Il valore del capitale sociale

capitale sociale

In questi giorni di vacanza ho giocato un po’ a Red Dead Redemption II , un videogioco ambientato negli USA di fine ‘800.

Un ambiente in cui il rispetto delle regole era ai minimi termini, le disuguaglianze enormi, e l’individualismo era assoluto. Tutto era centrato sull’assenza totale di fiducia verso il prossimo, e mi sono ricordato della elevata correlazione fra la fiducia e la crescita.

Nella moderna economia capitalista, dove -per fortuna- molto si basa sul credito, la fiducia è un bene misurabile e dove la fiducia è maggiore, sono minori i costi dello sviluppo e dunque maggiori i risultati in termini di crescita.

Non è solo correlazione dunque, ma anche causazione.

La crescente polarizzazione dell’elettorato in molti paesi ad economia sviluppata, sta erodendo questo elemento: i metereologi sono ritenuti, dall’opinione pubblica, più affidabili dei politici; ma in generale si tende sempre più a diffidare “l’altro”.

Un terzo dei cittadini occidentali si dichiara infastidito all’idea che un proprio parente sposi qualcuno che vota per un partito “avversario”.

Come questo danneggia la crescita?

Per chi tra voi non avesse letto il bellissimo libro di Daniel Kahneman “Pensieri lenti e veloci, gli aspetti comportamentali sono cruciali nello spiegare le dinamiche dell’economia, e fanno sì che questa sia una scienza umana e non una scienza esatta. Dalla fiducia discendono l’efficienza dell’azione politica, e insieme all’adozione di nuove tecnologie, all’istruzione e alla disponibilità di capitale rappresenta una delle forze economiche più rilevanti.

Come si misura? Ci sono varie modalità: dal monitoraggio delle reti di contatti a sondaggi diffusi centrati sulla domanda:

“pensi che ci si possa fidare degli altri?”

A questa domanda, ad esempio, meno del 10% dei brasiliani risponde affermativamente, mentre in Norvegia o in Olanda la risposta è sì nel 70% dei casi all’incirca.

Alcune parti d’Italia sono molto più efficienti di qualsiasi altro stato americano e altre parti d’Italia sono molto più corrotte di qualsiasi altro posto in America.

Perché?

Spesso la risposta è che in alcune aree il “capitale sociale”, inteso come rete di persone che si comportano e si relazionano in modo affidabile, è superiore e che da questo discende un maggior efficacia dell’azione politica.

Una rete sociale ha valore prima di tutto per le persone che ci sono dentro. Ha effetti sugli astanti e non solo sulle persone che ne fanno parte. Le comunità che hanno alti livelli di capitale sociale ne beneficiano in molti modi. I loro figli vanno meglio a scuola. Hanno tassi di criminalità più bassi. Hanno, a parità di altre cose, tassi di crescita economica più elevati. I benefici sono elevati sia a livello personale che collettivo.

Viceversa, la scarsa fiducia implica una società in cui devi tenere gli occhi aperti, dove gli affari sono più lenti perché hanno bisogno di avvocati invece che di strette di mano, dove non vedi lo scopo di pagare le tasse o di riciclare la spazzatura perché dubiti che il tuo vicino lo farà, e dove assumi tuo cugino o tuo cognato per lavorare per te piuttosto che un estraneo che potrebbe essere molto più qualificato per quel lavoro.

Sono due gli ambiti del “capitale sociale”, uno è quello generale, legato al rispetto delle regole condivise tra estranei, e l’altro quello della rete di contatti personali, tra vicini di casa, genitori di compagni di scuola, familiari, amici che condividono un hobby.

Per valutare però l’efficacia, il funzionamento, della nostra società, è cruciale il capitale sociale generale. Torniamo alla domanda:

Vi fidate, non solo del vostro immediato vicino, ma delle persone della vostra comunità in generale o, in effetti, anche dei relativi estranei che incontrate nella vita di tutti i giorni nel vostro paese o nella vostra società?

I miei legami, le mie amicizie con persone di una religione diversa o di una razza diversa o di una classe economica diversa o di un’occupazione diversa o di un’età diversa, questo è la misura del capitale sociale.

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In una democrazia moderna e diversificata come quella di oggi è un ingrediente cruciale, e chi mette a rischio o ne riduce la dimensione, seminando diffidenza, minando la coesione sociale, provoca danni alla collettività.

Questo vale sia per la violazione delle regole a livello individuale, che nel seminare sfiducia facendo campagna elettorale.

