Siena: intrecci di capitale

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tortuose strade

Mancano esattamente diciassette giorni all’assemblea del Monte dei Paschi di Siena che il 27 di dicembre dovrà dare il via libera all’aumento di capitale da 3 miliardi €. E l’impasse è totale. La Fondazione guidata da Antonella Mansi, azionista di controllo con il 33,4%, ha bisogno di tempo per trovare un compratore per la sua quota e dunque voterà contro il lancio dell’aumento se verrà lanciato a gennaio come preteso dal presidente Alessandro Profumo e dal consorzio di garanzia delle banche che hanno siglato con il Monte un contratto in base al quale si impegnano a sottoscrivere l’inoptato. Contratto che scade appunto, il 31 gennaio. I vertici dell’istituto minacciano a mezzo stampa le proprie dimissioni (con le successive smentite di rito) perché di fatto l’eventuale niet dell’assemblea rappresenterebbe un atto di sfiducia alle scelte del consiglio di amministrazione. Fra le due barricate c’è il pool di 14 istituti garanti della ricapitalizzazione secondo le quali accettare il rinvio significa aumentare i rischi per le ricadute che ci saranno in relazione agli asset quality review e agli stress test che potrebbero spingere molte altre big del credito a chiedere soldi al mercato.
Chi sono queste banche? UBS in qualità di global coordinator e bookrunner; Citigroup, Goldman Sachs International e Mediobanca (unica italiana in campo) in qualità di co-global coordinators e joint bookrunners; Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, JP Morgan, Morgan Stanley e Société Générale Corporate & Investment Banking come joint bookrunners. Al già lungo elenco – scrive oggi il Messaggero – si sarebbero aggiunte Bbva, kbw, Ing e il Santander. Lo stesso Banco spagnolo che nel 2007 aveva venduto ai senesi per la cifra stellare di oltre dieci miliardi Antonveneta. Dando inizio alla catena di guai che sotto la gestione dell’ex presidente Giuseppe Mussari ha portato il Monte a un passo dalla nazionalizzazione. Nel consorzio ci sono anche Goldman Sachs, Merrill Lynch e Citigroup che al tempo erano Joint Global Coordinator del finanziamento dell’istituto padovano. Non solo. Tre delle banche del consorzio (Mediobanca, Goldman, Jp Morgan) compaiono anche nella lista dei creditori che hanno un conto in sospeso con la Fondazione di circa 350 milioni. Il contratto per la linea di credito prevede la «escussione del pegno», cioè il pacchetto dello stesso ente, se il titolo Mps scende fino a 0,12 euro. Una soglia rilevante che lo scorso 6 dicembre è coincisa con il target price degli analisti di Bofa Merrill Lynch che hanno rivisto al ribasso sia il giudizio sia l’obiettivo di prezzo del Monte da 0,20 a – appunto – 0,12 euro. Mossa sospetta, attaccano nelle contrade, o quantomeno indice di un rischioso conflitto di interessi da eliminare. Senza dimenticare, che a organizzare il consorzio di garanzia per l’aumento in veste di advisor finanziario, ovvero a bussare col cappello in mano alla porta degli investitori, è stata la banca d’affari svizzera Ubs guidata da Sergio Ermotti che per anni ha lavorato con Profumo soprattutto in Unicredit. In Ubs segue il progetto anche Andrea Orcel, ex Goldman Sachs, ex Boston Consulting ed ex Merrill Lynch: , quando ancora era presidente della divisione “global markets & investment banking” nella sede londinese, fu proprio lui il regista dello spezzatino di Abn Amro che consegnò la banca padovana al Santander e poi nel 2007 al Montepaschi di cui infatti Merrill diventò advisor subito dopo l’annuncio del blitz.
Nella relazione che accompagna la richiesta della Fondazione di rinviare l’aumento si legge che “non è dato conoscere nel dettaglio” i termini e le condizioni del pre-underwriting agreement con le banche. Sospetti che – riferiscono fonti senesi – potrebbero trasformarsi anche in una denuncia formale alla Consob.
Dal canto suo, il consiglio di amministrazione presieduto da Profumo che dovrebbe riunirsi giovedì 12 è deciso a votare contro la delibera forte anche del parere delle banche del consorzio secondo cui a decidere i tempi dell’aumento non devono eessere gli azionisti – se pure di controllo – ma il management. Va comunque ricordato che 6 membri su 12 del board della banca sono stati nominati dalla Fondazione e il voto negativo di uno di questi sei sancirebbe la rottura del rapporto di fiducia con lo stesso ente che li ha portati su quelle poltrone. Nel frattempo, il muro contro muro in casa del Monte viene seguito con attenzione dal ministro Fabrizio Saccomanni. “Monitoriamo con attenzione il dossier”, ha detto oggi a Reuters una fonte del Tesoro cui spetta la vigilanza sulle fondazioni bancarie.

