Che genere di elettore sei?

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politica elezioni

Mai come a questo giro elettorale sembra superata la divisione classica fra elettore “di destra” ed elettore “di sinistra”. Innanzitutto perché le forze contrapposte sono almeno tre, per non considerare le varie sfumature di destra e di sinistra che a più riprese si screditano reciprocamente.

Ho la sensazione che, poiché ogni posizione politica presenta punti di contatto e di avversione con qualunque altra posizione, sia più corretto vedere le parti politiche come facce di un prisma che non come una linea che si distribuisce da destra a sinistra. Nell’attesa di un modello di suddivisione degli elettori più “tridimensionale” ho trovato un vecchio video (che posto in fondo all’articolo) che propone un modo diverso di superare la celebre domanda di Gaber su Destra e Sinistra, suddividendo gli elettori in Classici e Romantici.

Rivoluzione – Evoluzione

Secondo i Romantici un mondo migliore non è solo possibile, ma è anche a portata di mano, basterebbe attuare alcuni importanti accorgimenti: siglare o spezzare un accordo, dichiarare o terminare una guerra… l’elettore Romantico gradisce una politica più impulsiva, purché sia attiva, ed è incline a lasciare persino che la rabbia prenda il sopravvento in chi governa, confidando che possa dare una spinta trasformatrice. L’elettore Romantico è più orientato a vedere le cose per come idealmente “dovrebbero” essere e tende a giudicare la realtà confrontandola con un contesto migliore, ma immaginario. La realtà è dunque per loro una costante delusione.

Gli elettori Classici hanno invece un approccio molto sfiduciato verso le iniziative di governo. Il loro primo pensiero è rivolto a ciò che potrebbe andare storto, e si concentrano sull’obiettivo di limitare i danni. Sono consapevoli del fatto che le cose potrebbero andare molto peggio. Il loro giudizio sulle iniziative politiche viene soppesato sui precedenti storici,  con una buona dose di pragmatismo.

La loro opinione del genere umano è piuttosto modesta, pensano che ogni persona sia peggio di quel che sembra, perché ogni persona nasconde dentro sé pericolosi impulsi e vizi. Uno degli scopi della politica è per loro contenere o quantomeno limitare queste derive, altro che dar libero sfogo alla creatività o alla forza, alla fantasia o alla bellezza.

Parlare di ideali li indispone, il loro principale desiderio è evitare che le cose peggiorino, pertanto il loro umano e insopprimibile desiderio di condizioni migliori cresce nel solco della cautela. Possono persino arrivare a immaginare il mondo come un posto migliore, ma purtroppo serviranno secoli perché questo si realizzi.

Colpa e responsabilità

I Romantici vedono chiaramente molte cose che non vanno e sono molto veloci nell’individuare i colpevoli: forse un gruppo sociale, o magari un altro popolo, il punto è che l’esistenza di un problema non può essere che il frutto della colpa di qualcuno, e dunque lo scopo della politica dev’essere quello di individuare i colpevoli e far sì che rispondano delle loro malefatte. I Romantici hanno una grande fiducia nella purezza dei loro valori, si sentono superiori (moralmente, culturalmente o intellettualmente) ai loro rivali.

Anche gli elettori Classici vedono ciò che non va. Ma sono anche consapevoli di poter cadere loro stessi in errore, il che li rende più esitanti, o cauti, nell’assegnare le colpe. Riconoscono come, in determinate avevrse circostanze, loro stessi avrebbero potuto sbagliare e ritengono che nessuno abbia il monopolio della rettitudine. Per loro il male è -per lo più- proporzionalmente distribuito tra gruppi e classi sociali, dunque è meglio esercitare la tolleranza.

Individui e Istituzioni

Per i Romantici ogni cosa buona ottenuta nella storia proviene da individui di talento o da élite illuminate che hanno saputo prendere in mano il destino sciogliendo i lacci dell’inerzia, demolendo il conservatorismo della massa e delle istituzioni.

Agli elettori Classici -al contrario- non piacciono i campioni individuali o le élite, perché ricordano le debolezze umane che affliggono ognuno di noi, anche i più intelligenti. Preferiscono dunque un impianto solido di regole che disciplina un lento movimento delle istituzioni, disegnate per limitare il potere individuale di spostare la direzione del gruppo.

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Per i Romantici è possibile comprendere una situazione così chiaramente da poter essere sicuri di reagire con giustizia assoluta, anzi proprio perché le cose sono chiare ed evidenti, non apllicare una giustizia punitiva equivale a rendere il sistema complice dei misfatti. Chi si oppone a questa visione è palesemente in errore o, peggio, sta cercando di travisare i fatti e pertanto va silenziato, allontanato o recluso.

Gli elettori Classici, al contrario, tengono sempre a mente la possibilità di errore nella analisi politica (sia loro che di altri). Sono perciò più disposti ad ascoltare e tollerare opinioni discordi, nelle quali potrebbe nascondersi sempre una parte di verità.

Relazioni di forza o forza nelle relazioni?

Per i Romantici, il modo migliore per una nazione di essere al sicuro è quello di apparire “forte”, mentre per i Classici è che goda di una buona considerazione: per questo si oppongono a scelte che potrebbero indisporre, confondere o allarmare gli altri paesi. Immaginano quanto la ricerca di forza sia solo una parte di una inevitabile escalation, quindi preferiscono che ci si prepari al peggio in forma riservata, ma si tenda una mano amica in ogni occasione pubblica.

Sia l’orientamento Classico che quello Romantico poggiano su solide ragioni, nessuno dei due è interamente giusto né sbagliato. I due approcci vanno bilanciati tra loro. E nessuno di noi è semplicemente l’uno o l’altro, perché ospitiamo entrambe queste anime: sta a noi valutare quale far prevalere nel segreto dell’urna, dando delle priorità e facendo inevitabilmente delle rinunce.

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi si occupa di Private Banking.
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