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Pian Piano: conto alla rovescia

In salotto si ascolta la radio e la si sente spesso gracchiare di  conti alla rovescia ed ultimatum. Piano Inclinato per mano del fido Goldrake aka Mr Liuk ne ha scritto qui. Wall Street lamenta la possibilità che i tassi ricomincino a salire ed il rischio che prima o poi l’inflazione ci esploda in faccia sembra oggi un’ ipotesi remota e indegna di qualsiasi considerazione. Vedremo cosa ci riserva il destino in questi tempi di corse forsennate e testacoda rapidi…..

Nel salotto oggi facciamo accomodare un signore che un mesetto fa si è detto pronto a far spazio nella propria agenda se Mr Brian Eno sarà disponibile per una collaborazione.
L’uomo ha una carrozzeria Tom Waits con montato un Kurt Cobain a quattro cilindri come motore, ne esce un crossover pronto per correre fra pentagrammi, disperazione e chitarre elettriche. Al nostro eroe alcool, droga e sigarette hanno graffiato le corde vocali, e direi proprio trattarsi di un losco personaggio che cerca affannosamente poesia e non sente campane alla domenica.

Cosa possiamo offrire da bere a Mark Lanegan? Partiamo con dolcezze e carezze e qualcosa di leggero: una birra. Chissà cosa ci racconta Mark di Martina Topley-Bird, un fiore sfuggito a Tricky, e della sua ossessione per i lupi.

C’è anche nell’aria un vago profumo di Ry Cooder e Paris Texas. Lenzuola sottosopra, polvere sul parabrezza e pacchi di quaderni scritti in ogni pagina. Dalla campagna e relativa festa per il raccolto passiamo all’odore di bosco metropolitano, con lattine di birra senza senso, semafori, vetri rotti, un calzino sporco, codici a barre, scatole di cartone e respiro pesante di un conto alla rovescia di cui sfugge il senso. Cosa può fare un lupo di fronte a chi spara scrutando in un binocolo a centinaia di metri di distanza? Qual è la qualità dell’occupazione che corre negli USA? Che stipendi? Quante ore settimanali? Quante sigarette fumate in bagno in fretta e furia? Quante telecamere a scrutare chi impacchetta e spedisce?

Quella di Lanegan è una poesia germogliata da un sad lover e ben intesa da UNKLE che lo vuole per dar voce alla nobile arte. Ogni incontro cos’è se non una colossale metafora, l’esplodere di epoche geologiche di amarezza, la rivalsa di migliaia di anni di sopraffazione?
La mente razionalmente ignora i segni atavici, ma il corpo frigge, anche un corpo come questo del prossimo video, buttato fra cazzotti più giovani, segnato dal tempo e da ginocchia che si sono già piegate. Come si guardano i pugili prima del contatto? Si guardano come Ulisse scruta il mare aperto di fronte all’ignoto, di fronte al conto alla rovescia che è il procedere di ogni round, rapito suo malgrado dal canto di ogni sirena.

Abbiamo lupi che corrono e bastardi che sparano puntandoli dentro ad un binocolo di precisione, abbiamo pugili ed una bellissima donna nera, abbiamo un amante triste e chi lavora giorno e notte per una paga da fame, un conto alla rovescia e un fiore che cade dal cielo, Ulisse e una sirena e infine una grande poetessa, Mariangela Gualtieri, viva, lucente e Italiana: chiude lei il salotto con un abbraccio di dolcissimi versi.

Sii dolce con me. Sii gentile.