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Camilla Conti

Giornalista. Moglie di un giornalista. Mamma di una nana anarchica.

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4 commenti su “Siena: intrecci di capitale

  1. Surfer il said:

    – La partita “IN” TOP _sp_ “IN” di BANK_Italia –

    .!Prendete tempo ed attenti a T.U.T.T.I i PASS-AGGI!.

    Al-ORS…

    la Banca d’Italia ha formato oggetto di valutazione per la 1^ (prima) volta dalla data della Sua costituzione (Anno 1893).

    L’assetto proprietario è stato disciplinato in larga parte nel 1936, quando la Banca ha assunto la qualifica d’istituto pubblico (prima aveva solo lo status di società di diritto privato).

    Il capitale sociale della Banca è stato fissato dalla legge del 1936 nell’equivalente di €156.000 (Lit300M dell’epoca).

    Negli anni la Banca ha costituito riserve aggiuntive, attualmente pari a €23B.

    Il metodo di valutazione adottato per la Banca d’Italia è il Dividend Discount Model (DDM o bien Gordon Growth Method)

    -[ * http://www.borsaitaliana.it/bitApp/glossary.bit?target=GlossaryDetail&word=Dividend%20Discount%20Model * ]-

    la cui caratteristica consiste nel

    .”valutare un’azienda in funzione dei dividendi che distribuisce in FUTURO: il tempo de-CORRE da oggi all’INFINITO”.

    Nel complesso, secondo la Banca d’Italia, in base alle analisi svolte il valore complessivo delle quote si collocherebbe in un’intervallo compreso tra i €5B e i €7.5B.

    Ovviamente, l’analisi effettuata presenta elementi di discrezionalità e comporta incertezza, che si riflettono sull’ampiezza dell’intervallo.

    Le verifiche di robustezza dei risultati indicano comunque che questi non cambierebbero in modo significativo modificando i parametri del modello.

    I primi 10 (dieci) SOCI(O) di Banca d’Italia sono i seguenti:

    -1- Intesa Sanpaolo S.p.A. 30.34%

    -2- UniCredit S.p.A. 20.11%

    -3- Assicurazioni Generali S.p.A. 6.33%

    -4- Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6.20%

    -5- INPS 5%

    -6- Banca Carige S.p.A. – Cassa di Risparmio di Genova e Imperia 3.95%

    -7- Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2.83%

    -8- Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2.50%

    -9- Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2.10%

    -10- Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2.03%

    -[ ** http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf ** ]-

    Le quote detenute da (-1-) Intesa Sanpaolo e da (-2-) UniCredit risultano essere il frutto delle numerose “fusioni” effettuate da queste banche.

    Il numero complessivo dei SOCI(O) è di 60 (sessanta), come riportato nel link [** di sopra].

    Nei bilanci delle singole banche, le quote di Banca d’Italia sono valutate con modalità molto differenziate: i valori vanno dal valore nominale delle quote ad ammontari MOLTO ELEVATI.

