Pian piano: la danza Svizzera

Tempo stimato di lettura: 3 minuti

E’ stata una settimana di balli, giri di valzer e passi di tango sui mercati finanziari. Una balera che ha avuto il suo culmine nelle decisioni della banca centrale Svizzera sul tema del cioccolato fondente (o dei cambi?). Su Piano Inclinato se ne è parlato qui.

Viviamo un’epoca agitata, scossa, in perenne rimescolamento, turmoil direbbero in terra d’Albione. Le regole sono ormai cocci di un puzzle sempre più difficile da ricomporre ed è il disorientamento a farla da padrone. Non è affatto detto che questa dimensione abbia solo risvolti negativi. Lo sgretolamento offre infatti prospettive nuove ed è indubbiamento anche un terreno fertile. Ho rovesciato la prospettiva sdraiato sul tappeto del nostro salotto e…..Ho pensato di sgomberarlo da divani, tavolini e tavolinetti, bottiglie vuote, bicchieri ed altri inciampi e orpelli. Pista libera Signori e Signore oggi nella variegata famiglia di piano inclinato si balla!

Rovistando fra i miei dischi luccicanti e vari polverosi download, ho deciso di proporvi uno dei classici gruppi della disco. Non so a voi, ma a me la disco rilascia un forte sapore metafisico ed in particolare le composizioni degli Chic. Nile Rodgers e Bernard Edwards sono state le colonne portanti del gruppo, rispettivamente alla chitarra ed al basso. I due hanno una storia anche come importanti produttori/ospiti per David Bowie, Diana Ross , Duran Duran e hanno ispirato gruppi contemporanei come i  Daft Punk. Tipico il loro stile fatto di suoni e arrangiamenti attentamente ascoltati anche da musicisti apparentemente lontani come Brian Eno. Malgrado fossi un bambino ricordo ancora la loro prima hit: Le Freak. Pronti? Via!

Tuttavia la malinconia non è estranea al registro degli Chic.  Non a caso il regista Steve McQueen per il suo  bel film “Shame” ha voluto  “I Want your love” dei nostri eroi, come canzone simbolo che narrasse il bisogno d’amore del protagonista. Ogni volta che la ascolto  non posso non pensare al volto così espressivo di Michael Fassbender, nel ruolo del tormentato protagonista. Se non lo avete visto è un  film toccante…

Quel che appariva proibito oggi è permesso. Il dissolversi delle regole sta facendo evaporare l’idea di limite. Sono molte in questo periodo le domande che ci facciamo intorno a cosa sia limite ed alla declinazione che culture diverse ne danno,  restando spesso senza risposta. Oggi però fuggiamo dalla filosofia e ci concediamo una sostanziosa deviazione: ci dedichiamo al corpo ed alla danza. Un atto spontaneo e liberatorio che ci spinga ad un oblio salutare dalla mente, ad un dimenticar di sé positivo. Nel nostro salotto oggi par di essere nello studio 54 ai bei tempi: di questo passo finiremo tutti all’inferno? La domanda sinistramente metaforica e al contempo pratica ci dona però un’inattesa certezza. Qualsiasi direzione prenda il nostro cammino, non possiamo certo pensare di far tutto da soli o coltivar la protervia di non aver bisogno di nessuno, chiusi in un’autarchia impossibile che è anche asfittico isolazionismo e sovente crassa intolleranza. Si balla e si balla tutti insieme. Oggi quindi a Pian Piano porte aperte e nessuno si metta in testa di far tutto di testa propria.

La sentite la forza?  non me ne voglia il padrone di casa,  impenitente cultore di Guerre Stellari, ma oggi la frivolezza impazza e la danza agita i corpi di avventori, collaboratori e delle avvenenti ospiti e collaboratrici, per l’occasione succintamente abbigliate…

Ah il poeta….Oggi siamo un poco pazzerelli e allora sia per consonanza  un frammento dai  “Canti Orfici” e non se ne parli più:

Salivano voci e voci e canti di fanciulli e di lussuria per i ritorti vichi dentro dell’ombra ardente, al colle al colle. A l’ombra dei lampioni verdi le bianche colossali prostitute sognavano sogni vaghi nella luce bizzarra al vento. Il mare nel vento mesceva il suo sale che il vento mesceva e levava nell’odor lussurioso dei vichi, e la bianca notte mediterranea scherzava colle enormi forme delle femmine tra i tentativi bizzarri della fiamma di svellersi dal cavo dei lampioni. Esse guardavano la fiamma e cantavano canzoni di cuori in catene. Tutti i preludii erano taciuti oramai. La notte, la gioia più quieta della notte era calata.

