Italia e Cina: paesi confinanti, per gli investimenti

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Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti. Sia che le chiamiamo disruptive o innovative, le nuove tecnologie stanno cambiando il modo in cui intendiamo lo sviluppo. Ci troviamo nel pieno di una shared economy rappresentata da Uber e Airbnb, le quali non hanno bisogno di ingenti investimenti in automobili e hotel. Possiamo anche pensare ad Apple e Google che hanno accumulato ricchezza senza aver avuto bisogno di grandi investimenti, distribuendo, in seguito, i loro profitti. Come risultato vi è un eccesso di risparmio a discapito degli investimenti. Non a caso, stiamo affrontando una lunga stagnazione economica con bassi tassi d’interesse. Che cosa possiamo fare per scovare investimenti interessanti? Ci servono più prodotti che devono essere creati per una minor domanda e con un più alto contenuto tecnologico, il che differisce notevolmente dai trend del passato.

In seguito, la mia analisi su economia e domanda cinese e su cosa l’Italia può offrire. Un concetto molto differente da quello del passato. Quattro punti

che meritano ulteriori approfondimenti.

  1. Efficienza produttiva. Come molti di voi sapranno, la più importante notizia degli ultimi due anni in Cina è stata la vittoria di AlphaGo su Lee, il campione mondiale di Go. Tutti si domandano cosa è rimasto da raggiungere per gli uomini. Io credo nel trend che vede che, nel futuro, tutta la filiera produttiva sarà completata da macchine ad intelligenza artificiale invece che dal lavoro dell’uomo. A tal proposito, dovremmo considerare come rendere questo processo più veloce. Come possiamo inventare qualcosa che sia utile a questa causa? Le aziende cinesi sono interessate ai robot, macchinari ad alta efficienza e a componenti critiche usate in essi. Il costo del lavoro in Cina sta aumentando e si sta perdendo il vantaggio competitivo dovuto alla produzione di massa, condizione necessaria nell’efficienza produttiva. In effetti, abbiamo trovato alcune aziende italiane che possono fornirci questo tipo di soluzione in termini di automazione ed efficienza produttiva. Noi continueremo a investire in questo tipo di aziende e a lavorare insieme ai leader della tecnologia del settore o insieme a nuove aziende innovative che fanno leva su applicazioni di intelligenza artificiale. Questo perché crediamo che l’intelligenza artificiale possa essere utilizzata in tutti i tradizionali settori manifatturieri.
  2. Dematerializzazione. Viviamo in un mondo in cui tutto sta diventando sempre più leggero. Usiamo meno materiali e produciamo più prodotti. Basti pensare alla produzione di auto negli anni 80, a quanti materiali venivano utilizzati e a quanto pesanti erano le auto dell’epoca. Adesso le auto sono ovviamente più leggere e la loro realizzazione impiega sempre meno materiali e risorse. Per questo motivo, se possiedi una tecnologia che rende la produzione più snella e meno bisognosa di risorse, allora avrai sicuro successo nel futuro. Io penso che ci sono già aziende italiane e cinesi che si stanno muovendo in questa direzione e che la loro collaborazione possa essere decisiva per raggiungere questo obiettivo.
  3. Tecnologia ambientale. Questo è un focus del nostro fondo, Mandarin Capital Partners. Infatti, abbiamo già investito in questo settore. Dopo 20-30 anni di veloce sviluppo industriale con una grande sovraccapacità in varie industrie, l’inquinamento è un grave problema in Cina. Aria, acqua, terreni ecc. sono tutti inquinati. Abbiamo bisogno di una tecnologia per trattare l’ambiente in maniera corretta e per migliorare le condizioni di vita della nostra gente. L’emergente classe media sta diventando sempre più attenta a salute e ambiente. Molte aziende tecnologiche in Italia ed Europa hanno la capacità di trattare questo tipo di problemi. Perciò, questo segmento ha un brillante futuro di fronte a se.
  4. Prodotti su misura. Anche se non rappresenta un nostro focus, mi piacerebbe condividere il mio punto di vista su questo segmento. Nel futuro, ogni cosa che potrà essere condivisa sarà condivisa. Un’auto, una casa o addirittura accessori per donne come borse ecc. Tuttavia, ci servirà sempre qualcosa di unico che appartenga a noi stessi. Può essere un mobile che ci piace, fatto a mano, unico e che ha grande valore per noi. Mi piace pensare alle parole di Musk, CEO di Tesla, quando disse che, tra 20 anni, possedere un’auto sarà come possedere un cavallo, il che è solo un hobby personale. Perciò, se vogliamo davvero possedere qualcosa, dovrà essere fatta apposta per noi, su misura. So bene che in Italia vi sono molti prodotti di questo tipo. Vi sono molti artigiani che possono fornirci prodotti che sono unici e fatti su misura per noi. Per questi motivi, anche le piccole aziende e i prodotti su misura potranno vivere un futuro radioso.

