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I feel slow

“Mi consigli un ristorante?”
“Per forza a Trieste?
“No, anche fuori, siamo in auto”
“Vai in Slovenia, a venti minuti da Trieste, in una delle valli più belle. Si chiama Majerija; è un posto magico e il mio preferito in assoluto. Praticamente nel cuore di una valle dove da un lato hai il Carso dall’altro le Alpi Giulie.
Il che vuol dire ti becchi il meglio di un territorio e dell’altro, e in più tutto quello che di incredibile nasce dalla commistione dei due.
Il cuoco è Matej Tomasic, forse tra i tre migliori chef sloveni.
Mangi a livello di uno stellato Michelin per 35-40 euro a testa”

Arriviamo nella valle del Vipava nella migliore situazione metereologica possibile: sole caldo, vento fresco. Majerija è appena fuori da un paesino, Slap, frazione di Vipava, una cittadina tra acqua e montagne nota come la “Venezia slovena”. La strada si restringe, ti sembra quasi di entrare nelle aie delle case, poi si apre un po’, vigneti a perdita d’occhio e sulla sinistra un albero frondoso fa ombra a un cortile con pochi tavoli apparecchiati. Parcheggiamo, scendiamo, ci sediamo al fresco e, ovviamente, scegliamo il menu degustazione con vini del territorio abbinati. Enrico non ha esagerato: la cucina di Matej è davvero eccezionale, saporita e leggera insieme, ricca dei profumi delle erbe e dei fiori e per niente impegnativa nonostante le tantissime portate.
Majerija-27

È uno di quei pranzi magici di cui ricordi solo il piacere d’insieme: non solo il gusto, ma anche le risate con gli amici e la gentilezza e la cura di chi ha lavorato per regalarti questo momento di pausa e di scoperta. È la mia prima volta in Slovenia e non posso che estendere a questa terra l’amore violento che già provo per Trieste e per il Carso.

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Arriva il momento di andare via, sognando di poterci fermare a dormire: le camere sono in costruzione e ci vorrà ancora un po’. Alla prima occasione possibile – una docenza a Gorizia – torniamo da Matej (e per l’occasione testiamo anche un altro ottimo ristorante come Mama a Nova Gorica).

Sometimes when you’re in a dark place you think you’ve been buried, but you’ve actually been planted”: io amo mangiare tutto quello che cresce sotto terra e mi sono trovata stranamente a mio agio a dormire sotto terra, perché da Majerija si dorme sotto l’orto, con le finestre nel soffitto. Siamo stati due giorni lì, due giorni di pioggia e con i primi freddi, un “dark place” che in molte situazioni mi avrebbe innervosito e intristito e invece no, l’effetto era esattamente “qui potrei mettere radici o almeno prendere tutta l’energia che posso da questa terra ospitale”. Poche stanze estremamente curate, ognuna con il nome e il colore di una pianta o di un frutto, un tavolone comune dove leggere o lavorare e wi-fi, tantissimo wi-fi (sempre presente in Slovenia).

Nelle vicinanze, se siete quel genere di turisti, c’è il Castello di Predjama, “il più grande castello di grotta del mondo”, che ho molto ammirato da lontano e le grotte di Postumia, che mi hanno emozionato pochino penso a causa della visita troppo strutturata.
Non voglio fare il fenomeno ma se avessi dovuto camminare ore per arrivare alla “beautiful cave” l’avrei amata molto di più, invece c’è un comodissimo trenino e una guida così scazzata che ti viene da dirgli lascia perdere, ti prego. L’unico momento emozionante della visita? Quando ha spento le luci: il buio vero, quello che noi non conosciamo, quello che non fai in tempo ad avere paura perché si risvegliano tutti gli altri sensi per farti restare vivo.

È quel periodo dell’anno in cui io vado volentieri in letargo, ma per una volta – anche grazie a persone speciali come Antonella Gigante – non la vedo come una rinuncia un po’ depressa ma come un momento di nutrimento e crescita, soprattutto se sulla strada troverò altri Matej capaci di nutrire insieme panza e spirito. Per parafrasare il claim sloveno I feel sLOVEnia ma anche SLOWenia.

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Pubblicato da Mafe De Baggis

Progetto e gestisco iniziative di comunicazione (relazioni pubbliche e copywriting). Aiuto le aziende, le testate e le persone a interpretare e vivere correttamente internet: un medium complesso e divertente

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