Dino Campana

 

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21 commenti su “Pian piano: la danza Svizzera

  1. FanSonia il said:

    immaginate la mia sorpresa quando, aprendo stamattina la porta del nostro salotto sono stata investita contemporaneamente da un “aaaaaahhhhh…….freak out, le chic c’est chic” e da una spessa nube di fumo. Di sigaretta, tra l’altro, poiché allora nei locali si fumava. Sparite le nostre confortevoli poltrone, la stanza è piena di gente che ondeggia al ritmo degli Chic che, per inciso, odiavo anche nell’epoca in cui, già adolescente, a Milano frequentavo l’Old Fashion (ex Piper) . Qualche anno prima dell’Hollywood, del Vogue e del Rose’s Club, in piazza San Babila, dietro al Gin Rosa.
    io che non ho mai pennellato l’aria con il mo corpo, e che tuttora mi muovo sempre a scatti, con repentini quanto energici cambi di direzione, sono perfettamente in linea con l’attuale andamento dei mercati, ma non particolarmente portata per la danza. Per acquisire una certa grazia, ho dovuto imparare a stare in sella ad un cavallo, e ad usare il suo corpo come se fosse un prolungamento del mio (anche qui, in quanto a lustrini non si scherza):
    https://www.youtube.com/watch?v=ZVXWB9uM4mc
    comunque, sono stata assidua frequentatrice di discoteche per motivi differenti che non mi pare il caso di esternare in questa sede.
    se ho odiato gli Chic ho però avuto anch’io le mie debolezze:
    https://www.youtube.com/watch?v=QwgjDr5D7sc
    e non fu l’unica, per la verità:
    https://www.youtube.com/watch?v=Tth-8wA3PdY
    C’era qualcosa di intrigante nell’atmosfera buia, fumosa e carica di aspettative delle discoteche di quell’epoca.
    E ancora, a proposito di esibizione belluina del corpo, come non ricordarli:
    https://www.youtube.com/watch?v=CS9OO0S5w2k
    Io ho un grande rimpianto, a proposito di shake your body, di ritmo che ti entra nel sangue e non puoi stare fermo: non ho mai saputo fare cose così, che nulla hanno a che veder con la disco. Baby, via il tacco 12, tieni la minigonna di pelle e provaci tu.
    https://www.youtube.com/watch?v=gLzn8nDVSo8
    Siete pregati di rimettere in ordine, quando finite di danzare con la nostalgia.

    • Guarda che ero io a scusarmi per il fatto che eri finita in coda 🙂 per questo mi sono premurato di spiegare cosa fosse successo. A voi tutti che amate questo spazio di evasione consiglio di provare a far visita anche alla nuova rubrica del sabato “Primo Piano” dedicata ai maestri della fotografia, le cui foto vengono condite da brevi racconti. L’autrice apprezzerà sicuramente la vostra attenzione

  2. Enrico Marani il said:

    Muoio di curiosità: perché mai eri assidua frequentatrice di discoteche?

    Io da adolescente ero un new wave punk sintonizzato su tutt’altri lidi, gli Chic gli ho amati poi, soprattutto a partire da Nile Rodgers che con Bowie e Diana Ross ha fatto grandi dischi.

    La mia era anche voglia di fare un po’ di baraonda in salotto e credo sarà lo stesso la prossima settimana. Tempi cupi, strapparci a vicenda un sorriso aiuta.

    Ma quando vai a cavallo ti vesti come John Wayne o come il cowboy dei Village People?

  3. fansonia il said:

    Caro Enrico, i tempi cupi vanno sbeffeggiati, occorre coraggiosamente prendersi gioco di loro,quindi mi associo volentieri a sorrisi e baraonde.
    Quando vado a cavallo in gara sono (ero,ho smesso di gareggiare) tutta un lustrino, appena un po’ più sobria della signorina del video.A casa, più John wayne ma senza cappello e con i gomiti rigorosamente stretti al corpo, come a tavola.
    Le discoteche…in principio era voglia di divertirsi e di conoscere gente nuova. Qualche anno più in là, era caccia pura e semplice, amorale e spensierata. Molto divertente, e qui ci fermiamo, perché e’ davvero un’altra storia

  4. fansonia il said:

    Ben ritrovata, chérie. Tu sempre robe inconsuete, ma apprezzabili. Qui, oltre alle orecchie teniamo aperta anche la mente, sempre.

  5. Enrico Marani il said:

    Arriva la Vergine Suicida e l’atmosfera si surriscalda 😉 Ben ritrovata!

    Suda troppo Nick Cave e poi tutta questa gente dedita ai piaceri della carne rende il salottino un lupanare. A vedere l’Australiano qui più che la mente aperta paiono aperte altre istanze…

    Vedo e provvedo conuna telefonata agli alieni che vengano a staccare chitarre ed a tagliare i capelli a questi suonatori selvaggi. Tutti si rivestano e a casa!

    Li sento arrivare

    • The Virgin Suicides il said:

      “… rende il salottino un lupanare”
      Grande Enrico! 🙂 😉
      Sai sempre redarguirmi con eleganza (ed affetto).

      Ho postato il video NO PUSSY BLUES di Nick Cave in questa puntata:
      1) perché la disco music mi ha sempre fatto schifo;
      2) perché un artista del suo calibro che a cinquantasette anni dedica un blues alla “passerina” poteva essere la ciliegina sulla torta in questa puntata di menti obnubilate e di corpi sciolti. Eh eh eh …

      Un abbraccio ad entrambi.

  6. Enrico Marani il said:

    era un diversivo per fare uscire i suonatori altrimenti monopolizzavano la scena e rubavano le ragazze più belle.

    Un classico Barry White per proseguire, qui interpretato dal buon Blaine Reininger, voce e violino dei Tuxedomoon. Siamo sempre in tema disco….

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