Plusvalenze nel calcio. Una faccenda di rigore

plusvalenze calcio

L’aumento di capitale di una società di calcio quotata è reso più complicato dall’esplosione del caso plusvalenze, che è una questione, contabilmente parlando, semplice: come ogni altra società, quelle del settore calcio hanno a bilancio degli asset, con un ammortamento progressivo: i diritti sulle prestazioni sportive (volgarmente detti “cartellino”) dei giocatori.
Facciamo qualche esempio, per capire come funziona: La società X rileva il cartellino di un promettente centravanti dal colpo di testa micidiale per 30 milioni di €, facendogli firmare un contratto di 4 anni.
Nel bilancio il giocatore viene ammortizzato per 7,5 milioni l’anno (7,5 x 4 = 30). L’ammortamento è slegato dalla modalità di pagameto (che può essere immediato, rateizzato, legato a clausole… sono questioni tra parte acquirente e parte venditrice).

Dopo due anni il cartellino avrà quindi un valore residuo di 15 milioni di €.

Questo significa che se venisse ceduto a 28 mln€ (quindi “in perdita”) la società registrerebbe comunque una plusvalenza di 13 mln€.

Viceversa, con un rinnovo del contratto i 15 mln€ di valore residuo verrebbero ammortizzati in più tempo, alleggerendo l’ammontare annuo di svalutazione degli asset.

Il criterio di ammortamento è quello tipico di ogni elemento delle “immobilizzazioni immateriali” per la contabilità societaria. A differenza di molti altri settori, però, queste immobilizzazioni immateriali costituiscono il nocciolo degli attivi di una società, e sono al tempo stesso l’oggetto di una attività commerciale che mette in ombra, per dimensione, i contratti di sponsorizzazione.

Questo meccanismo crea un incentivo a fare trading di giocatori tra le squadre, visto che si riesce a pareggiare nel bilancio esborsi rilevanti con plusvalenze meramente contabili. Come accaduto svariate volte con scambi creativi: due società che concordano di valutare 50 milioni di € due giocatori da scambiarsi potranno registrare le operazioni a bilancio, verosimilmente entrambe in generosa plusvalenza, senza alcun reale esborso. Dopodiché, però, il giocatore appena acquisito in rosa dovrà essere ammortizzato: alla plusvalenza per il giocatore in uscita, si accoppia infatti l’ammortamento del prezzo ‘maggiorato’ del nuovo giocatore negli anni successivi.

Accade in ogni fase di calciomercato, scambi di giovani e di affermati campioni, plusvalenze che alleggeriscono un problema imminente, ma appesantiscono i bilanci successivi, generando una spirale “inflattiva” dei prezzi dei cartellini.

plusvalenze Juve

Ma, dal punto di vista giuridico, chi potrebbe stabilire in modo oggettivo il valore di un cartellino? La prestazione sportiva è soggetta a svariati fattori imponderabili: tenuta fisica, funzionalità tattica, alchimia tra schemi e singoli giocatori. Sono svariati i casi di campioni che cambiando contesto sembravano dei brocchi, o viceversa.

Inoltre il “valore tecnico” è solo una parte della valutazione, la durata residua del contratto spesso risulta la vera determinante: i giocatori ritenuti migliori al mondo hanno cambiato squadra questa estate per una manciata di milioni (Cristiano Ronaldo) o addirittura gratis (Leo Messi). Questo avviene perché i cartellini dei giocatori non sono realmente “asset” della società sportiva, si tratta di  una concezione lontana ormai dalla realtà odierna, dove i giocatori sono professionisti e veri protagonisti, e le squadre sono solo le infrastrutture atte a consentire loro di esprimersi atleticamente.

Alla tavola imbandita del calciomercato, che come abbiamo visto è disegnato per inflazionarsi spontaneamente per convenienza delle parti in causa, partecipano inoltre i procuratori,  che vengono remunerati sia dai giocatori (in qualità di loro agenti) sia dalle società (come intermediari). Per me, una cosa inaccettabile. E in alcune aree del mondo è perfino consentito loro di essere parzialmente proprietari del cartellino dei giocatori che assistono, aumentando di molto la leva di cui dispongono.

Di questo e di come la frenata degli incassi causa covid abbia fatto emergere le incongruenze del sistema calcio, Massimo L’Abbate ed io ci siamo dedicati in “Economia Per Tutti ” già due mesi fa, in una puntata in cui cerchiamo di affrontare la questione in modo laico, perché si tratta di un problema reale ed oggettivo, ma di sistema (di cui nel podcast proponiamo una revisione) e non di una specifica società da amare o disprezzare per tifo:

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, oggi è Global Strategist per l'asset management di una banca italiana.

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