorie molto distinte). E’ la dimostrazione che per essere presi in giro non è necessario essere azionisti di una banca.

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

2 Risposte a “Azionisti e tifosi”

  1. La necessità di proteggere la società dalle dichiarazioni dei giocatori emerge anche dalla vicenda di Koulibaly con il Napoli, dopo che il giocatore è diventato target appetibile di chi prima pensava a Rüdiger.
    “Nel 2014 ho firmato per cinque anni e all’epoca fui molto felice. Ora ho fatto due stagioni positive e ci sono offerte sul tavolo. Farò la cosa che mi favorirà di più, non solo dal punto di vista economico, ma soprattutto sportivo. Dei club di alto livello mi vogliono e non ho ricevuto alcun segnale dal Napoli. Le trattative per il rinnovo sono ad un punto morto”. In pratica una richiesta di rinnovo con adeguamento, oppure il via libera ad una cessione a prezzi adeguati. Il presidente De Laurentiis però ha risposto annunciando una richiesta danni milionaria per inadempienza sui diritti di immagine. la differenza importante in questa vicenda dai toni fuori controllo è che il Napoli non è quotato ed il “patron” non deve tener conto di altri azionisti.Reference

  2. Solo due settimane fa Spalletti dichiarava: “E’ chiaro che i giocatori di qualità della Roma sono nel mirino di alcune società. Però questi stessi calciatori mi hanno assicurato, visto che io con loro ci parlo quotidianamente avendo un contatto diretto, che vogliono rimanere”.
    E ancora. “Questi discorsi, poi, è chiaro che vanno approfonditi perché ci sono delle situazioni nel calcio che possono scatenarsi. Valuteremo, ma la volontà dei calciatori è di rimanere a giocare qui. E questo perché si sono trovati bene e hanno piacere ad indossare questi colori.” Insomma finché il giocatore è in rosa è per amore dei colori, quando poi arriva la cessione è improvvisamente il giocatore ad aver trattato coi “nemici” scegliendo di “tradire” i colori. Qualcuno crede davvero che un professionista bosniaco dovrebbe essere decidere qualcosa sulla sua carriera per affetto verso i colori di una qualsivoglia squadra italiana?Reference

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