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Per un Pimco di dollari

In Per un pugno di dollari,  capolavoro di Sergio Leone del 1966, il buon vecchio Silvanito lo dice chiaro:

Quando i padroni sono due allora vuol dire che ce n’è uno di troppo.

Nello scorso gennaio, in Pacific Investment Management Company (più nota con l’acronimo PIMCO) si è consumato lo scontro fra i due uomini al vertice: Bill Gross e Mohammed El-Erian. Le scarse performance dei comparti d’investimento della società stavano creando il malcontento degli investitori, El-Erian si dichiarò “stufo di dover rattoppare i guai combinati da Gross” (in realtà pare sia stato più colorito).

Rancoroso che non sei altro, Mohammed.

Se non che giovedì scorso il Wall Street Journal ci racconta che la SEC (U.S. Securities and Exchange Commission, l’ente regolatore di mercato) avrebbe avviato un’indagine sulle attività di un fondo: l’ETF PIMCO Total Return.

Qual è l’accusa?

Il fondo avrebbe manipolato il prezzo di alcuni dei titoli che detiene in portafoglio per gonfiare il suo stesso valore.

E’ un tipo di operazione realizzabile anche all’interno del recinto delle regole, pertanto si tratta di una accusa quantomeno plausibile. Le difficoltà di performance che da mesi portano nervosismo ai vertici potrebbero aver incentivato “idee creative” nella gestione, contribuendo a far pensare che l’accusa possa avere fondamento.

Il fatto che il giorno dopo Bill Gross, uomo vertice e uomo-simbolo di PIMCO, abbia dato le dimissioni per andare a lavorare altrove (Janus) suona come una conferma indiretta alle accuse.

Pare infatti che Gross abbia voluto prendere in contropiede la società, anticipando le dimissioni che il board gli avrebbe chiesto a breve.

Il punto però è un altro: chi ha investito in fondi PIMCO adesso ha il dubbio che il valore reale del suo investimento sia inferiore a quanto dichiarato. E chi tra questi avesse fiducia cieca nella correttezza di Bill Gross e del suo team, confidando che l’indagine si rivelerà infondata, è comunque consapevole del fatto che al mercato i dubbi non piacciono.

Nel dubbio gli investitori venderanno, piuttosto che rischiare di ritrovarsi col cerino in mano, per poi valutare se ricomprare, fare altro, o magari ricostruire lo stesso tipo di investimento con un’altra casa di fondi.

Insomma, potremmo essere alle porte di un massiccio sell-off degli investimenti del più grande gestore obbligazionario del mondo, che amministra sui mercati quasi 2mila miliardi di dollari (2.000.000.000.000 $) e potrebbe essere costretto a inondare il mercato di disposizioni di vendita, proprio quando tutto il mondo va ripetendo da mesi che i mercati obbligazionari sono “in bolla”.

Un problema potenzialmente enorme per PIMCO, ed un problema rilevante anche per le sue controparti: il fondo Total Return sotto inchiesta fa abbondante uso di derivati per sintetizzare esposizioni sulle curve dei tassi. Il mercato avrà -nel caso- grossi problemi di liquidità, non è da escludere che -per poter reperire la liquidità- il mercato estenda il sell-off agli strumenti più liquidi (azioni) come già successo in tante occasioni precedenti.

E poi c’è da osservare l’andamento dei titoli su cui PIMCO era più concentrata: andando a vedere il dettaglio del fondo si tratta prevalentemente di titoli di Stato americani di breve durata e di quelli sulla porzione di curva 5-10 anni. Se guardiamo alle esposizioni in Europa non troviamo titoli tedeschi, ma semmai un focus particolare su Francia, Italia e Spagna.

I mercati che possono subire ricadute pesanti sono quindi molti, incluso il mercato dei cambi, quello che non va fatto -in questi casi- è farsi prendere dal turbillon di articoli sulla carriera passata e futura di Bill Gross, facendosi incantare da romanzate elegie delle avventure di un guru della finanza. Lasciate certi articoli nella sala d’attesa del parrucchiere e attenzione ai risvolti operativi.

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

7 Risposte a “Per un Pimco di dollari”

  1. UBS stima un impatto di risalita dei rendimenti sia in € che in $ a causa delle vendite che PIMCO dovrà effettuare per rispondere alle domande di riscatto dei clienti (nella prima giornata sono 10 miliardi di $)Reference

  2. Il comunicato di PIMCO sulla vicenda da una parte conferma che le tensioni c’erano, e dall’altra tenta la lodevole iniziativa di contenere al massimo l’emorragia, rassicurando su una presunta continuità:

    Ai Nostri Stimati Clienti,
    Come saprete, Bill Gross ha rassegnato le dimissioni oggi e ci ha lasciato dopo 43 anni insieme. I Managing Director di PIMCO hanno eletto Daniel Ivascyn Chief Investment Officer (CIO) del gruppo come successore di Bill.

    Inoltre, la società ha designato Andrew Balls, CIO, Global; Mark Kiesel, CIO, Global Credit; Virginie Maisonneuve, CIO Equities; Scott Mather, CIO U.S. Core Strategies e Mihir Worah, CIO Real Return e Asset Allocation.

    Scott, Mark e Mihir sono stati inoltre designati gestori del fondo Total Return. Saumil Parikh, Mohsen Fahmi e Dan si occuperanno invece della gestione del fondo Unconstrained Bond.