    Per uniformare I METODI DI VALUTAZIONE in vista dell’affrancamento della RI-valutazione di tali quote è stato nominato un comitato composto dai seguenti 3 (tre) esperti:

    – ProFF. Gallo Franco – http://it.wikipedia.org/wiki/Franco_Gallo ;

    – ProFF. Papademos Lucas – http://it.wikipedia.org/wiki/Lucas_Papademos ;

    – ProFF. Sironi Andrea – http://faculty.unibocconi.it/andreasironi/ .

    -[ http://www.mef.gov.it/primo-piano/article_0123.html

    -ET-

    http://www.mef.gov.it/primo-piano/documenti/2013/Valore_quote_capitale_BI.pdf ]-

    Nel bilancio al 31/12/2012 del Monte dei Paschi di Siena, la quota del 2.5% era valutata sulla base di un valore di €17B della Banca d’Italia.

    -[ *** http://www.mps.it/NR/rdonlyres/221D15FF-2F64-4B65-AB9B-F9C514AEE18D/67374/BILANCIO_UNIFICATO_GMPS_2012.pdf *** … Pp. 188/823, 414/823 e chi cerca troverà altro. MOLTO ALTRO, sempre che si voglia! ]-

    Conosciuti i valori indicati dal comitato degli esperti, il Monte dei Paschi di Siena ha svalutato la Sua quota di partecipazione in Banca d’Italia di €188M, aumentando la perdita al 30/09/2013, che ha raggiunto l’ammontare di €518M.

    -[ **** http://www.mps.it/NR/rdonlyres/7B475412-3ABE-4C50-A893-02B74443720D/70108/20131114_NOTAINTEGRATIVATRIMESTRALE.pdf **** … P. 12/212 ]-

    Col ris-PETTO DANZA-no sul FILO del NASTRO, tanto che se la pall_”IN”_a va dalla parte giusta, FAnno il c-O-l-p-O.

    E che PUNTO!

    http://www.youtube.com/watch?v=NH_kjg3i34w

    —–

    P.s: cariSSimo YUM-ETTO, appena ho un pò di tempo (porta pazienza, Amico Mio), Ti rispondo BENE da DT_ss_DT; sorry!

    —–

    Saluti alla BR-AVA Camilla e alla COM_pagnia.

    ✍✓ _s-U-r-f-E-r_ ✍✓

  2. Surfer il said:

    Banca MPS: esaminata la proposta di integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea – (12 Dicembre 2013, h.19:40)

    …” Presentate a tutti gli azionisti le considerazioni per facilitare la scelta della migliore tempistica in cui effettuare l’aumento di capitale “…

    -[ * http://www.mps.it/NR/rdonlyres/D7553132-A6E9-4676-A681-DA4A5F96F625/70532/CS_CDA_12122013.pdf * ]-

    – Considerazioni sulla proposta della Fondazione di posticipare l’operazione aumento di capitale –

    …” ad oggi la principale priorità per la Banca è rappresentata dal raggiungimento dell’obiettivo di ricapitalizzazione in linea e nei tempi previsti dagli impegni con la Commissione Europea e tale obiettivo appare, ad oggi, ragionevolmente più vicino e certo avuto riguardo per i seguenti elementi:

    A- Alla data del presente documento è stato formato un consorzio di garanzia, solido e ben frazionato in termini di rischio, composto da primarie banche d’affari internazionali ed italiane (15 tra Joint Bookrunner (10) e cobook/colead (5), laddove i primi, a testimonianza della piena fattibilità dell’operazione, hanno sottoscritto un pre-underwriting agreement e i secondi hanno manifestato, alla fine della scorsa settimana, la volontà di partecipare al consorzio di garanzia dell’aumento di capitale).

