W.S.Burroughs ovvero beat on the rocks (jukebox all’idrogeno)

Tempo stimato di lettura: 4 minuti

È stata una lotta fra Mallarmé e Williams S. Burroughs ma alla fine l’americano l’ha avuta vinta sul filo di lana. Grazie a tutti i votanti ed ecco a voi il nostro jukebox settimanale.
Burroughs ha avuto un rapporto stretto con il rock: è apparso in videoclip, canzoni, ha collaborato con artisti di ogni tipo e genere. E’ stato un membro di spicco della beat generation influenzandone l’approccio creativo in modo significativo e ispirando molti altri letterati. La sua scrittura (in particolare il “metodo cut-up”, fatto di una sorta di rimescolamento casuale di frasi e parole) ha influenzato diverse generazioni di musicisti come metodologia per costruire testi di canzoni. Impossibile esaurire qui l’argomento, al solito prendete il nostro jukebox infiammabile come un aperitivo e non come un pasto.
Burroughs ha intervistato grandi del rock a partire da figure di riferimento come David Bowie. Bowie ha reso omaggio alla poetica deviata e deviante del grande scrittore beat nel suo capolavoro incompreso, “Outside”.
Lo spunto narrativo è descritto nell’allegato “Diario di Nathan Adler”, realizzato da Bowie con la tecnica letteraria del “cut-up” di Burroughs: “Le investigazioni del detective Nathan Adler, della sezione Crimini Artistici, su alcuni assassinii rituali artistici, scippi concettuali e altri misfatti”, ambientati in un’ipotetica società di fine millennio. Attraverso le storie di sette personaggi, l’album analizza la condizione di “outsider”, della vita ai margini della società, della periferia americana. Quella periferia in cui si era rifugiato Burroughs lontano dagli agi di una famiglia ricca. L’ansia, l’orrore, la noia incolmabile, il male di vivere, la morte c’è tutto il disagio. Solo ad alto volume.

Burroughs ha frequentato anche i Led Zeppelin, condivideva infatti con Page, mitico chitarrista della band, uno spiccato interesse per la magia. Lo scrittore beat è infatti sempre stato appassionato di rituali ed ha studiato l’antica religione Egiziana. Ne hanno discusso di persona, Page e Burroughs a certificare questa idea del rock come rito e lo stesso dicasi della letteratura, dove il cut up è appunto un atto in cui affidandosi al “caso” lo scrittore si abbandona al fluire ed all’agire di energie altre, componenti psichiche e flussi cosmici: mistero.

Burroughs vecchio e impenitente sperimentatore, per lungo tempo schiavo di eroina e morfina, incontra per una collaborazione artistica uno junkie doc come Kurt Cobain. Cobain si abbandona ad una versione contemporanea di metal machine music (ricordate Lou Reed?), facendo della chitarra elettrica un martello pneumatico per i nostri timpani, mentre il nostro declama i suoi testi allucinati. Scopriamo la voce del grande beat ed entriamo nell’incubo di chi aveva descritto con precisione la ferocia della  “Scimmia sulla schiena”, dove la scimmia era la dipendenza dalla droga.

Dopo esserci spaccati le orecchie vi darei pace chiudendo morbidamente. Iniziamo con i Material, il gruppo del mitico bassista Bill Laswell, grande produttore di NY, ha inciso un bellissimo disco con Burroughs intitolato “Seven Souls”, intrigante e ricco di atmosfere particolari. Torniamo allora all’antico Egitto ed alla magia cara a Jimmy Page. Parliamo di anime? Sette anime.

Salutiamoci  con un pop raffinato. Laurie Anderson, quest’estate in giuria al festival di Venezia, compagna di Lou Reed, amica di Eno da decine di anni, performer e musicista, grande anima, poteva non occuparsi di Burroughs e della sua famosa teoria che il linguaggio umano sia un virus?