Cosa, invece, può far aumentare la fiducia?

La fiducia va costruita continuamente perché la società contiene sempre più diversità (etnica, religiosa ecc). E la diversità, antropologicamente, rappresenta un ostacolo, perché è più “facile” assumere comportamenti scorretti se la tua controparte non appartiene alla tua “tribù”.

Gli scandinavi hanno forse maggior fiducia reciproca perché dal punto di vista etnico sono più omogenei? Può essere: lo Stato sociale è in effetti più organizzato e il welfare più generoso dove c’è omogeneità etnica.

Tuttavia un ambiente etnicamente più ricco è di certo di maggior stimolo per la creatività: la diversità nel medio/lungo termine è un enorme vantaggio.

Se il mondo occidentale implica sempre maggiore diversità, e la diversità è un ostacolo al capitale sociale, e il capitale sociale è un elemento cruciale per la crescita e il benessere, hanno forse ragione quelli che premono per contenere la diversità con muri e respingimenti?

Le diversità, abbiamo detto, sono un problema immediato ma una risorsa nel medio termine. Peraltro ce le ricordiamo tutti le battute sui “terroni” che oggi sono considerati “patrioti”: le diversità tendono a conciliarsi in tempi relativamente brevi e spesso sono più percepite che reali.

Negli anni Trenta, a New York, un matrimonio tra un italiano e una irlandese sarebbe stato considerato un “matrimonio misto”. Oggi sarebbe ridicolo andare oltre l’espressione “di origine italiana” o “di origine irlandese” senza che questo rappresenti alcun confine reale.

Ecco allora che dobbiamo fare ricorso all’inventiva e alla tecnologia, per minimizzare l’impatto di breve senza dover rinunciare al beneficio di medio termine che è portato dalla diversità.

Tecnologia

Alcune tecnologie isolano (come la televisione) altre facilitano la comunicazione (come il telefono). I videogiochi una volta isolavano, oggi sono piattaforme di socializzazione (gioco online).

La condivisione delle recensioni per gli acquisti online è un buon regalo che la tecnologia ha fatto alla costruzione di capitale sociale e di fiducia, perché tendiamo a tenerle in grande considerazione pur se provenienti da perfetti estranei, e questo ci aiuta ad abituarci a saper vincere la naturale resistenza a fidarci.

Inventiva

L’inventiva è ciò che ha portato a creare cose come il progetto Erasmus (spiace per gli amici britannici che hanno scelto di esserne esclusi): entrare in contatto contribuisce a generare i presupposti per la fiducia anche al di fuori della propria tribù. Fare un’esperienza in un ambiente esterno, in mezzo ad altri giovani di diversa provenienza, in un ambiente regolato in cui è facile potersi fidare delle altre persone, aiuta a far proprie queste abitudini per il resto della vita.

L’esperienza universitaria diventa così non solo una crescita di competenze, ma anche un tassello utile nella costruzione del capitale sociale. A beneficio del contesto di tutti i partecipanti.

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, oggi è Global Strategist per l'asset management di una banca italiana.

2 Risposte a “Il valore del capitale sociale”

  1. ma non potrebbe essere il contrario: che non è la fiducia a causare ricchezza ma la ricchezza a causare fiducia? Se sei povero e subisci un danno l’effetto subito in proporzione è maggiore di un ricco per cui tendi a non fidarti delle persone per proteggerti da eventuali soprusi. Invece nei paesi sviluppati e ricchi dove i cittadini hanno risolto i problemi principali di vita possono permettersi il “lusso” di avere fiducia del prossimo. Cioè un meccanismo analogo al fatto che la classe media è più progressista dei ceti poveri, che è un paradosso perchè da battaglie per i diritti sociali avrebbero molto da guadagnarci quest’ultimi, però hanno problemi più urgenti da risolvere e tendono a vedere la battaglia politica come un qualcosa di esterno dalle loro necessità incombenti, idem per l’istruzione

    1. Interessante provocazione, ma gli studi in merito sono giunti alla conclusione che la fiducia sia un ingrediente della crescita attraverso la comparazione tra andamenti storici di economie diverse. A parità di condizioni, dove il capitale sociale era superiore ha fatto seguito una crescita maggiore.
      Certo col benessere ci si può prendere qualche rischio in più, incluso fidarsi del prossimo, ma è anche vero che laddove c’è meno da perdere è più semplice prendere un azzardo.

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