L’inatteso flipper del Monte Paschi

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Applicazione di aritmetica e di logica.

Aumento di capitale Monte Paschi Siena.
Iniziamo dai dati noti: comprando 5 diritti per l’aumento di capitale si possono acquistare 214 nuove azioni MPS al prezzo di € 1,00

Chi possiede azioni MPS ha dunque la possibilità di osservare il prezzo dell’azione ed il prezzo del diritto e -nel caso- effettuare un “arbitraggio”.

Facciamo un esempio: mercoledì, il primo giorno in cui le azioni MPS hanno iniziato a trattare sul mercato, la giornata si è conclusa con un prezzo -per i titoli senesi- di circa 1,8€. Il diritto, invece, ha chiuso intorno a 18,5€.

Quale sarebbe stato il ragionamento di pura logica che un ipotetico azionista con 1000 titoli poteva fare? Vediamo insieme: vendere 1000 azioni a 1,8€ significava incassare 1800,00€; contemporaneamente la stessa persona poteva comprare 25 diritti spendendo (25×18,5) 462,50€, la successiva conversione avrebbe generato 1070 azioni al prezzo di 1070,00€

Risultato: vendute 1000 azioni con l’incasso di € 1800,00 e comprate 1070 azioni, al costo di (462,5+1070) 1532,50€

Un affare sotto qualunque punto di vista. Chiunque avrebbe dovuto vendere le azioni MPS e comprare diritti, almeno fino al momento in cui la discesa del prezzo dell’una e/o la risalita del prezzo dell’altro arrivassero a chiudere la finestra di opportunità.

E invece, non solo non è successo, ma è successo l’inverso: l’azione MPS giorno dopo giorno ha inanellato salite vertiginose e oggi scambia a 2,5€ mentre il diritto ha “traccheggiato” tra salite e discese e nel momento in cui scrivo scambia a 19,7€. Possibile che gli operatori di mercato siano così avversi alla logica e alla semplice applicazione dell’aritmetica?

Naturalmente la risposta è no. C’è qualcosa che spinge, al di là della logica, a comprare le azioni MPS. Chi lo fa non lo fa per convenienza, ma perché non ha altra scelta.

In prima battuta abbiamo tutti gli operatori che avevano su Monte Paschi delle forti esposizioni a ribasso (“short”), posizioni che andavano “coperte” dopo il divieto della Consob ad operare al ribasso su MPS durante l’aumento. Inoltre ci sono gli operatori, sempre di più evidentemente, che scommettono sulla rifondazione: come abbiamo spiegato l’operazione studiata dal management ricostruisce la banca da zero, con una ricapitalizzazione che in un sol colpo toglierà buona parte dei Monti Bond dal bilancio e marginalizzerà il peso della Fondazione MPS, trasformando la banca senese in una realtà più orientata al profitto e meno alla relazione politica. Chi scommette sul buon esito dell’operazione cerca di massimizzare il risultato, comprando in leva dei contratti “call”. Ma chi emette le “call” deve coprirsi dal futuro esercizio delle stesse e pertanto è “costretto” a comprare le poche azioni MPS rimaste.

Già, poche, perché l’aumento provoca l’emissione di 5 miliardi di nuovi titoli, mentre quelli esistenti al momento sono meno di 117 milioni. In pratica le azioni MPS presenti sul mercato rappresentano solo poco più del 2% della futura capitalizzazione della banca, ma è su quella manciata di titoli che devono accapigliarsi, con acquisti, le ricoperture dei contratti “short” e le coperture di chi emette le “call”.

Il risultato è quello che vediamo: un effetto della speculazione, cosa per cui l’uomo della strada non si indigna solo perché riporta dei corposi segni “+”. Ma se ci fermassimo un secondo a riflettere scopriremmo che ad oggi, dopo diversi giorni di balzi poderosi, il piccolo azionista sta ancora perdendo soldi rispetto ai valori che deteneva venerdì 06 giugno, prima dell’aumento, senza contare che deve iniettare nuovo capitale in caso di adesione.

Qualcuno accenda il defribillatore per la Consob e si prepari al controeffetto quando l’operazione sarà completata, un effetto da pallina da flipper che rimbalza a destra e a manca facendo fare probabilmente un ottimo affare a chi ha comprato il diritto in questi giorni per entrare “a sconto” sull’azione , ma per chi era un semplice azionista già da prima c’è il forte rischio di andare in tilt.

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

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