Evoluzione continua: una condanna virtuosa

Charles Darwin

Celebriamo l’anniversario della pubblicazione de  “L’origine delle specie” (24 novembre 1859) con un Grande Pensatore: Charles Darwin.
Non siamo “creature” ragionevoli o buone, ma esseri che hanno perfezionato il modo di sopravvivere e riprodursi. E’ una cosa che sappiamo grazie a Charles Darwin (1809-1882), che come vedremo è il “padre” di Marty McFly e del Capitano Kirk.

L’idea del viaggio nel tempo ha probabilmente a che fare col rimpianto, con l’istinto umano di poter tornare sui propri passi a correggere gli errori, perché nel nostro profondo riusciamo a comprendere il meccanismo di causa ed effetto.

Però la narrazione di un viaggio nel tempo, come espediente per raccontare cosa accadrà sviluppando l’attualità secondo i principi di causa ed effetto, o come avrebbe potuto essere il tempo corrente cambiando alcuni dettagli nel passato, è un genere letterario piuttosto recente. Sebbene il meccanismo di causa ed effetto sia istintivamente a disposizione di ogni essere umano, la capacità di immaginare scenari alternativi o alterazioni del continuum spazio-temporale sembra una abilità recente dell’uomo. Ci è mancato a lungo un ingrediente essenziale.

Sebbene il meccanismo di causa ed effetto sia istintivamente a disposizione di ogni essere umano, la capacità di immaginare scenari alternativi o alterazioni del continuum spazio-temporale sembra una abilità recente dell’uomo. Ci è mancato a lungo un ingrediente essenziale. Il vero antesignano, però, non è un romanzo, ma una pubblicazione scientifica di uno dei più rilevanti pensatori del XIX secolo, Charles Darwin, destinato a cambiare come pochi altri la Storia del genere umano: quel libro è “L’origine delle specie” (1859).

La teoria evoluzionista di Darwin, che affiancò e consolidò l’idea della selezione naturale, condizionò rapidamente la biologia, ma anche la sociologia: se le specie possono evolvere, progredire, migliorare… perché non dovrebbero farlo le società?

Ecco allora che la fantasia dell’uomo ha potuto generare una proliferazione di romanzi utopici: “Looking backward” di E. BellamyA Traveler From Altruria” di W. D. Howells “The Land of the Changing Sun” di W.N. Harben “Mondo nuovo” di A. Huxley “1984” di G. Orwell. E da lì, il cinema ci ha potuto portare, in abbinamento alla consapevolezza tecnologica, “Star Trek”, “Terminator”, “Midnight in Paris”, “Il giorno della marmotta” o la trilogia de “Ritorno al futuro”.

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Nonostante le profonde modifiche cui è andata (e va) incontro anche ai giorni nostri la teoria dell’evoluzione per selezione naturale, le riflessioni di Darwin sono ancor oggi la base ed il presupposto scientifico per lo studio della vita e della sua evoluzione. Nei suoi studi Darwin abbozzò per la prima volta l’analisi del comportamento animale secondo una prospettiva evoluzionistica, dando vita così ad una nuova branca della Scienza: l’etologia.

Ma i condizionamenti non finiscono qui, il lavoro di Darwin condizionò infatti anche la psicologia: le implicazioni delle sue rivelazioni aiutano a comprendere le fragilità degli essere umani, non più figli di un creatore perfetto e onnipotente, ma organismi “migliori” degli antenati e “peggiori” dei discendenti. 

Non c’è colpa quindi nell’avere delle carenze: siamo difettosi, e migliorabili, per definizione.

Questo apre alla compassione e alla tolleranza, cose di cui lui stesso ha potuto godere nonostante le sue idee fossero considerate da alcuni delle eresie, pericolose per l’ordine sociale. La sua fede è stata messa alla prova dallo studio:

«Un altro argomento a favore dell’esistenza di Dio, connesso con la ragione più che col sentimento, è l’estrema difficoltà di concepire l’universo, immenso e meraviglioso, e l’Uomo, con la sua capacità di guardare verso il passato e verso il futuro, come risultato di un mero caso. Questo pensiero mi costringe a ricorrere a una Causa Prima dotata di un’intelligenza analoga a quella dell’uomo. Questa conclusione era ben radicata in me quando scrissi “L’Origine delle specie”; ma in seguito, dopo molti alti e bassi, si è gradualmente indebolita.»

Darwin veniva da una famiglia di liberi pensatori, ma inizialmente non dubitò della Bibbia. Frequentò una scuola anglicana, poi studiò teologia. Furono il contatto con la natura e la pratica scientifica a portarlo su posizioni scettiche.

«non sono mai stato un ateo nel senso di negare l’esistenza di un dio. Ritengo generalmente (e sempre di più invecchiando), ma non sempre, che agnostico corrisponderebbe alla definizione più corretta della mia condizione intellettuale»

Ancora oggi molti considerano l’Evoluzionismo una sfida ai dogmi della Fede. Ma considerando le implicazioni che gli studi di Darwin hanno generato, il suo lavoro ha decisamente promosso i valori cristiani dell’indulgenza e della fratellanza, avvicinando l’Uomo a Dio.

«Non posso capire perché ci dovremmo augurare che le promesse del cristianesimo si avverino: secondo le parole del Vangelo, gli uomini senza fede, come mio padre, mio fratello, e quasi tutti i miei amici più cari sarebbero puniti per l’eternità. E questa è un’odiosa dottrina»

Come potrebbe un dio perfetto e dotato di infinita misericordia essere vendicativo?

Il dio di Darwin non lo è.

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, oggi è Global Strategist per l'asset management di una banca italiana.

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