Pian piano: Apollo

Apollo, fratello gemello di Artemide, la Luna, nasce sull’isola Asteria, poi chiamata in suo onore Delo, dall’amore di Zeus e Latona. E’ il dio della luce, il Sole, spesso identificato con Helios.  Apollo è anche dio della poesia e della musica. Solca il cielo avvolto nella luce del carro solare emanando sfolgorante bellezza ed è capace di guarire dai peggiori mali che affaticano l’animo e il corpo.

Il percorso domenicale di oggi prevede chiassose camicie a fiori (e poco altro, liberatevi da inutili orpelli ordunque) e assortiti sberleffi alla melma grigiastra che impantana il cielo di fine novembre. Siete fioriti? Con The Amorphous Androgynous, progetto neopsichedelico dei Future Sound of London ci ribaltiamo in un’eterea dimensione fricchettona che “ben” si intona alle giacche e cravatte finanziarie che imperano solitamente su Piano Inclinato. Portiamo un po’ di scompiglio suvvia!

Come dio del Sole, Apollo porta sulla Terra primavera, facendo sbocciare fiori e riempiendo di colori l’orizzonte, poi con l’arrivo dell’estate i suoi raggi potenti fanno appassire e morire ciò che lui stesso ha creato. La dimora preferita di Apollo non è l’Olimpo, ma il Parnaso, ai piedi del quale sta il suo principale oracolo, Delfi. Qui riposa beato e suona la lira, circondato da Muse e ancelle. E’ raffigurato giovane e con una lunga chioma. Ve lo dicevo o no che è un fricchettone? Apollo fratello gemello della Luna? Vero! Lui bello impossibile, lei luminosa e sensuale, splendono ambedue di accecante eros. A noi terrestri, bestie desideranti per eccellenza, non resta che celebrarli con i Love and Rockets e la loro Earth, Sun, Moon.

L’amore per il sole e per Apollo genera dunque vita e dà germoglio, ma al contempo sparge deserto, quando il caldo arrostisce l’epidermide e ci si ritrova, senza protezione 50 e privi di degna copertura o peggio ignudi, in una Woodstock in riva all’oceano della rete. Là nel riverbero della sua luce abbagliante, travolti e accarezzati da tanta bellezza ambivalente, ecco che Apollo ci  ubriaca definitivamente con i Velvet Underground di Mr Lou Reed:  Who Loves The Sun…

Il sole è a queste latitudini il caldo abbraccio della musica che sa farsi ustione e carezza ed Apollo ne custodisce i segreti e sa volgere i suoi raggi a misteriosa vita o a morte tremenda. Oltre il sole e le nostre sgangherate camicie, andiamo umili ad incontrare Montale e  da fricchettoni ci trasformiamo in esistenzialisti. Metamorfosi sia, ma alla luce del sole.

Gloria del disteso mezzogiorno

Gloria del disteso mezzogiorno
quand’ombra non rendono gli alberi,
e più e più si mostrano d’attorno
per troppa luce, le parvenze, falbe.

il sole, in alto, – e un secco greto.
Il núo giorno non è dunque passato:
l’ora piú bella è di là dal muretto
che rinchiude in un occaso scialbato.

L’arsura, in giro; un martin pescatore
volteggia s’una reliquia di vita.
La buona pioggia è di là dallo squallore,
ma in attendere è gioia più compita.

Eugenio Montale

 

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2 commenti su “Pian piano: Apollo

  1. Da oggi propongo ai lettori di Piano Inclinato anche di planare su mixCLOUD dove potranno ascoltare liberamente e senza alcuna registrazione, un mix di un’ora di musiche varie curato dal sottoscritto, principalmente d’atmosfera e strumentali.

    Il mix è creato originariamente per una trasmissione radiofonica mensile di cui sono ospite, trasmessa da una web radio di Londra: radioGALAXIA – intergalacticFM.

    Buon ascolto: http://www.mixcloud.com/Samora_mixcloud/samora-psychonavigation-ambient-5-a-mix-for-radiogalaxia/

  2. fansonia il said:

    giornate di pioggia in collina hanno un fascino innegabile e un po’ fane’: i contorni sfumati, una quiete sospesa, la sensazione di avere un sacco di tempo.
    Ma dopo tanti giorni di incessante grigiore l’indolenza e’ diventata insofferenza e non so cosa darei per un’alba piena di colori.
    Il fricchettone Apollo (e come non amare uno cosi?) e’ calore vitale ma è anche luce e colore. La nascita viene definita come “venire alla luce” e i periodi peggiori della storia dell’umanità si definiscono “secoli nui”.
    Eppure la luce non è sempre chiarezza, e’ spesso abbaglio. Apollo risveglia natura e sensi in un crescendo che, se portato a compimento estremo, conduce alla distruzione.
    Si torna dunque al dualismo insito in qualsiasi situazione, al lato oscuro di ogni cosa. Non esistono verità assolute e forse anche il confine tra il bene e il.male non è sempre così netto. E comunque, tutto ha una fine.
    Dunque continueremo a correre verso il sole, non possiamo farne a meno, ci scotteremo e potremo essere accecati da bagliori che sovrapporranno il falso sl vero.
    Qualcuno non tornerà più. Ma è la vita, baby.
    Luce, tenebre.
    Me ne vado su un incipit vitale, luminoso e tenebroso.http://m.youtube.com/watch?v=uY3LAFJbKyY

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