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Pian piano: Guerra

Cari avventori oggi nel nostro salotto si servono solo chiodi, spine, sassi, olio di ricino e detersivo. Sia chiaro fin dalle prime righe. Abbiamo recentemente giocato con lo zucchero, ci siamo ubriacati di spumanti buoni e bollicine scadenti…. Inutile nascondersi però dietro prospettive consolatorie: la nostra è un’epoca di guerre. Guerre sporche, dove si uccidono i prigionieri davanti ad una telecamera e i bambini muoiono come zanzare sotto le bombe di questo o quello, e guerre pulite come quelle finanziarie. Le prime purtroppo sono assai spesso anticipate dalle seconde, ricordatelo ben bene.  Ne ha parlato Andrea Boda di guerre finanziarie qui ed è purtroppo la guerra, il nostro riferimento per questa domenica.
Facciamola scandire con chiarezza ad un giovane Bruce Springsteen la parola chiave di oggi, qui in una cover di Edwin Starr.

Joni Mitchell, una musicista che vi invito assolutamente a ri-scoprire, scrisse un bel brano per voce sola  in opposizione all’assurda guerra in Vietnam. I Perfect Circle lo hanno ripreso attualizzandolo all’odierno conflitto in Iraq, che sembra non aver più termine, come una maledizione biblica….

Se con il boss abbiamo urlato e con la Mitchell abbiamo malinconicamente ripreso fiato, adesso è il momento del pianto. Questa è una canzone che fin dal primo ascolto mi ha colpito al cuore. Mi sono ritrovato in lacrime, sorpreso e al contempo scosso, come ustionato senza inconsapevolmente. Cos’era stato? Era stato Mark Hollis che con una poetica straziante raccontava la prima guerra mondiale, l’immane carneficina degli Europei contro gli Europei. E’ la guerra di cui abbiamo ricordato il centenario in pompa magna quest’anno, ma che i crescenti nazionalismi sembrano aver già stoltamente dimenticato. Qui il testo. Fate attenzione alla musica, narrazione oltre le parole stesse, poche e scarne. Hollis era la voce dei Talk Talk (a cui molto deve Tom Yorke con i suoi Radiohead) ed i loro ultimi due album Spirit of Eden e Laughing stock restano dischi essenziali: procurateveli! Volete un assaggio? Vi so golosi e golose, allora ecco qua: pura bellezza.

Qual poeta può chiudere la porta oggi, se non chi andò a marcire fra le trincee e ne uscì trasformato? Non vi posto una classica poesia di Ungaretti, ma qualcosa di esistenziale che allude ed al contempo nega la speranza di una Terra Promessa, qualcosa che possiate sentire sulla vostra carne ora. E noi ignavi sentiamo? A noi vadano di traverso tutti gli stramaledetti panettoni ed i rigurgiti ci possano soffocare tutti quanti fra spasmi e lamenti,  se dimenticheremo tutto il sangue innocente versato invano e che si continua a versare invano. Un buon 2015 inclinato.

Ultimi Cori per la Terra Promessa

Agglutinati all’oggi
I giorni del passato
E gli altri che verranno,

Per anni e lungo secoli
Ogni mattino sorpresa
Nel sapere che ancora siamo in vita,
Che scorre sempre come sempre il vivere,
Dono e pena inattesi
Nel turbinio continuo
Dei vani mutamenti.

Tale per nostra sorte
Il viaggio che proseguo,
In un battibaleno
Esumando, inventando
Da capo a fondo il tempo,
Profugo come gli altri
Che furono, che sono, che saranno.

Giuseppe Ungaretti
(da “Il taccuino del vecchio”, 1960)

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Pubblicato da Enrico Marani

king for a day, fool for a lifetime

3 Risposte a “Pian piano: Guerra”

  1. C’è odore di polvere da sparo oggi qui dentro, altro che panettoni e bollicine. Sembra di stare dentro un film del geniale Quentin Tarantino, e forse il mondo è davvero pieno di bastardi senza gloria. Le guerre finanziarie sono quasi sempre il preludio di conflitti armati da qualche parte del mondo: a volte alimentandoli ad arte, a volte suscitandoli in conseguenza dell’esasperazione di situazioni già critiche. Certo è che la natura umana è da sempre guerrafondaia, e peace and love rimane un’utopia alla John Lennon. E la guerra non è forse dentro ognuno di noi?http://m.youtube.com/watch?v=3j73g8JMHOA

  2. Trovo che non vi sia rappresentazione figurativa più efficace degli orrori della guerra di Guernica di Picasso, che sono rimasta a fissare per mezz’ora sentendone tutto il dolore. Chiudo in assoluta tristezza, con un brano che non ha bisogno di presentazioni, qui in una versione che trovo particolarmente suggestiva
    http://m.youtube.com/watch?v=AMvd6X-X9rQ

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