Come può questo mondo non cambiare?

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Finora la tecnologia si è rivelata un problema solo per chi ha perso la doppia sfida: sia con la storia sia con il progresso.

Continuiamo a pensare solo agli svantaggi della tecnologia accoppiata con la globalizzazione, ma quanto abbiamo perso finora senza la produzione di massa? Abbiamo privato il mondo di godere delle invenzioni dell’altro, solo perché era distante. Ora è possibile con la comunicazione di massa informare la propria generazione su cosa accade. E trasportare i beni dovunque, e tutto a costi decrescenti. Alla nostra porta ci consegnano tante cose complesse e a basso prezzo. Ci hanno anche promesso che con i droni faranno anche prima.

È meglio mettersi, con spirito critico, dalla parte di chi considera la tecnologia un’opportunità. Non si tratta solo di tecnologie, ma più propriamente di business model abilitati dalle tecnologie, infatti i computer iniziano a contare quando spariscono dalla nostra vista. Ognuno li porta già sotto i vestiti, li troviamo all’interno dei tubi, sotto il manto stradale, etc. Negli anni ‘70 si è sviluppato quel mondo dell’informatica distribuita che osserviamo intorno a noi. Ora nelle facoltà universitarie si sviluppano applicazioni mobile e programmi per stampe in 3D. Non ci resta che attendere ancora un po’ per godere in massa di tali innovazioni.

Un primo cambiamento è che pagheremo in funzione del consumo. Ciò abiliterà effetti economici importanti: non compreremo più, ma affitteremo. Dalla proprietà al possesso, così arriva un mondo nuovo per:

– gli ingegneri: si può misurare tutto per controllare i fenomeni.

– gli economisti: dalle misurazioni nascono ottimizzazioni e quindi nuovi modelli di business

– i sociologi: inferire il comportamento delle persone quando si relazionano con tutti gli altri (nella società), con il denaro (nell’economia) con la tecnologia, etc. diventa una missione culturale di primaria importanza.

Questo mondo non è scevro da nuovi pericoli, perché nel business online ci sono tre componenti che interagiscono: il contenuto, la customer experience e la piattaforma di fruizione. Proprio l’ultimo punto, la piattaforma, dà un potere a chi la gestisce di concentrare e privatizzare i dati. Segue la sua naturale (e umana) tendenza a portarlo a livelli insostenibili per gli altri esclusi. Il metodo scientifico è il metodo che ci siamo dati per confermare le nostre teorie, ma l’effetto più importante è poter cooperare. Siamo in un nuovo brodo primordiale per crescere e per accelerare il progresso.

Quindi l’antidoto ai pericoli di monopolio è avere le nostre teste sempre connesse. Se ci parliamo continuamente con le nostre differenze, se esprimiamo meglio i pensieri grazie ai nuovi mezzi di comunicazione, il mondo cambia e migliora.

Twitter: @massimochi

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massimochi

Massimo Chiriatti è un tecnologo con Master nella gestione dell’ICT, descrive l’economia digitale e osserva le conseguenze sulle persone, in particolare sull’occupazione.
Collabora con il Sole24Ore-Nòva100.
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2 commenti su “Come può questo mondo non cambiare?

  1. Sakura il said:

    “È meglio mettersi, con spirito critico, dalla parte di chi considera la tecnologia un’opportunità.”.

    Non è certo quel che accade. Siam pieni di centrali nucleari in zone altamente sismiche, di pesticidi cancerogeni allegramente commercializzati anche ora (Roundup per non fare nomi), per dirne giusto un paio.

    La tecnica nelle sue estensioni ultime non prevede spirito critico o se preferisce lo prevede assai raramente ed in forme molto blande.

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