Viveri all’Ucraina, ma con polpetta avvelenata

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Banca Centrale Ucraina

E’ finalmente stato siglato il tanto sospirato piano di aiuti per l’Ucraina per aiutare il paese a ritrovare la strada della crescita sostenibile, che è in fondo l’unico vero modo di sottrarre il paese all’influenza politica della Russia di Putin.

L’Ucraina ha stipulato un accordo di due anni con il Fondo Monetario Internazionale. Durante questo periodo arriverà un supporto finanziario dalla comunità internazionale per 27 miliardi di $, di questi una grossa parte (tra i 14 ed i 18 mld$) arriveranno dal FMI.

Il pacchetto di aiuti serve a coprire le esigenze finanziarie del 2014 e del 2015, visto che al momento il paese non può ricorrere al mercato per finanziarsi. Alla fine del biennio le rinnovate prospettive di crescita dovrebbero mettere l’Ucraina nelle condizioni di potersi finanziare normalmente riprendendo ad emettere titoli di Stato sui mercati finanziari.

Per recuperare la stabilità macroeconomica e riportare il paese sul sentiero della crescita verranno introdotti dei pacchetti di riforma, di cui la Banca Centrale Ucraina (nella foto in cima ne ammirate la sede) sarà protagonista:

  1. una più dinamica gestione della politica monetaria mirata al contenimento dell’inflazione
  2. supervisione della Banca Centrale sul sistema bancario e finanziario nazionale, che dovrà procedere a ricapitalizzazioni e bad bank

Poi c’è la prevedibile parte che in ogni angolo del mondo si chiama austerity: controllo della spesa pubblica e rimodulazione delle entrate fiscali. Insomma, più tasse e meno spesa pubblica, per ridurre quel deficit che sfiora il 10% del PIL e riportarlo sotto il 3%.

Non va dimenticata la riforma normativa:  per contrastare corruzione ed evasione e migliorare il contesto economico va aumentata la trasparenza, rese più stringenti le regole, verranno facilitati gli sgravi fiscali.

Ma la vera “chicca” starebbe nella parte dell’accordo dedicata alla riforma del settore energetico: oggi l’Ucraina si rifornisce a prezzi gonfiati per effetto dei contratti di fornitura siglati da Viktor Janukovyč (per i quali i fornitori avevano tanta riconoscenza verso la sua persona…), prezzi che vengono calmierati da sussidi pubblici fuori misura (pari a circa il 7,5% del PIL). Questi sussidi verranno progressivamente ridotti e poi rimossi, ma gli aumenti in bolletta verranno ridotti ristrutturando nel frattempo la compagnia pubblica Naftogaz, riducendo i suoi costi e rendendola più efficiente.

E qui occorre fermarci un attimo. Naftogaz è la compagnia energetica nazionale, e da sola era causa di quasi metà del deficit ucraino. Già un mese fa, guardando lo spaccato delle scadenze di debito pubblico nel 2014 appariva chiara la rilevanza di Naftogaz nella partita:


Il piano di aiuti internazionale sarebbe meno pesante se l’Ucraina potesse non onorare tutto il suo debito. Ma come proteggere gli investitori occidentali? La risposta potrebbe essere Naftogaz: il suo fallimento porterebbe un importante risparmio allo Stato (oltre 2 mld$), a danno dei creditori della società. Ed è facile indovinare che “i creditori” in realtà sono “il creditore”, che risponde al nome di Gazprom.

Alleggerire il bilancio (e dunque l’esigenza di aiuti) dell’Ucraina scaricando alla Russia di Putin l’intero peso di una insolvenza “selettiva” potrebbe essere più efficace delle blande sanzioni applicate finora.

A pensar male si fa peccato, ma…”

è fresca notizia che le forze dell’ordine hanno arrestato Yevhen Bakulin, presidente di Naftogaz, accusato di corruzione

“Le azioni di un gruppo criminale scovate in tre filoni d’indagine hanno portato costi allo Stato Ucraino per oltre 4 mld$. E non è che una parte di ciò che è sotto inchiesta”

Ha commentato il Ministro dell’Interno Arsen Avakov sulla sua pagina facebook (no, non siamo “amici”, qualora ve lo steste domandando). Entro settembre, data della scadenza del debito di Naftogaz, scopriremo se oltre a far peccato, questa volta -come altre- sia una di quelle in cui “…ogni tanto ci si prende

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari

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