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Quanto sono robusti i bilanci delle banche?


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Nel “mondo nuovo” finanziario che sta sorgendo sulle macerie della crisi, l’adeguatezza del capitale delle banche e la sua allocazione sono diventate temi centrali.
Come spesso accade quando un sistema va in crisi, gli aggiustamenti e i rimedi che ne conseguono hanno spesso come effetto quello di fare “overshooting“, di esagerare, correggendo con forza eccessiva le cause dell’ultima crisi, con il rischio di trascurare i fattori che scateneranno la prossima.
Con l’introduzione di norme particolarmente stringenti sull’utilizzo del capitale (introdotte con l’intento più che giusto di impedire il ritorno della leva eccessiva), le banche stanno reagendo modificando radicalmente le proprie scelte d’investimento e di allocazione delle risorse.
Il maggiore o minore assorbimento di capitale sta diventando un parametro guida nelle scelte riguardanti i mercati dei capitali, i mercati dei capitali si stanno lentamente trasformando in risposta ai nuovi vincoli. (Ma di questo ne parleremo in un prossimo post).

Il controllo della qualità degli attivi bancari (o Asset Quality ReviewAQR), esercizio europeo di trasparenza sui portafogli delle banche, è un passo necessario per la creazione del supervisore unico del sistema bancario europeo (SSM), che a sua volta è uno dei pilastri su cui si fonda la principale risposta europea alla crisi finanziaria: l’unione bancaria. Insieme al supervisore unico, ci dovranno essere:

  • regole più omogenee (su cui sta lavorando l’EBA)
  • uno schema europeo di garanzia dei depositi
  • un meccanismo per gestire i “fallimenti” bancari
  • un “backstop” comunitario, ovvero un fondo che permetta di ricapitalizzare le banche senza che il problema si trasferisca alle finanze pubbliche di un Paese.

Ieri la BCE ha pubblicato le prime linee guida generali sulle modalità con cui intende effettuare l’AQR, insieme ad una lista delle banche coinvolte.
Si possono fare diverse considerazioni su questo esercizio di valutazione, dal rischio di prociclicità (cioé di creare un sistema di regole accomodanti mentre il ciclo è positivo e che diventano restrittive quando il ciclo è in frenata – mentre sarebbe per certi versi necessario l’inverso. Questo accadrà soprattutto nel caso i risultati dovessero essere peggiori delle attese), al tempismo dello stesso (alcuni, tra cui Sony Kapoor del think tank ReDefine, chiedono di rimandarlo ad un periodo di crescita più robusta dell’economia).

Io vorrei fare la mia modesta proposta.
Abbiamo visto come le scelte regolamentari stanno orientando in modo forte le decisioni delle banche nell’utilizzo del capitale; la BCE e l’EBA potrebbero cogliere la palla al balzo orientando le scelte delle banche in positivo: se attribuiranno, nell’AQR e nel successivo stress test, un livello di rischio sensibilmente inferiore (imponendo, di conseguenza, accantonamenti minori) ai prestiti “buoni”, cioé quelli alle piccole e medie imprese (quel “credito” che si cerca disperatamente di far ripartire specie nel sud Europa) allora le banche risponderanno all’incentivo, così come stanno facendo su altri fronti.

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Autore

European of Italian nationality, long distance runner, market-maker of Euro Government bonds. Unrepentant optimist. Gradatim conscenditur ad alta.

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