Incontro tra diseguali

In data 13 settembre parteciperò alla Festa della Rete con altri eccellenti personaggi (Andrea Boda, Camilla Conti, Gaia Giorgio Fedi e Marco Cobianchi) di cui potrete avere qualche info cliccando QUI ) ad un dibattito intitolato: “La disuguaglianza, da Thomas Piketty in poi”.

La disuguaglianza, da Piketty in poi - Festa della Rete – BlogFest 2014-09-02 15-10-52
E’ ovvio che si parlerà del “tomo” infinito di Thomas Piketty intitolato “Il Capitale nel XXI secolo”, però l’obiettivo sarà un altro: cercare di capire DOVE stiamo andando, cosa potrebbe succedere e cosa bisognerebbe fare per poter avere un contesto sociale migliore.

Il tutto sembra molto teorico, in realtà sarà un dibattito MOLTO interessante perché è perfettamente coerente con la realtà attuale. Piketty punta il dito sulla disuguaglianza tra classi sociali, che è destinata a crescere, indebolendo la democrazia. Sperequazione sociale, dove il tasso di ritorno del capitale genera ritorni maggiori di quanto invece riesce a dare l’economia. In altri termini, proprio come nel 19° secolo, chi detiene patrimoni, sarà sempre più ricco in quanto i redditi da capitali garantiscono ritorni maggiori rispetto a quello che è il lavoro.

wage and salaty usa as a share of gdp

Ma siamo sicuri che il benessere di una società sia misurabile ed identificabile con una buona salute del mondo della finanza e del capitale da esso derivante, frutto per lo più da speculazioni per nulla collegate all’economia reale?

margin debt - Spectre of 1929 crash looms over FTSE 100 as traders take on record debts - Telegraph 2014-09-02 15-15-58La questione secondo me è tremendamente di attualità ed è di difficile soluzione. E’ di attualità perché viviamo in un mercato dove il Margin Debt (il denaro preso a prestito dalle banche per speculare) è direttamente correlato con le tendenze dei mercati. E già da qui si capisce la bontà e la qualità dei rialzi delle borse (ma che c’entra ormai l’economia ?)

Dando quindi per scontato che il mondo della finanza fa soldi a palate (basta andare a vedere gli ultimi bilanci dei grandi colossi bancari “che contano”), provate a confrontare il “mondo patinato e di plastica” con quello più crudo e reale, fatto di economia vissuta, di lavoro e di sudore. Gli stipendi non sono certo saliti, aumenta la disoccupazione, i disagi sociali crescono. Gli stati investono meno sulle infrastrutture, sull’istruzione, sul vero futuro.

wealth inequality

Diventa quindi palese che il benessere deve essere guidato da scelte non solo economiche ma anche politiche, e queste scelte devono essere fatte “parlando” coi vicini di casa, al fine che tutti diano il loro massimo contributo e non esista la scusa per poi non fare i “compiti a casa”.

Insomma la strada che Mario Draghi (Pikettiano?) sta cercando di disegnare da tempo e che ha confermato a Jackson Hole e nelle sue ultime interviste.

Un’ultima nota. Secondo Piketty l’aumento della disuguaglianza porterà col tempo a minare il capitalismo e la democrazia, distruggendo il lavoro e la meritocrazia. Insomma è la denuncia ad un principio di autodistruzione del sistema economico. Possibile che i grandi del mondo non se ne stiano rendendo conto? Possibile che venga sottovalutato uno scenario che potrebbe diventare ingestibile e socialmente destabilizzante? Possibile che si consideri SOLO il presente (diciamo la vertità, questa disuguaglianza fa comodo ai potenti) e non si prenda in considerazione il ventaglio di rischi che ci può riservare il futuro? Possibile che possa persistere per lungo tempo la “negative economy” dove i mercati correggono quando i dati macro sono positivi, in quanto si teme una diminuzione degli stimoli monetari (quindi finanza e non economia reale)?

Cari amici, questo ovviamente non è che un assaggio del messaggio che Thomas Piketty vuol darci nel sul lavoro. Intanto vi invito a meditare su questi argomenti e, se vi è possibile, di partecipare all’incontro di Rimini dove avrò il piacere di conoscervi personalmente e di scambiare quattro chiacchiere con voi.

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Danilo DT

Danilo Rambaudi, alias Dream Theater, è un operatore finanziario dal 1995. Asset Allocation Manager, collabora con istituzioni finanziarie e siti finanziari italiani e non, nell'ambito dell'analisi e della ricerca. Analista tecnico, ma anche padre e marito (e a volte se ne dimentica).
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