    B- L’impegno di pre-underwriting non è soggetto a condizioni legate alle circostanze economico finanziarie della Fondazione e scadrà nel caso in cui l’aumento di capitale non venisse lanciato entro gennaio 2014.

    Non vi sono certezze che tale impegno, accettato ad oggi da ben 10 banche, possa essere esteso (ed in caso positivo, a che costi per BMPS), per un periodo di tempo assai lungo rispetto agli standard di mercato, nel quale le condizioni macroeconomiche, di mercato, di settore e di BMPS stessa e dei suoi azionisti potrebbero mutare sostanzialmente. E’ invece probabile che, in linea con le negoziazioni avvenute per la costituzione dell’attuale consorzio, le banche accettino di sottoscrivere un pre-underwriting solo in prossimità del lancio dell’operazione.

    C- La relativa stabilità macroeconomica e politica del momento e l’interesse degli investitori istituzionali a livello globale ad investire in istituzioni finanziare in sud Europa, allo stato, portano a ritenere che sia possibile il lancio dell’operazione a gennaio 2014, ovvero in linea con l’impegno di pre-underwriting.

    Il rinvio – seppur di pochi mesi – potrebbe mutare lo scenario di riferimento attuale, pregiudicando un interesse generale di tutti gli azionisti e della Banca.

    Nel proseguo del documento [**] si analizzano in maggior dettaglio le motivazioni addotte dalla Fondazione (a seguire estratti dall’Allegato 3 e controdeduzioni).

    … TEMPISTICA …

    … Per quanto concerne il margine temporale previsto dalla Commissione Europea, è necessario valutare che, per quanto il periodo riconosciuto dalla Commissione Europea a BMPS per effettuare l’aumento di capitale sia relativamente esteso, date le caratteristiche della procedura di preparazione ed esecuzione di un aumento di capitale in Italia, considerati alcuni vincoli dettati dalla pubblicazione dei risultati trimestrali ed alla luce della inopportunità di procedere ad operazioni simili in alcuni periodi (tra i quali la pausa estiva e le vacanze invernali), le finestre temporali effettivamente azionabili nell’arco di un anno si riducono a tendenzialmente a quattro (gennaio 2014, maggio/giugno 2014, settembre 2014 e gennaio 2015) coincidenti con i relativi periodi di pubblicazione dei risultati annuali/trimestrali della Banca, necessari ai fini della predisposizione del Prospetto secondo un’operazione che risponda agli standard di mercato.

    Come evidenziato, ad oggi, per una serie di ragioni, tra cui

    (i) la relativa stabilità macroeconomica e politica,

    e

    (ii) l’interesse degli investitori istituzionali a livello globale ad investire in istituzioni finanziare in sud Europa,

    esistono condizioni favorevoli per cogliere la prima finestra di mercato ovvero lanciare l’operazione nel gennaio 2014.

    Il fatto che sia stato possibile formare un consorzio di garanzia ne è conferma.

    Pur non potendolo in astratto escludere, le finestre temporali successive non possono fisiologicamente assicurare un comparabile livello di certezza rispetto ai fattori sovra citati.

    E’ opportuno ricordare che una lunga serie di eventi macro economici e di settore (es. politica monetaria in US, elezioni europee, asset quality review e stress test, ecc) influenzeranno il 2014 e non è possibile prevedere cosa comporteranno.

    Mentre, per quanto a conoscenza della Banca, non sembrano siano previste operazioni di equity capital market da parte di istituzioni finanziarie italiane o europee che possano sovrapporsi con la prospettata operazione di aumento di capitale di BMPS a inizio 2014, allo stato non è possibile escludere che in finestre successive – anche in considerazione dell’annunciato processo di asset quality review e degli stress test – altre istituzioni finanziarie italiane e/o europee possano decidere di ricorrere al mercato del capitale di rischio; ciò potrebbe avere evidenti ripercussioni negative sulla capacità del mercato di assorbire l’offerta di azioni BMPS nell’ambito dell’aumento di capitale anche in ragione di eventuali scelte di allocazione delle risorse da parte degli investitori istituzionali verso altri emittenti e/o paesi.

