Il calciomercato dei ministri

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Dopo una sessione di calciomercato fra le più vivaci, l’Italia si presenta alla nuova stagione del campionato dello spread con rinnovate speranze per i propri tifosi, conosciuti in tutto il mondo come tra i più caldi, rumorosi ed appassionati.

Il nuovo look della maglia, che si fregia sempre di 5 stellette, non è più gialloverde (troppo sudamericana) ma giallorossa. L’allenatore è rimasto il debuttante Giuseppe Conte, arrivato a guidare la squadra poco più di un anno fa, senza alcuna esperienza precedente. Sembra però più a suo agio con la gestione dello spogliatoio e cerca in tutti i modi di guadagnarsi l’etichetta di “tecnico”.

Di sicuro è rilevante la rimozione dei suoi due vice, segno che l’allenatore ha oggi un carico di responsabilità maggiore. Alcune scelte nella rosa fanno pensare che potrà esserci l’introduzione di alcuni schemi dei classici moduli renziani, dal nome di uno degli allenatori rimasti più impressi tra i tifosi.

I cambiamenti nella squadra sono molti, alcuni di ordine tattico: Riccardo Fraccaro cambia ruolo, ci eravamo abituati a vederlo distribuire palloni a centrocampo nel ruolo di ministro ai rapporti col parlamento, si sposta in panchina, come braccio destro (sottosegretario) dell’allenatore e lascia il posto al bellunese Federico D’Incà

I punti fermi della squadra risultano il discusso ministro della Giustizia Bonafede, che ha mostrato discutibili doti di palleggio quando si è confrontato con il connazionale Cesare Battisti, da lungo tempo impegnato in campionati stranieri, ed il confermatissimo Sergio Costa, in un ruolo ancora più centrale nel nuovo schema: l’Ambiente.

Pare sia invece un equivoco quello che ha coinvolto il polivalente Di Maio. Alleggerito dal triplice incarico precedente, che l’aveva sfiancato nella passata stagione, per il giovane e talentuoso Gigi era stata fatta filtrare un’idea alla dirigenza: “mandiamolo all’estero”. C’è stato un fraintendimento di senso, ed il giovane avellinese, con tutta la sua scorta di bottiglie di Gatorade è corso subito ad allenarsi duramente alla Farnesina.

I ruoli in campo giocati da Di Maio erano molti, ma la sensazione è che i sostituti riusciranno a farcelo rimpiangere: Stefano Patuanelli allo Sviluppo Economico, noto per aver rilasciato un’intervista a bordo campo in cui sosteneva che

“la produttività è nemica del lavoro”

e Nunzia Catalfo al Min. Lavoro, prima firmataria del provvedimento per il “reddito di cittadinanza” e convinta sostenitrice delle tesi noeuro.

Alla Sanità, Giulia Grillo lascia il posto a Speranza. Di non sentire più parlare di obblighi flessibili e a geometria variabile, sul tema dei vaccini.

Alla Pubblica Amministrazione, inevitabile la cessione di Giulia Bongiorno, subentra la giovanissima Fabiana Dadone, che ricopriva il ruolo di referente della piattaforma Rousseau.

Non vedremo più sul campo nemmeno Lorenzo Fontana, che molti dicono sia attratto dal campionato russo, al suo posto per gli Affari Europei, il mancino Vincenzo Amendola.

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In Difesa, Elisabetta Trenta cede il posto a Lorenzo Guerini, così come alle Infrastrutture Toninelli è stato messo sul mercato, sostituito in campo da Paola Da Micheli. Entrambi probabilmente pagano il feeling avuto durante la scorsa stagione con l’Interno destro Matteo Salvini, la cui uscita dalla squadra rappresenta la vera svolta.

Al Capitano sono stati rimproverati eccesso di protagonismo, troppe entrate dure, poco gioco di squadra, dedizione solo al contenimento e non alla costruzione di gioco, secondo alcuni era anche sovrappeso e certamente erano troppi i time-out a bordo campo per rinfrescarsi scolando mojito.

Non a caso la scelta, al suo posto, è caduta su una figura diametralmente opposta, una donna, morigerata e operativa: l’ex prefetto Luciana Lamorgese. La discontinuità voluta dalla società, qui, è stata espressa al massimo.

La rosa ha subito numerosi altri cambiamenti, ma tra tutti spicca il cambio del centravanti, dal timido e agile Giovanni Tria, tutto dribbling e giochi di sponda, l’Italia ha scelto di passare ad un ariete, un bomber conosciuto in Europa col nomignolo di “Gladiatore”.

Ha accumulato dieci anni di esperienze europee di cui cinque come Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari al Parlamento Europeo, mostrando capacità di sostenere i confronti sui temi macroeconomici (come la riforma dell’Unione economica e monetaria) e su temi specifici (come la disciplina per gli NPL bancari). 

Il campionato dello spread appena partito conterà soprattutto sui gol di Gualtieri, i segnali ottenuti dall’Italia nelle amichevoli degli ultimi giorni sono ottimi, incoraggianti, ma per arrivare in fondo al campionato serviranno risultati veri.

In bocca al lupo.

articolo pubblicato su Lettera43 il 05.09.2019
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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

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Un commento su “Il calciomercato dei ministri

  1. luigiza il said:

    Nuova squadra, nuovo modlo (forse) ma per il solito obiettivo: fare catenaccio dando sistematicamente la colpa dei propri insuccessi ad altri, nello specifico all’Europa.

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