La catastrofe dei tassi negativi

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

La BCE si appresta a fare un ulteriore passo nel territorio inesplorato dei tassi negativi attravero una riduzione della remunerazione delle riserve delle banche commerciali (Depo Rates).

In passato ho già espresso con timida rassegnazione la mia contrarietà all’uso questo strumento di intervento ed in questa occasione vorrei riportare e commentare alcune parti di un recente articolo di un economista, Charles Gave, da cui ho preso il titolo per questo spunto di riflessione.

Tutto parte da una domanda: perchè si pagano dei tassi di interesse? Il motivo è semplice: chi presta denaro vuole essere ricompensato dall’incertezza futura. Dal punto di vista di chi presta, minore è il tasso di interesse, minore è l’incentivo a prestare e maggiore quello a consumare. Ne consegue che minori tassi di interesse dovrebbero portare ad anticipare le scelte di consumo, quindi ad un maggiore livello corrente di attività (es. PIL o reddito nazionale) a spese di quello futuro.

“This is the heart of the Keynesian doxa, which requires interest rates to be lowered as soon as the economy slows down”

Il problema è che tassi eccezionalmente bassi funzionano come una tassa sui risparmi a beneficio di chi invece ha una ricchezza maggiore (esempi quiqui e qui).

“this is highly regressive and inefficient, since the rich have a relatively low propensity to consume”

Charles Gave, presidente dell’Institut des Libertès di Parigi non può esimersi dal criticare apertamente i keynesiani: “Non si spiega come mai i keynesiani possano supportare allegramente delle politiche che favoriscono i ricchi e flagellano i poveri”.

Qual è quindi il problema dei tassi negativi? quando i tassi passano in terreno negativo, allora logica vuole che per definizione il presente sia più incerto del futuro.

“This is idiotic; the future cannot be more certain than the present—a logical certainty if ever there was one”

Banca Centrale Europea, Svizzera, Svedese sono quindi pienamente coinvolti non solo in una politica idiota, ma del tutto illogica. In teoria, in un mondo con tassi negativi, la logica imporrebbe di prendere a prestito piuttosto che risparmiare, fino all’estremo, al punto da esaurire i risparmi. Senza risparmi, niente investimenti e potenzialmente un calo della produttività con conseguente stallo della crescita.

Nel mondo reale, i più grandi collettori di risparmio sono le assicurazioni ed i fondi pensione. Con i tassi negativi questi agenti che “trasformano” i risparmi in investimenti sono effettivamente in grave difficoltà. E questi sono sacrificati per consentire ai governi di vivacchiare senza fare le dovute riforme e salvare le banche commerciali.

“zero and negative nominal rates must necessarily lead to the total collapse of our financial systems”

Mi duole essere in parte d’accordo con il falco del Comitato Esecutivo BCE, Ms Sabine Lautenschlager, ma in un recente articolo della BIS afferma:

“risk and cost factor arising from lower [or negative] interest rates are possible disincentives and distortions in financial markets, which threaten financial stability”

Lo stesso Reserve Bank of India governor Raghuram Rajan, uno dei leading economist sulla frontiera della politica monetaria, ha avvertito che tassi troppo bassi per troppo a lungo possono causare una maggiore instabilità finanziaria.

Concludo riprendendo l’articolo di marzo su Piano Inclinato: i tassi negativi combinati al programma “monster” di acquisti (QE) sono necessari a ridurre il gap di credibilità della Banca Centrale Europea nel raggiungimento dei proprio obiettivi. Sperando che in definitiva la BCE riesca ad imboccare la strada della Fed e non quella della Banca del Giappone.

 

Foto di copertina: Money for nothing, Dire Straits

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liukzilla

Wealth/Asset manager. Ha sposato la causa dei bond ed è ossessionato dalle banche centrali.
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4 commenti su “La catastrofe dei tassi negativi

  1. _beneathsurface il said:

    Condivido analisi e timori di Grave ma questa allegra e idiota politica NON è “the heart of keynesian doxa” bensì della NEW Keynesian doxa, come avevo scritto qui .
    La mia opinione è che la teoria new keynesian sia in errore quando cerca di coniugare ortodossia keynesiana e tasso reale naturale che è incompatibile con incertezza rischio struttura a termine e preferenza per la liquidità.
    E tassi negativi sono le conseguenze

  2. _beneathsurface il said:

    Figurati se me la prendo per così poco! 😉
    Piuttosto mi sembra che mi stai sfidando a regolare tenzone sul wicksellian frame, giusto?
    Potrei farne un articolino per #inclinamilastoria, in anticipo di 30 anni sulla storia che sto scrivendo ora.
    ci penserò. …non finisce qui 😀 😉

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