    In questo contesto, presenta un elevato grado di rischio per la Banca trascurare la favorevole finestra di mercato che si sta profilando in queste settimane, considerando anche la situazione generale della Banca, visto che questo potrebbe compromettere l’aumento di capitale stesso e portare alla necessità di convertire i Nuovi Strumenti Finanziari, circostanza peraltro avversata dalla stessa Fondazione.

    Infine l’aumento di capitale potrebbe anche rappresentare un importante evento di liquidità atto a favorire la negoziabilità del titolo azionario BMPS con effetti positivi sugli azionisti attuali e prospettici.

    … Situazione finanziaria della Fondazione …

    Ad oggi, le principali banche che faranno parte del consorzio di garanzia hanno ritenuto possibile firmare un pre-underwriting agreement, indipendentemente dal ruolo e dalla partecipazione della Fondazione all’aumento, e di fatto senza includere come condizione “sine qua non” una soluzione della situazione della Fondazione stessa.

    Inoltre le caratteristiche del consorzio di garanzia formatosi ad oggi, oltre al primario livello della banche partecipanti, tenuta anche in considerazione la sua governance – che prevede l’assunzione di determinate decisioni ad un livello “senior” dei membri dello stesso e a maggioranza, evitando il rischio di situazioni di dead-lock dovute a eventuali posizioni di singole istituzioni finanziarie – nonchè la frammentazione e diversificazione geografica del rischio su 10 banche ai fini del contratto di pre-garanzia e 15 per il successivo contratto di garanzia, rendono il rischio di eventuale accollo (ad oggi auspicabilmente limitato visto l’interesse riscontrato nella formazione del consorzio stesso) gestibile in modo ordinato e market friendly.

    Infine, per quanto riguarda i termini dell’aumento di capitale, sebbene sia possibile anticipare che questi verranno fissati in linea con gli standard di mercato per operazioni simili, è opportuno notare come la dimensione dell’aumento di capitale sia preponderante rispetto alla capitalizzazione di mercato della Banca (€3mld vs €1,9mld) e renda pertanto – per ragioni tecniche – il tema della comparazione dello sconto sul TERP con i precedenti assai meno rilevante rispetto ad altri casi simili.

    In assenza di significativi incrementi del valore del titolo di BMPS – difficili da prevedere in questo momento – non è pertanto possibile prospettare un sostanziale cambiamento di questa circostanza.

    … Necessità da parte della Fondazione di procedere ad un processo di dismissione accelerato e forzoso …

    Lo slittamento dell’aumento di capitale, anche solo di qualche mese rischierebbe di riflettersi negativamente sull’aumento stesso e porterebbe pertanto alla necessità di convertire i Nuovi Strumenti Finanziari; sebbene il differimento potrebbe potenzialmente (ma senza alcuna documentata o prevedibile certezza) permettere alla Fondazione di avere più tempo per perseguire una cessione di parte del proprio pacchetto azionario – con effetti indubbiamente positivi per l’operazione – nello stesso tempo lo stesso costituirebbe un forte elemento di rischio – considerato il possibile mutamento delle condizioni di mercato e macroeconomiche – per la creazione di un nuovo consorzio di garanzia.

    La circostanza, ad oggi, di poter disporre di un consorzio di garanzia, con l’obiettivo di avviare l’operazione nel corso del mese di gennaio, conferisce un elevato livello di certezza in termini di fattibilità dell’operazione. Non è possibile stimare la replicabilità degli elementi di cui si dispone oggi, in astratto possibile, nei prossimi mesi.

