Il Superdollaro spezzerà il mondo? – EpT S03E08

 

superdollaro

Due spettri si aggirano per il mondo e, in particolare, per i mercati finanziari.

Uno ormai lo conoscete bene: ha le fattezze di uno zombie perché per almeno un paio di decenni, tra generale stupore e in Italia più di un pizzico di nostalgia, è stato dato per morto, poi è tornato, avvistato precocemente dalle antenne inclinate di “Economia per tutti”, ha impegnato per un po’ banchieri centrali, mercati ed economisti in una surreale, improvvida e sanguinosa disputa circa la sua natura transitoria o meno e infine ha rimesso pesantemente le tende nella nostra vita.

E’ lei, lo sapete: Lady Inflation, il nemico da abbattere nell’ “altra” guerra in corso, quella che vede in prima linea le Banche Centrali con il loro arsenale balistico fatto di aumenti di tassi.
Se di inflazione ci avete sentito parlare in lungo e in largo, e soprattutto prima di molti altri, il secondo è uno spettro che ha fatto finora solo capolino nelle nostre conversazioni.

Evocato, lasciato a più riprese cadere come un indizio, lo spettro nel frattempo si è fatto sempre più temibile fino a guadagnarsi il ruolo da protagonista nella puntata di questa settimana.
Parliamo del Superdollaro, mai così forte negli ultimi vent’anni.

Qual è il problema?

Semplice a dirsi e dannatamente complicato da gestire: il dollaro è la lingua comune ed egemone del commercio internazionale e della finanza, è l’esperanto dei mercati, più della metà degli scambi internazionali sono regolati in dollari, i prezzi delle materie prime sono fissati ed espressi in dollari, molti paesi emergenti hanno una parte significativa del loro opprimente debito denominata in dollari. Se questa “misura del tutto” cresce in maniera abnorme, come sta accadendo da inizio anno, sono tanti quelli che si possono fare molto male.

Ma da dove origina questa forza del dollaro? E’un altro dei temibili effetti collaterali della terapia monetaria antinflazionistica? Certo, il ritmo fin qui implacabile delle manovre rialziste della FED (sempre da temere la furia dei ritardatari) e l’aspettativa di tassi ancora più alti, che ad esse si accompagna, svolgono un ruolo fondamentale.

Ma c’è di più, come vi raccontiamo nel podcast. Ci sono almeno altri due fattori che concorrono a formare la miscela esplosiva del Superdollaro.

Innanzitutto, tra venti di guerra e recessione incombente (propiziata peraltro anche dalla stessa forza del dollaro), i flussi di capitale si riversano sul biglietto verde, da sempre uno dei beni rifugio per antonomasia.

Ma la grande novità di questa fase di straordinario apprezzamento del dollaro, rispetto a movimenti di segno analogo dei decenni trascorsi, è che oggi gli USA sono diventati forti esportatori globali di materie prime, il gas su tutte, cosicché, mentre un tempo i flussi in uscita con i quali gli americani si approvvigionavano di commodities contribuiva a far scendere la febbre del dollaro, ora il loro ruolo di venditori è un ulteriore fattore di crescita della divisa USA nonché dei prezzi di quelle stesse materie prime.
Così, in una sorta di danza macabra intorno all’economia mondiale, ecco che lo spettro del Superdollaro, generato all’origine dalla lotta all’inflazione, finisce con l’alimentare proprio lo spettro dell’inflazione.

E’ questo affascinante caleidoscopio, in cui si avvicendano cause ed effetti spesso tra loro intercambiabili, che abbiamo provato a raccontarvi questa settimana.
Ma poi, ci conoscete ormai, è sempre troppo forte la tentazione di uscire dal recinto stretto dell’economia, di collocare il fatto economico in un contesto più ampio perché, se tutto è economia, tutto può influire sull’economia.

La politica, ad esempio.

Quale impatto possono avere sul Superdollaro le imminenti elezioni di midterm o la drammatica, irriducibile polarizzazione della società americana, apparentemente divenuta incapace di riconoscersi in una cornice minima di valori condivisi?
Saranno questi o altri, magari un’azione concertata delle Banche Centrali, i fattori capaci di ridimensionare il dollaro?

Non lo sappiamo. Certo è che il Superdollaro non può rimanere tale, altrimenti………no spoiler, amici: vi aspettiamo, per scoprirlo, sulla vostra piattaforma preferita, ad esempio qui:

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