Dall’eleganza all’esperienza

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cieliIn “Guida all’eleganza” Genevieve A. Dariaux insegna a pesare il vero costo di un capo di abbigliamento (ma vale un po’ per tutto): il suo prezzo diviso per il numero di volte che verrà usato e per il piacere che si prova a indossarlo. La mia gonna di Miu Miu, vista così, costa infinitamente meno di quella di Banana Republic che mi fa sentire in colpa ogni volta che apro l’armadio e non ho voglia di metterla per la seconda volta, ma un po’ di più di quel vestitino di Asos che mi trasforma in Barbarella (più o meno).

Per i prodotti è facile applicare il metodo Dariaux, per le esperienze un po’ meno: resta il prezzo e resta il piacere, ma un’esperienza, per definizione, la vivi, non la usi. Un vino, una cena, una SPA, una corsa all’alba, sono usa e getta, o forse meglio sono “one night stand”.

Come cantava qualcuno infatti “some people call it a one night stand / but we can call it paradise”. Come pesiamo allora il vero costo di un’esperienza? Io propongo il suo prezzo diviso per il piacere che provi per tutta la durata: se un’esperienza ti mette ansia o ti fa sentire in colpa costa tantissimo, molto di più di quello che c’è scritto sul cartellino del prezzo. Ma se una bottiglia di un vino straordinario ti riempie di luce a ogni sorso te la puoi permettere anche se sei in bancarotta.

Ma se dura solo mentre dura come fai a sapere prima se ne vale la pena? Come fai a scegliere? Sicuramente non in base al costo, anche se spesso questo aiuta perché riduce il numero delle persone che se la possono permettere. Un’esperienza per pochi è perfetta per noi se cerchiamo tranquillità e solitudine: una delle parole chiave di ricerca del mio sito di prenotazione alberghi preferito, TabletHotels.com, è “secluded”.

E se invece io sono perfettamente felice facendomi stropicciare dalla folla in una parata o sudando e sgomitando alla partenza di una maratona? Se una spiaggia deserta mi fa sentire come se avessi sbagliato la data di una festa? Non ve lo spieghiamo certo noi: non esiste il Piano Ferie perfetto, esiste il tuo. Per godersi un’esperienza bisogna trovare le esperienze in sintonia con il momento in cui le vivremo – io, noi come coppia, noi come famiglia, noi come gruppo di amici.

Io per esempio ho bisogno che ci sia qualcosa di bello da guardare, possibilmente dell’acqua. Non viaggio per vedere città, musei e monumenti: viaggio per vedere cieli, mari, fiordi e montagne. Vuoi punirmi? Dammi una camera d’albergo con vista su un cavedio. Quanto costa la vista? Può anche costare nulla, può costare moltissimo. Al Whyte Hotel di Brookyln, New York, una camera con vista su Manhattan costa il doppio di una camera senza. La vista più bella della mia vita? Un cottage in Norvegia trovato su Airbnb. Anzi, no, quella che vedo ogni giorno quando esco di casa: comignoli, terrazzini e tantissimo cielo. 

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Mafe De Baggis

Progetto e gestisco iniziative di comunicazione (relazioni pubbliche e copywriting). Aiuto le aziende, le testate e le persone a interpretare e vivere correttamente internet: un medium complesso e divertente

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One thought on “Dall’eleganza all’esperienza

  1. fansonia il said:

    Sono pronta a spezzare diverse lance in favore delle esperienze one night stand, purché le aspettative siano adeguate alla natura effimera di tali esperienze: che comunque lasceranno traccia, ed è questo che occorre valutare.
    Personalmente, ho scientemente rinunciato a molte cose (nel senso più ampio del termine) per poter coltivare la passione dell’equitazione. Dopo molti anni, posso dire che i momenti di esaltazione, di scariche adrenaliniche, di armonia, di simbiosi e di pienezza hanno ampiamente compensato la mancanza degli abiti e dei gioielli che non ho comprato, dei vini pregiati che non ho bevuto e dei viaggi che non ho fatto. La maggior parte della gente deve fare delle scelte dettate dalle proprie personali disponibilità economiche, ahimè.
    Ecco dunque che le mie vacanze, essendo limitate nella frequenza, sono sempre frutto di scelte oculate ed attente.
    First of all, viaggio poco ma voglio viaggiare comoda. Amo i vecchi alberghi un po’ fane’ che si trovano nelle grandi città, e mi piace girare per musei e monumenti. Se ho più tempo a disposizione, montagna, aria pulita e profumo di legna. Non sono una creatura marina. Resta sempre e comunque il fascino della partenza, andare verso altri luoghi e altre abitudini, perché di tanto in tanto occorre prendere le distanze anche dal quotidiano più amato.

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