    Inoltre, differire l’aumento di capitale nel tempo, seppur di pochi mesi, protrarrebbe gli elementi di incertezza sul titolo di BMPS, a causa degli elementi di straordinarietà connessi al

    (i) completamento dell’aumento di capitale e ripagamento dei Nuovi Strumenti Finanziari

    e

    (ii) overhang determinato dalla manifestata necessità della Fondazione di vendere sul mercato una parte consistente della propria partecipazione.

    La rimozione di questi elementi di straordinarietà nel più breve tempo possibile è interesse prioritario degli azionisti di BMPS e della Banca stessa.

    Infine, la prolungata incertezza legata alla situazione patrimoniale di BMPS e la necessità del management di focalizzarsi sull’aumento di capitale anziché sul conseguimento degli obiettivi di piano industriale, potrebbero costituire elementi negativi per il valore di BMPS e per gli azionisti in generale, senza considerare che le condizioni in base alle quali potrebbe essere possibile effettuare l’operazione di aumento di capitale nei prossimi mesi, potrebbero rivelarsi per la Banca più gravose rispetto a quanto ad oggi ipotizzato.

    … Allineamento degli interessi degli azionisti, della Banca e del sistema nazionale …

    … considerando che, una eventuale significativa discesa del corso delle azioni dell’emittente potrebbe generare il forte rischio di veder transitare il terzo gruppo bancario italiano verso nuovi e imprevedibili assetti proprietari a prezzi potenzialmente influenzati, anche in misura significativa, dalle attuali e contingenti circostanze.

    Il consiglio di amministrazione della Banca si prefigge l’obiettivo di perseguire l’interesse di tutti gli azionisti e della Banca.

    Quest’ultimo nel contesto attuale ha come massima priorità il rilancio della Banca attraverso la realizzazione del Piano di Ristrutturazione, che prevede, tra l’altro, il rimborso del 70% dei Nuovi Strumenti Finanziari nel 2014, possibilmente in tempi rapidi, mettendo di fatto BMPS in sicurezza rispetto al rischio di vedere lo Stato assumere una partecipazione di controllo nella Banca.

    L’eventuale slittamento dell’aumento di capitale ed il collegato maggior rischio di conversione dei Nuovi Strumenti Finanziari, fortemente mitigato perseguendo l’attuale tempistica potrebbe risultare soggetto a numerose condizioni esogene di mercato e potrebbe comportare

    (i) una perdita significativa del valore dell’investimento per gli azionisti esistenti della Banca senza poter partecipare, attraverso l’esercizio del diritto di opzione, al rilancio della Banca,

    e

    (ii) ripercussioni reputazionali negative per il Sistema Italia.

    Per contro, il conseguimento dell’aumento di capitale ed il rimborso in 12 mesi del 70% degli Aiuti di Stato, costituirebbe un elemento positivo per la Banca e per il Paese, che potrebbe destinare l’ingente importo ripagato ad altre iniziative.

    Per quanto riguarda il futuro assetto azionario di BMPS, ai sensi del Testo Unico Bancario, la Banca d’Italia autorizza preventivamente l’acquisizione a qualsiasi titolo in una banca di partecipazioni che comportano il controllo o la possibilità di esercitare un’influenza notevole sulla banca stessa o che attribuiscono una quota dei diritti di voto o del capitale almeno pari al 10%, anche sulla base dei requisiti di onorabilità previsti dalla normativa vigente, calmierando in tal modo il rischio, prospettato dalla Fondazione, di avere un azionariato instabile e non idoneo a supportare il rilancio della Banca.

    Infine, si segnala come il perfezionamento dell’aumento di capitale nelle tempistiche previste, associato alla possibilità di costituire un Consorzio di Garanzia (con riferimento al quale non sussistono certezze circa la possibilità di costituirlo in futuro) consentono di raggiungere un ragionevole grado di certezza circa la possibilità

    (i) di corrispondere la cedola dei Nuovi Strumenti Finanziari relativa all’esercizio finanziario 2013 attraverso l’emissione di ulteriori Nuovi Strumenti Finanziari, che verrebbero comunque rimborsati, evitando in tale fase l’emissione di nuove azioni BMPS a favore del Ministero dell’Economia e delle Finanze,

    e

    (ii) di poter procedere in futuro al pagamento delle cedole relative alle obbligazioni Upper Tier 2.

