Nodi gordiani e pettini senza denti

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La vicenda intricata e avvilente del Monte dei Paschi ci sta regalando l’ennesima novità, che però per chi legge queste pagine tanto nuova non deve suonare.

Dopo aver archiviato il tentativo di ricapitalizzazione di mercato, e aver varato la ricapitalizzazione precauzionale con soldi pubblici, Rocca Salimbeni diventa la prima banca a provare sulla propria pelle gli effetti della normativa flessibile per i salvataggi bancari prevista dalla BRRD, un iter nel quale il giudizio finale dipende dall’accordo fra quattro soggetti: la banca, il governo, la BCE e la Commissione Europea, nella persona del commissario del Dg Comp, trattandosi di accertare l’insussistenza di aiuti di Stato.

La banca si trova pertanto stretta fra le richieste di Francoforte di aumentare al massimo livello i coefficenti patrimoniali post ricapitalizzazione (la famosa sorpresa natalizia dei requisiti di capitali lievitati da 5 a 8,8 miliardi, con annessa futile polemica), e le richieste di Bruxelles di limitare l’intervento pubblico per evitare dubbi con la normativa sugli aiuti di Stato.
Lo avevamo scritto (alla fine dell’articolo qui): un intervento prevalentemente pubblico rispetto alla conversione dei subordinati ci puzzava di reprimenda europea, e infatti…
La Commissione ha infatti evidenziato che le perdite prevedibili non devono essere coperte da soldi pubblici, bensì dal capitale proprio, e se non dovesse essere sufficiente, applicando la conversione forzosa dei subordinati in ottemperanza al burden sharing
.

La perdita in questione è la nuova svalutazione in programma per i 28 miliardi di crediti dubbi di cui MPS si vuole dosfare per ripulire il proprio bilancio.
In breve, se volesse farlo (e la nuova percentuale di accantonamento a perdite è già nota) dovrebbe farlo ora prima che il Governo intervenga.

Ma la cosa è se possibile ancor più complicata

.

La BCE ha una ispezione in corso proprio per una due diligence sui deteriorati, analisi che dovrebbe concludersi non prima dell’estate, e chissà che altre porcherie potrebbero venire fuori. In sostanza, se la BCE chiedesse di classificare a deteriorato ulteriori crediti, allora i 28 miliardi lieviterebbero a chissà quanto.

O la banca decide di rimandare il redde rationem all’autunno in attesa delle valutazioni BCE, pur sapendo che più tempo passa più crescono incertezza, timori e crolla il valore recuperabile dei crediti a sofferenza, oppure avvia la ricapitalizzazione pubblica oggi pur rischiando che essa sia insufficiente se venissero fuori altre e nuove esigenze nel giro di meno di un semestre: un danno di immagine colossale.

La saga è infinita e ci sta regalando emozioni senza prezzo.
……ma anche no

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Banchiere Cannibale

Mi piace avere vecchi amici a cena... Perché sotto la più bella ruota di pavone si cela sempre un culo di pollo.

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