Parlando di uno scrittore forse dovrei dire qualcosa dei suoi libri. Qui trovate le sue opere più famose con delle microrecensioni a me il gusto di segnalarvi un toccante libro pubblicato da Adelphi: “Il gatto in noi”. Toccante libro, tutto dedicato ai felini vissuti come uno specchio interiore. La mia gatta mi sta lentamente lasciando dopo 20 anni di silenziosa e costante compagnia. La vedo spegnersi giorno dopo giorno e così, con questa piccola confessione, capite il perché della mia scelta. Ve ne regalo un brano e lo dedico a lei, la mia amata gatta nera

Estratto da “Il gatto in noi” di William S. Burroughs

Il gatto non offre servigi. Il gatto offre se stesso. Naturalmente vuole cura e un tetto. Non si compra l’amore con niente. Come tutte le creature, pure i gatti sono pratici. Per capire una questione antica bisogna riportarla al presente. Il mio incontro con Ruski e la mia mutazione in uomo-gatto rimettono in scena il rapporto tra i primi gatti domestici e i loro protettori umani.

Si consideri la varietà dei felini selvatici, molti delle dimensioni di un gatto domestico, alcuni notevolmente più grandi, altri decisamente più piccoli, tali da avere in età adulta la taglia di un gattino domestico di tre mesi. Numerosi, in questo lignaggio gattesco, sono quelli che non possono essere addomesticati a nessuna età, tanto sono fieri e selvaggi nel loro spirito felino. Ma con la pazienza e gli incroci… otto etti di gatto senza pelo, sinuoso come una donnola, d’incredibile finezza, con lunghe zampe sottili, denti aguzzi, grandi orecchie,e occhi di un lucente colore ambrato. Non è che unadelle esotiche selezioni che fanno spuntare prezzi sbalorditivi nei negozi di gatti… gatti volanti e plananti… un gatto di un blu elettrico acceso,emanante un leggero odore di ozono… gatti acquatici con zampe palmate (torna in superficie con una grossa trota tra le mandibole)… delicati, sottili agtti di palude dall’ossatura leggera e larghe zampe piatte, possono sfrecciare su sabbie mobili e fango a incredibile velocità… minuscoli gatti lemuri con occhi enormi… un gatto scarlatto-arancione-verde dalla pelle di rettile, lungo collo nerboruto e zanne al veleno – un veleno simile a quello del polpo dall’anello azzurro: fai due passi e cadi a faccia i giù, e un’ora dopo sei morto… gatti moffetta con uno spruzzo mortale che uccide nel giro di secondi come artigli nel cuore… e gatti con artigli velenosi che schizzano il veleno da una grossa ghiandola posta al centro della zampa.

E poi ci sono i miei gatti impegnati, in un rito vecchio di migliaia di anni: leccarsi tranquilli dopo il pasto. Animali pratici, preferiscono che siano gli altri a provvedere il cibo… alcuni invece no. Deve esserci stata una scissione precisa tra i gatti che hanno accettato l’addomesticamento e quelli che non l’hanno accettato.

Le opzioni che offre lo chef per la prossima domenica sono:
a) Philip Glass incontrato al cinema
b) Paolo Conte ubriaco di parole
c) Bill Evans per innamorati

Si vota su twitter e qui sotto, nello spazio commenti.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Enrico Marani

king for a day, fool for a lifetime
Precedente Buena innovacion social club Successivo Sogni e incubi econometrici

2 thoughts on “W.S.Burroughs ovvero beat on the rocks (jukebox all’idrogeno)

  1. FanSonia il said:

    la gatta nera girerà l’angolo, ma sarà sempre lì, altera e distante eppure indissolubilmente complice. Per sempre, perché ci sono amori che non finiscono mai, vivono in una dimensione non circoscrivibile nel tempo o nello spazio.
    Come continua a vivere tanta musica rock, potente e adrenalinica, sia che urli di amori, di abbandoni, di gioiosi congiungimenti carnali o di noia e di disperazione.
    Si può anche cantare la morte, e si può persino urlare dolcemente.
    https://youtu.be/vabnZ9-ex7o

Lascia un commento