Sii dolce con me. Sii gentile.
E’ breve il tempo che resta. Poi
saremo scie luminosissime.
E quanta nostalgia avremo
dell’umano. Come ora ne
abbiamo dell’infinità.
Ma non avremo le mani. Non potremo
fare carezze con le mani.
E nemmeno guance da sfiorare
leggere.
Una nostalgia d’imperfetto
ci gonfierà i fotoni lucenti.
Sii dolce con me.
Maneggiami con cura.
Abbi la cautela dei cristalli
con me e anche con te.
Quello che siamo
è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei
e affettivo e fragile. La vita ha bisogno
di un corpo per essere e tu sii dolce
con ogni corpo. Tocca leggermente
leggermente poggia il tuo piede
e abbi cura
di ogni meccanismo di volo
di ogni guizzo e volteggio
e maturazione e radice
e scorrere d’acqua e scatto
e becchettio e schiudersi o
svanire di foglie
fino al fenomeno
della fioritura,
fino al pezzo di carne sulla tavola
che è corpo mangiabile
per il mio ardore d’essere qui.
Ringraziamo. Ogni tanto.
Sia placido questo nostro esserci –
questo essere corpi scelti
per l’incastro dei compagni
d’amore. nei libri.

da “Bestia di gioia”      Mariangela Gualtieri

 

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Pubblicato da Enrico Marani

king for a day, fool for a lifetime

3 Risposte a “Pian Piano: conto alla rovescia”

  1. me ne starò ancora per un pò seduta qui, con l’anima a brandelli ancora irretita dalla voce narrante degli irreparabili dolori di Mark Lanegan e dall’immagine del corpo segnato dalla vita del vecchio pugile, attorniato dai giovani predatori. Quanta fisicità, quanta struggente e sfuggente bellezza.
    Non mi interessano né l’infinito né il dopo, mi sento lupo inseguito e rifuggo lo scontro. Mariangela Gualtieri esprime ciò che penso e sento con parole che non saprei mai scrivere.
    Qui e ora .
    “I corpi caldi
    splendono insieme
    al buio
    la mano si muove
    verso il centro
    della carne,
    la pelle trema
    di felicità
    e l’anima viene
    gioiosa fino agli occhi –

    sì, sì,
    questo è quel
    che volevo,
    ho sempre voluto,
    ho sempre voluto,
    tornare
    al mio corpo
    dove sono nato”. (da “Canzone, Allen Ginsberg).
    Ed è danzando sulla musica delle parole che lascio il salotto.
    Dissolvenza.

  2. Lanegan e Cobain erano amici e hanno pure suonato insieme. L’intensità che emanano certe voci e certe parole costruisce un ambiente emotivo che tento di comporre qui, più che informare o raccontare razionalmente.

    Si tratta di produrre brividi più che ragionamenti. Per esempio se mi si parla di crescita dell’occupazione USA con orari, ritmi e stipendi “alla Amazon” prima della rabbia ho i brividi.

    Cosa significa oggi difendere e diffondere la libertà dei lupi?

  3. L’intento di produrre brividi e stati emozionali (lievemente alterati) e’ certamente andato a buon fine, e non solo nella trattazione odierna. Da questa tensione emotiva scaturiscono poi dei ragionamenti.
    Se tra i lupi braccati mettiamo tutti quei poveri cristi che sono costretti ad accettare lavori malpagati ed alienanti, con i quali contribuiscono loro malgrado alla ricchezza di vari grandi gruppi industriali, potremmo per esempio non acquistarne i prodotti o i servizi.
    Ma i lupi braccati non sono anche tutti coloro che sono discriminati nella vita come nel lavoro per genere, per etnia e persino per età? E tutti coloro che non hanno accesso a cibo, cure mediche e cultura?
    Ciò che ognuno di noi può fare per difendere la libertà e la bellezza dei lupi è sempre poca cosa, ma è la reiterazione e la moltiplicazione di singole scelte controcorrente che può provocare grandi cambiamenti.
    Il primo presupposto e’ sempre la compassione (penso all’etimologia del termine): il brivido rabbioso, l’indignazione per ogni ingiustizia. E’ impegnativo? Si, lo e’. Ma la solidarietà e’ necessaria, oltre che doverosa, se vogliamo sopravvivere ancora un altro po’.

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