Special BondAge: ready to next level?

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

“il Giappone è un passo avanti all’Europa, la quale è uno o due passi avanti gli Stati Uniti”, Ray Dalio

Lo scorso 21 settembre la banca centrale giapponese (BoJ) ha preso una decisione storica simile a quella che che diede inizio al Quantitative Easing, annunciando il passaggio al livello successivo nel grande gioco della politica monetaria con un nuovo strumento (prezzi degli assets) e un nuovo obiettivo (prezzi al consumo). Rivoluzione copernicana o gattopardesca?
Inevitabilmente nasce una nuova puntata di BondAge:

Iniziamo dal report ufficiale della BoJ: New Framework for Strengthening Monetary Easing. Per chi non ha voglia di scaricarlo e leggerlo proviamo a usare il dizionario Pane-e-Salame: l’innovazione introddotta dalla BoJ è su due fronti, intimamente interconnessi:

  1. strumento: Yield Targeting, fissando il tasso dei titoli governativi a 10 anni in un intorno dello zero (0%);
  2. obiettivo: Inflation Overshooting, in modo da consentire il raggiungimento di un livello di inflazione “stabilmente superiore al 2%” attraverso i cicli economici e a prescindere da fattori temporanei. Di fatto un price targeting.

Queste misure sembrano veramente potenti: la banca centrale si impegna a sostituirsi alle dinamiche di domanda e offerta del mercato per tenere a zero i tassi governativi decennali per tutto il periodo necessario a fare accelerare l’inflazione al punto di farla ritornare al trend precedente. Un travaso dall’accademia alla scrivania dei banchieri centrali, un passaggio di livello per cui il focus passa dal bilancio ai prezzi degli assets di mercato di volta in volta selezionati dalla banca centrale.

Concettualmente è una rivoluzione copernicana nei processi di una banca centrale. Infatti per raggiungere l’obiettivo dichiarato di inflazione, si deve/può comprare un’infinita quantità di asset tali da garantire che il target di tasso di interesse sia mantenuto. Attraverso questa promessa, la banca centrale “spera” di attivare compiutamente il canale delle aspettative di consumatori, al momento condizionati da un consolidato pregiudizio deflazionista.

Di fatto ci sono due controindicazioni

:

Caveat #1: L’utilizzo dei beliefs, le credenze dei consumatori, incorpora un potenziale effetto collaterale: incrementare le aspettative di inflazione senza aumentare il reddito nominale atteso, potrebbe scoraggiare i consumi presenti e futuri (ref). Sarebbe una vera beffa.

Caveat #2:  La credibilità dello strumento e del commitment: “se la banca centrale fissa tutti i tassi di interesse cosa rimane al mercato se non metterla in discussione“? (cit.) Probabilmente questo sarà il tema che ripercorre tutti i “peg” di mercato, notoriamente riferiti ai tassi di cambio, ma che sarà attuale anche nell’implementazione di questa politica monetaria. E senza strumenti, gli obiettivi sono irraggiungibili.

La BoJ è di fronte al paradosso: in assenza di credibilità e di misure strutturali di lungo periodo funzionali ad aumentare il reddito nazionale (aka crescita del PIL potenziale o #Abenomics) potrebbe creare più problemi di quanti ne vuole risolvere, riportando immediatamente il gioco della politica monetaria al tempo zero, ovvero quando non esistevano le banche centrali.

L’helicopter money non è altro che questo: il fallimento della politica monetaria.

Minore l’efficacia delle misure di intervento, maggiore la probabilità che ci sia qualche forma di ibernazione del debito pubblico, fino ad annullare la credibilità della banca centrale e azzerare gli incentivi per delle riforme incisive e durature. Per evitare questa “corsa verso la fine” è necessario un coordinamento fra politiche di domanda di breve periodo delle banche centrali a politiche di offerta di lungo periodo dei governi nazionali. Questa non è altro che la Draghinomics, ovvero la ricetta del Presidente della BCE che non ha paura di annunciare le politiche convenzionali ma è terrorizzato da cosa lo aspetta alla fine del sentiero che ha intrapreso.

Ma per adesso esultiamo ché

il QE è morto. Lunga vita al QE

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Wealth/Asset manager. Ha sposato la causa dei bond ed è ossessionato dalle banche centrali.
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Un commento su “Special BondAge: ready to next level?

  1. 元サーファー il said:

    uè… LI-UK-etto … now, is poSSible!

    “Every promise is a promise” – and debt so, too.

    tr-IN-IT-Y

    § Bank of Japan [Research and Statistics Department, (with/and) Money Stock Statistics (MSS), BoJ, THE], “Flow of funds – Overview of Japan, the United States, and the Euro-Area” – Tokyo: September 29, 2016
    https://www.boj.or.jp/en/statistics/sj/sjhiq.pdf

    Per i “japaneSeS made in italy” – by do taroCCo -, prestate ATTENZIONE alle pagine 2 E 3 – bastano ed avanzano, per Voi (Italians, IGNORANTS – noti).

    TUTTO UFFICIALE – senza taroccamenti da sbianchettamenti e/o da astruse filosofie finanziarie INESISTENTI.

    RammentaTe: i taroccatori/filosofi – accademici e NON – che professano e vivono in ITALY, SENZA REALI ED ACCLARATE CREDENZIALI, IN JAPAN, NON LI CALCOLANO PROPRIO.

    DA SUBITO.

    .IN ITALIA SPOPOLANO – ormai ovunque – E PARLANO/SCRIVONO DI GIAPPONE.

    IGNORANTI CHE SONO – basta saperLo, ALMENO /ANCHE/ QUA (scopiazzano senza citare le fonti ORIGINALI/UFFICIALI, sbianchettano ed inventano).

    Insomma, sfornano solo PIZZE – alcuni direttamente anche presso Autorità (deputate ai relativi Controlli: CONSOB/BORSA; poveri Italiani).

    SAYonara …

    O-l-O Flow of Funds and Money Market Fund with/in the mechanism of Quantitative and Qualitative Monetary Easing – [with the current and future financial conditions (October 2016)]
    http://intermarketandmore.finanza.com/files/2016/09/ffQQEmmf.jpg

    O-cchi-O a_l GAP – so che Ti piacciono aSSai, LI-UK (“nella prossima Vita del Divino Oriente”, che ne dici?)

    Surfer [Bimbetto, peccato non poter inserire direttamente dei grafici, da parte di Lettori, ora – sai; Mi son dovuto escogitare qualcosa ed un modo]

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