    Come CIO del gruppo, Dan continuerà a supervisionare le strategie alternative, di credito strutturato, e income. Inoltre, Chris Dialynas, Managing Director e gestore di portafoglio, ritornerà da un periodo sabbatico nell’ultimo trimestre del 2014. Questi cambiamenti e nomine hanno effetto immediato.

    Sappiamo che la notizia possa essere sorprendente per molti clienti. Anche se Bill è un gestore di notevole talento, nel corso di quest’anno è diventato sempre più chiaro che i vertici aziendali e Bill avevano significative differenze di vedute nel come proiettare PIMCO verso il futuro.

    Come parte delle responsabilità verso i propri clienti, dipendenti e capogruppo Allianz, per diverso tempo PIMCO ha elaborato un piano di successione, per assicurarsi che la società fosse ben preparata nella gestione di una transizione al vertice nel team di gestione del portafoglio. Abbiamo passato il testimone della leadership ad una squadra di gestori che sono tra i migliori di tutta l’industria del risparmio gestito. Sono professionisti con significativa esperienza ed eccellenti qualità professionali che rappresentano in pieno i valori di PIMCO e hanno importanti track record nella creazione di valore per i nostri clienti.

    L’annuncio di oggi segna il completamento del processo di successione ai vertici della struttura di gestione di portafoglio. Queste nomine sono la continuazione di un processo e di una struttura creata all’inizio dell’anno. Questo è un riflesso della nostra idea che il miglior approccio per i clienti di PIMCO e per la nostra società sia di evolvere la nostra struttura di leadership nel ramo investimenti in un team di gestori con esperienza e talento che supervisioneranno tutte le aree di attività d’investimento di PIMCO.

    Guardando avanti, abbiamo il più alto grado di sicurezza che Dan, Andrew, Mark, Scott, Mihir, Virginie e la nostra squadra di 240 gestori di portafoglio impiegherà con successo il proprio talento individuale e collettivo per servire al meglio i nostri clienti e guidare PIMCO verso un futuro luminoso, in qualità di una delle principali società di risparmio gestito nel mondo così come siamo oggi.

    Veterano di PIMCO da 16 anni, Dan è conosciuto da molti dei nostri clienti nel suo ruolo di successo come responsabile del dipartimento di credito strutturato di PIMCO, e nella sua guida delle strategie opportunistiche sui mutui e real estate, così come del nostro fondo hedge sul credito. Dan è anche co-manager del fondo Income di PIMCO, e fa parte del comitato d’investimento di PIMCO. Nel gennaio 2014, Morningstar ha nominato Dan ed il suo collega Alfred Murata come Manager dell’anno per il settore del reddito fisso. Come CIO del gruppo, Dan lavorerà a stretto contatto con la squadra dei CIO, il comitato d’investimento e altri gestori di portafoglio senior per continuare a sviluppare strategie d’investimento, con l’obiettivo di generare rendimenti costanti a lungo termine come voi vi aspettate da PIMCO.

    Con questa struttura di leadership, Andrew e Mihir ottengono aggiuntive responsabilità manageriali globali per il dipartimento di gestione di portafoglio e le attività del trade floor. Andrew supervisionerà il team di portfolio management in Europa e Asia-Pacifico, mentre Mihir supervisionerà il team di portfolio management negli Stati Uniti. Il nostro focus, come sempre, rimane quello di creare valore per voi, i nostri clienti, attraverso il nostro focus su una performance d’investimento superiore, un servizio alla clientela senza pari e importanti contributi di thought leadership.

    Credendo di fare cosa utile, abbiamo allegato alla presente lettera la copia del comunicato stampa che è stato emanato oggi.

    Poiché siamo consapevoli che molti clienti avranno domande da fare sull’annuncio di oggi, i nostri Professionisti dell’investimento sono disponibili a fornire ulteriori informazioni e a rispondere alle vostre domande.

    Vi invitiamo a non esitare a contattarli.

    Grazie per la vostra continua fiducia nel considerare PIMCO il gestore dei vostri Investimenti.

    Cordialmente,

    Doug Hodge

    Chief Executive OfficerReference

  3. UBS stima un impatto di risalita dei rendimenti sia in € che in $ a causa delle vendite che PIMCO dovrà effettuare per rispondere alle domande di riscatto dei clienti (nella prima giornata sono 10 miliardi di $)

    Scusa Andrea mi spieghi meglio il meccanismo di questa cosa ? Grazie . Un saluto

    1. Certo: si tratta di una conseguenza del legame inverso fra prezzi e rendimenti di una obbligazione. Un titolo obbligazionario ha un rendimento “facciale” che è quello espresso dalla cedola, ed un rendimento effettivo che tiene anche conto della differenza fra il prezzo del momento ed il prezzo di scadenza. Esempio: un titolo che paga cedole del 3% con prezzo 101 e che scade fra un anno ha un rendimento facciale 3% (la cedola) ma un rendimento effettivo 2%, perché oggi investo 101, fra un anno avrò il rimborso del capitale (100) + la cedola (3)= 103.
      La discesa dei prezzi, causata dal predominio delle vendite, provoca quindi un aumento dei rendimenti, perché lo stesso titolo di prima, al prezzo di 99 avrà un rendimento facciale 3%, ma un rendimento effettivo 4%: investo 99 e fra un anno avrò il rimborso del capitale (100) + la cedola (3)= 103.

      Ovviamente gli esempi sono totalmente inventati, allo scopo di spiegare il concetto.

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