    … Costo addizionale degli NSF …

    Lo slittamento della tempistica del lancio dell’aumento di capitale ad una data non anteriore a quella individuata dalla proposta della Fondazione al fine di consentire alla medesima di tentare una possibile cessione della sua quota, comporterebbe un costo addizionale certo significativo per la Banca e quantificato in almeno €120 milioni ipotizzando l’avvio dell’aumento di capitale a maggio, costo che non sembra corretto allocare a tutti gli azionisti.

    Tale costo rappresenta un ammontare significativo, con un notevole impatto sul conto economico della Banca (circa il 4% dell’ammontare dell’aumento di capitale), senza considerare gli effetti negativi indiretti che un ritardo dell’aumento di capitale potrebbe generare sulla performance commerciale ed il costo della raccolta, impattando negativamente anche il prezzo di BMPS.

    In particolare, si ritiene che l’esecuzione con successo dell’aumento di capitale ed il ripagamento del 70% dei Nuovi Strumenti Finanziari

    ,potrebbero ridurre significativamente il rischio percepito di bail-in da parte degli investitori (i.e. il rischio per i possessori di strumenti di debito bancari di dover condividere le perdite in caso di fallimento di una banca prima che possano essere erogati fondi pubblici),

    con importanti benefici sul costo della raccolta della Banca, al momento pari a circa 1,9% vs 1,4% della media del settore, quantificabili in circa €800 mln all’anno – anche in questo caso non sembrerebbe corretto allocare a tutti gli azionisti il mancato beneficio atteso.

    … Altri elementi relativi alla volatilità, all’economia, contesto politico ed AQR …

    Mentre la situazione attuale, di sostanziale relativa stabilità, ha permesso la sottoscrizione di un contratto di pre-underwriting, che scadrà nel caso in cui l’aumento di capitale non venisse lanciato entro gennaio 2014, conferendo un significativo grado di certezza circa la possibilità di eseguire l’operazione, non è possibile ad oggi prevedere che tali condizioni siano presenti nei prossimi mesi, anche tenendo in considerazione i numerosi eventi macroeconomici, di mercato, politici, regolamentari e di settore (tra cui e importante menzionare l’asset quality review che sarà un evento assai rilevante per il settore bancario e dall’esito ad oggi ancora incerto), il cui esito, non prevedibile ad oggi, esporrebbe BMPS al rischio di non poter rinegoziare un nuovo pre-underwriting agreement.

    E’ importante ribadire, che vista la situazione economico-finanziaria della Banca, la necessità di minimizzare i rischi di esecuzione dell’operazione di aumento di capitale appare dovuta.

    Non appare opportuno rinunciare ad elementi di ragionevole certezza ad oggi disponibili in luogo dell’alea fisiologicamente connessa all’andamento futuro dei mercati che come ben noto potrebbe essere positivo, ma anche negativo per un periodo sostenuto come verificatosi negli ultimi anni, ed in tal caso rischiare di compromettere l’aumento di capitale.

    … Tutela del patrimonio della Fondazione MPS ed evidenza dei progressi fatti da BMPS grazie alla pubblicazione dei risultati 2013 -1T14 …

    E’ difficile immaginare in pochi mesi un sostanziale miglioramento nella percezione della performance operativa della Banca considerando quanto segue:

    A- I risultati dell’attività di ristrutturazione iniziata dal management di BMPS già nel 2012 secondo le linee individuate dal Piano presentato a giugno 2012 e con il quale l’attuale Piano di Ristrutturazione è in continuità, in particolare sui costi, deleveraging e ristrutturazione, sono già ben visibili e riconosciuti dal mercato.

