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Stelle, strisce e punti di domanda

Credo sia ormai conosciuta da tutti quale sia la strategia della FED diretta da Janet Yellen.
Si è cercato negli ultimi mesi di comunicare, nel modo il più preciso, tutti i passaggi previsti, anche creando delle scalette temporali (vedi tapering) al fine di “tranquillizzare” il mercato, abbattere la volatilità, evitare qualsiasi speculazione ribassista destabilizzante e far capire a tutti che la FED c’è, ha le idee chiare, sostiene e aiuta l’economia ed i mercati finanziari.

Forse dire che la FED abbia le idee chiare è un po’ un eufemismo.
In realtà la FED non è per nulla sicura che le cose possano andare come vorrebbe. Ma giustamente continua a tenere banco con questo “grande bluff”, e non potrebbe essere altrimenti, visto che la Yellen già in diverse puntate ha detto chiaramente che la crescita economica non è poi così solida.
Le scommesse, come scritto in questo post, sono tutte su come e quando la FED alzerà i tassi. Per alcuni la data prevista è già nei primi mesi del 2015, per altri invece occorrerà attendere la fine dell’anno prossimo. In questo post non voglio scomodare la sfera di cristallo e quindi non vado oltre.
Quello che voglio portare alla vostra conoscenza è però questa situazione che ora vi espongo.

Exit strategy? E poi?

Ci sono alcuni scenari che ormai possono essere definite come certezze. Il Quantitative Easing è ufficialmente terminato (tapering) ed a breve saremo “nella terra di mezzo” che ci separerà, come detto, dal primo rialzo dei tassi.
Quindi, il bilancio FED è destinato quantomeno a fermare la sua espansione.
Poi, molto probabilmente, quando ci saranno delle scadenze di titoli, la Federal Reserve NON li rinnoverà ed in questo modo il suo bilancio dovrebbe cominciare a sgonfiarsi.
Uso il condizionale perché TUTTO è possibile, non escludo nulla, anche se questo scenario è decisamente il più realistico che possiamo ritrovarci di fronte.
Ma se il bilancio FED si sgonfia…che fine faranno i mercati?

Il grafico che vi presento mette a confronto 4 interessanti fattori:

A) Bilancio FED
B) Margin Debt
C) Tasso Titolo governativo USA 10yr
D) SP 500

SPX MARGIN DEBT 10YR TNOTE RATE FED BALANCE SHEET

Come potete vedere il rapporto tra Bilancio FED, Margin Debt e SP 500 è veramente impressionante. Anche se sono tre elementi che teoricamente non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro, si scopre in realtà che invece non sono per nulla indipendenti.
Resta il rendimento del titolo di stato 10yr USA che fino ad un certo punto seguiva la stessa tendenza (che ovviamente era inversa), per poi prendere una strada diversa a causa di inflazione, rendimento basso che lo rendeva poco appetibile e prospettive dei tassi.
Se il Bilancio FED frena, non è che la borsa USA si ritroverà a frenare, magari anche violentemente? E se a quel punto aumenta la volatilità, il margin debt (denaro preso a prestito per speculare in borsa) non potrebbe scendere, enfatizzando ulteriormente la correzione? E inoltre, siccome i tassi aumenteranno, sarà ancora conveniente prendere denaro a prestito per speculare?
Questi sono solo alcuni spunti che meritano sicuramente degli approfondimenti. Intanto però diamo un po’ di spazio all’evidenza. E in questo grafico, di certo, l’evidenza non manca.

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Pubblicato da Danilo DT

Danilo Rambaudi, alias Dream Theater, è un operatore finanziario dal 1995. Asset Allocation Manager, collabora con istituzioni finanziarie e siti finanziari italiani e non, nell'ambito dell'analisi e della ricerca. Analista tecnico, ma anche padre e marito (e a volte se ne dimentica).

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