Occidentali’s Karma. Il mondo cresce senza di noi

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Occidentali's Karma

Un bambino nato gigante

La Shanghai Cooperation Organization (Sco) oggi vale la metà dell’umanità, il 25% del PIL mondiale e noi ancora parliamo di Ue e Usa…

Shanghai Cooperation Organization (Sco) è dal 2001 – ma in forma diversa nasce già a metà degli anni Novanta – una organizzazione intergovernativa tra Cina, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Uzbekistan.

E, come dice il nome, ha lo scopo di facilitare la cooperazione tra questi Paesi su più fronti, dalla sicurezza all’economia fino agli ambiti culturali. La notizia – oserei dire “bomba” – è che da giugno 2017 sono entrati nella SCO anche India e Pakistan. In pratica è un’organizzazione che compre all’incirca la metà dell’umanità, con potenziali di crescita pazzeschi (altroché Unione Europea e USA)! E con impatti virtualmente enormi sia per il subcontinente che per il mondo intero.

Vediamo perché.

In primo luogo, per l’estensione territoriale che si estende dalla Russia all’Oceano Indiano. Ma, soprattutto, perché rappresentando la metà dell’umanità (che tra l’altro corrisponde a quella più vitale e in crescita), vale più del 25% del Pil mondiale. Con aspetti geopolitici ed economici altrettanto rilevanti sia guardando al subcontinente indiano sia a questa nuova alleanza euroasiatica nei confronti dei rapporti con l’Occidente sempre più decadente.

Va detto che se l’Unione Europea ha dei problemi a gestire situazioni ben più omogenee e storicizzate, la Sco deve muoversi nel delicatissimo rapporto tra India e Pakistan, che fino a poco tempo fa e con questioni ancora in sospeso erano pronte a bombardarsi a colpi di armi nucleari.

Dalla loro, la consapevolezza di entrambe – Islamabad e New Delhi – e degli altri Paesi Sco che, contribuendo alla pace regionale, possono combattere il terrorismo con ben più efficacia, possono inoltre pensare a una forza militare comune e possono lavorare, accelerando e facendo sistema, per lo sviluppo economico degli Stati membri, finanche, avendone la volontà, per migliorare le condizioni climatiche regionali (tra Cina e India ancora disastrose). Tutto ciò anche nell’ottica della faraonica opera messa in piedi dai cinesi con la nuova “Via della Seta” – la Obor – che avvicinerà l’Asia all’Europa.

Potenzialmente è davvero un’unione straordinaria, destabilizzante per gli equilibri mondiali fin da subito, anche se la “Questione Kashmir” è di difficile – per usare un eufemismo – risoluzione, visto che di fatto India e Pakistan – che vi confinano insieme alla Cina – sono tuttora in guerra per il suo controllo addirittura dal 1947. In pratica entrambe ne rivendicano la sovranità, con la Cina che controlla le regioni che sente sue: Aksai Chin e Shaksgam.

Resta però la potenza di un sogno – che spesso riesce a sopire contrasti che possono sembrare insanabili – perché la Sco copre il 60% dell’Eurasia. Per un protagonista che appena nato è già il personaggio principale della geopolitica mondiale.

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Alberto Forchielli

Presidente dell’Osservatorio Asia, AD di Mandarin Capital Management S.A., membro dell’Advisory Committee del China Europe International Business School in Shangai, corrispondente per il Sole24Ore – Radiocor
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