    B- I risultati relativi all’anno 2013 o al primo trimestre 2014, pur mostrando segni di ripresa, difficilmente saranno tali da modificare sostanzialmente la visione degli investitori considerato anche il previsto persistere di un difficile contesto macro-economico e di settore.

    Una risoluzione positiva dell’aumento a gennaio avrebbe un riflesso positivo su tutta la città di Siena e sulla Toscana visto il forte peso della Banca sull’economia e sull’occupazione nei territori circostanti e pertanto dovrebbe essere perseguito come massima priorità minimizzando il rischio di esecuzione. “…

    -[ ** http://www.mps.it/NR/rdonlyres/7F017637-749E-4AA9-86D2-12ABE3570D82/70533/ConsiderazionidelCdAsullapropostadiFMPS.pdf ** ]-

    —–

    !A-SAN … TUTTO pre-VISTO!

    —–

    ✍✓ _s-U-r-f-E-r_ ✍✓

  3. Surfer il said:

    -[ http://www-history.mcs.st-and.ac.uk/Indexes/Babylonians.html ]-

    COPIA, COPIASSA, L’ESAME NON SI PASSA (su SANTA IGNORANZA) …

    se il “giornalismo” ITALIC-i-O si è ridotto allo stato comatoso in cui si trova attualmente – e nel futuro prossimo sarà ancora peggio, viste e lette le “nuove” leve-“penne”-teste -, la colpa è in primis della/nella selezione nelle/delle redazioni – siano tradizionali o digitali.

    Ebbene, fa PENA leggere riferimenti o rimandi riportati in questo blog (ai più noto come “PIANETTO”) in altri “luoghi” senza che siano riportate le fonti.

    Riportare la fonte

    !K-O-A-L-A!

    è sintomo di EDUCAZIONE e di RISPETTO; nulla più, visto che

    !QUI-QUA!

    .non si vince niente, ne si aspira a nulla.

    Spassionatamente Ti consiglio d’imparare bene i sistemi per misurare e pesare; dagl’inizi

    http://www-history.mcs.st-and.ac.uk/HistTopics/Babylonian_numerals.html

    Un saluto alla Camilla e alla COM_pagnia.

  4. Surfer il said:

    Per i posteri e per chi non ha (M-A-I) memoria…

    Giuseppe Guzzetti…

    -[ A. Vanuzzo (Linkiesta), “Uno strano banchiere. Finché ce n’è, lui comanda – Vita, opere (e miracoli) del presidente della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti – Il Fondo monetario chiede di riformare un sistema che da 20 anni non crea nuova classe dirigente” – Aprile 3, 2013

    http://www.linkiesta.it/giuseppe-guzzetti-fondazione-cariplo-bazoli ]-

    …”Questo aspetto non viene mai messo in evidenza, ma se le Fondazioni non avessero prontamente sottoscritto gli aumenti di capitale necessari per ripatrimonializzare le banche sarebbe dovuto intervenire lo Stato con soldi pubblici, cioè i denari dei cittadini, mancando investitori privati soprattutto negli anni critici.

    E da parte delle Fondazioni – voglio dirlo chiaro – non si è trattato di cercare di mantenere posizioni di potere nelle banche, ma di accollarsi un impegno gravoso nell’interesse della banca e, soprattutto, della collettività.”…

    -[ Presidente Guzzetti (Intervento integrale del), “89a Giornata Mondiale del Risparmio” – Roma: ottobre 30, 2013

    cliccare su

    https://www.acri.it/4_rise/modulistica/comunicati_stampa/files/com_stampa_20131030_11329_intervento_guzzetti_gmr_2013.doc

    poi premere su “APRI” (è un documento doc e non un pdf) e leggere Pp. 9-10 ]-

    !D-A-V-V-E-R-O SENZA ALCUNA V.E.R.G.O.G.N.A!

    ✍✓ _s-U-r-f-E-r_ ✍✓

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