Riassumendo, penso che i primi tre segmenti continueranno ad essere nostri focus di investimento in futuro. Ci sono molte opportunità tra Europa e Asia. Per esempio, la Cina non è sofisticatamente attrezzata in termini di prodotti di meccanica di precisione. Inoltre, non ha abbastanza forza lavoro con il know-how adatto per operare in tale settore. Tuttavia, la Cina ha aziende giovani e creative che sono leader nel settore delle nuove tecnologie. Pensate a Kevin Kelly, il padrino della Silicon Valley, che ha lanciato il suo nuovo libro “Inevitable” con una prima versione in cinese. Ciò rende evidente quanto grande sia l’audience per la tecnologia digitale in Cina. Il lancio della versione inglese del libro dovrebbe avvenire a metà di quest’anno. Inoltre, vi sono molti fondi di Venture Capital e Private Equity che stanno entrando nel mercato della tecnologia. Immaginate se noi potessimo unire queste nuove aziende tecnologiche con il know-how tradizionale, l’esperienza e l’IP delle aziende italiane. Potremmo creare il leader del futuro.

Un punto che richiede grande impegno è come convincere le aziende italiane a superare quella barriera psicologica a proposito della violazione di IP e di falsi investimenti in Cina. Generalmente, abbiamo due approcci. Abbiamo ottimi contatti con team di avvocati e agenzie che si occupano di protezione IP in Cina. Per cui, all’inizio del processo di investimento, noi valuteremo cosa possiamo fare per assicurare la giusta protezione. Ancor più importante, in quanto tutto evolve in maniera più veloce al giorno d’oggi, è la tecnologia che ha bisogno di essere usata e applicata al più presto per rendere i nostri prodotti altamente competitivi. In pratica, purtroppo,non è possibile costruire una barriera per prevenire ai produttori locali di copiare prodotti altrui. Tuttavia, è possibile penetrare il mercato rapidamente in mondo da rendere i propri prodotti più competitivi di quelli copiati.

Personalmente, ho speso la parte più interessante della mia vita professionale tra Cina e Italia, godendomi ogni singolo giorno di lavoro. Ho assistito a molte aziende di queste due nazioni che collaborano tra di loro in maniera sempre più attiva e fluida, comprendendo appieno le due differenti realtà. Noi non dovremmo essere diffidenti nei confronti del progresso tecnologico. Anzi, dovremmo saper cogliere ogni opportunità che la tecnologia ci offre per apprendere gli uni dagli altri, migliorare le nostre capacità industriali e il benessere dei nostri azionisti.

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Alberto Forchielli

Presidente dell’Osservatorio Asia, AD di Mandarin Capital Management S.A., membro dell’Advisory Committee del China Europe International Business School in Shangai, corrispondente per il Sole24Ore – Radiocor

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Un commento su “Italia e Cina: paesi confinanti, per gli investimenti

  1. _beneathsurface il said:

    Tutti i modelli di crescita sostenibile richiedono che l’innovazione vada a braccetto con la crescita di competenze e quindi istruzione superiore e training on job nonmentrhé politiche attive del lavoro.
    Un paese come la Cina, con la sua immensa popolazione e il suo modesto welfare state, si troverà ad affrontare il problema di spinte verso produzioni ad alta intensità di capitale, istruzione carente e crescente disoccupazione e povertà e disuguaglianze.
    Possiamo aspettarci realisticamente un cambio del tipo consumption driven growth che necessariamente andrà a braccetto con la richiesta di maggiori libertà personali, memtre i politici vogliono mantenere Stato Centrale e partito unico e dirigismo?
    La sfida dei prossimi decenni della Cina è enorme e altrettanto i suoi potenziali costi. O faranno morire di fame qualche altro milione di persone o se ne prenderanno carico: reggerà il sistema?

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