Crescita: siamo arrivati o siamo solo all’inizio?

crescita infinita
L’idea che non dovremmo aspettarci che le economie crescano è molto seducente, dopo tutto la Terra e le sue risorse sono limitate.

Come si può continuare a credere che il PIL si possa espandere all’infinito? Un’economia basata sulla crescita non è intrinsecamente insostenibile?
In effetti la canzone “Unsustainable” dei Muse recita proprio così:

È comprensibile che questa opinione sia diffusa, ma davvero l’opzione più “felice” che abbiamo deve essere la decrescita?

Forse un buon futuro dipende non dal minimizzare il modello capitalista, ma dall’estenderlo. Radicalmente. Quelli che oggi ci sembrano gli emblemi del fallimento del sistema capitalista sono solo passi intermedi di un processo evolutivo.

A pensarci bene si fa fatica ad accettare l’ottimismo straripante che sta dietro l’idea che il progresso possa arrivare ad un livello non superabile. Significherebbe contemplare il raggiungimento della perfezione, mentre l’esperienza ci dice che ogni problema è risolvibile, ma che nella sua soluzione si procede verso un problema ulteriore. In un percorso incessante di superamento di sfide che abitualmente chiamiamo progresso.

I bisogni dell’umanità sono ciò a cui il sistema capitalista si rivolge: col “pretesto” della ricerca del profitto, ciò che viene periodicamente trovato è la soddisfazione di esigenze che spaziano in una gamma molto variegata.

piramide-di-maslow

Lo psicologo Abraham Maslow ha raccolto le esigenze umane in categorie e le ha ordinate in una piramide.

Buona parte delle esigenze che siamo riusciti a realizzare finora appartiene agli strati più basici della stessa, come l’igiene, l’alloggio, la fornitura di cibo e l’assistenza sanitaria. Ma nonostante tutte le fabbriche, il cemento, le autostrade e le catene logistiche, l’economia è in realtà ancora molto piccola, direi quasi sottosviluppata, se guardiamo alla gamma completa dei bisogni.

La crescita economica futura dovrà guardare alla soddisfazione di bisogni ancora lontani dalla realizzazione: amore, appartenenza, stima e auto-realizzazione. La pubblicità sembra dirci che si sta andando in quella direzione, ma come spesso accade, la pubblicità è un piccolo raggiro: si parla di amicizia o amore, ma ancora solo per vendere un’auto o un profumo.

Oggi non sappiamo esattamente come saranno le imprese del futuro; così come negli anni ’70 nessuno poteva concepire Facebook o Google. Ma sappiamo la direzione verso cui dobbiamo dirigerci.

Il modello capitalista contiene in sé la forza dell’inventiva, che ci è necessaria per affrontare i problemi più alti e profondi della vita.

Perché la crescita economica non può che essere infinita.

Se vuoi saperne di più, ne parliamo nella puntata #12 del podcast Economia per Tutti:

Puoi iscriverti alla newsletter del podcast in pochi istanti, inserendo il tuo indirizzo qui sotto:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, oggi è Global Strategist per l'asset management di una banca italiana.

3 Risposte a “Crescita: siamo arrivati o siamo solo all’inizio?”

  1. La decrescita è (sarà) tutt’altro che felice anzi. Però è anche l’unica opzione possibile.
    A meno di non riuscire a disaccoppiare la crescita dallo sfruttamento delle risorse naturali solo che questo semplicemente non è possibile.

    Cioè stabilito che il capitalismo senza crescita non esiste e stabilito che il pianeta è finito e che le risorse naturali sono finite la crescita infinta, non esiste.

    Perché si basa sullo sfruttamento, trasformazione e successiva immissione degli scarti nell’ambiente è questo, non lo dico io ma la termodinamica, ha un limite che anche se non si raggiunge la perfezione, esiste eccome.

    È vero che non l’umanità ha sempre trovato risorse e modi per tornare a crescere ma se si va a ben guardare come ha fatto si scopre che nei secoli passati ha trovato altre terre da colonizzare, altre risorse da sfruttare.

    Oggi abbiamo raggiunto indiscutibilmente il picco di quasi tutte le risorse. Suolo, acqua, petrolio, minerali.
    Non stiamo parlando degli anni 70. Il petrolio cioè la principale commodity del pianeta, pur essendo ancora abbondante nel suolo è economicamente (oltre che ecologicamente) svantaggioso. Ha un EROEI sempre più basso se non negativo.

    Il passaggio dal tv in bianco e nero a quello a colori è stato possibile grazie alla disponibilità di energia a basso costo fornita dal petrolio. Oggi non ce n’è più di questa energia è le fonti alternative sono ben distanti dal fornire la stessa quantità di energia di quella del petrolio.

    Ecco perché decresceremo. Volenti o nolenti. Che si sia raggiunta la perfezione oppure no.

    Ma, dev’essere chiaro, io sarei ben contento di continuare a mangiare sushi, guidare la mia auto privata, riempirmi la casa di tecnologia a basso costo, fare viaggi lunghi in paesi tropicali.

    Temo che non mi sarà concesso. In verità ne sono sicuro.

      1. Si ma va considerata l’energia per farlo ed è di quella che cominciamo ad essere a corto.

        Inoltre ogni trasformazione aumenta l’entropia del sistema, non lo dico io ma la seconda legge della termodinamica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.