Tempi di recupero

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L’economia del pallone

I titoli delle società italiane di calcio stanno registrando, nelle ultime settimane, movimenti clamorosi: la Juventus è passata da 0,30€ per azione di dicembre scorso ai 0,85 di oggi, quasi triplicando il proprio valore, ma oltre alla squadra dominatrice del campionato e protagonista in Europa, anche la A.S. Roma è cresciuta in Borsa di oltre il 20% da inizio anno, e la S.S. Lazio segna circa +50% (ed è raddoppiata dai minimi segnati ad aprile 2016). Che sta succedendo?

Iniziamo con qualche considerazione di massima: la Juventus è in effetti la sola, delle tre società di calcio quotate, ad avere un bilancio che presenta numeri brillanti. Sotto la guida del CEO Marotta e del CFO Aldo Mazzia sono state realizzate cessioni illustri

Facendo migliorare radicalmente gli utili. Ora la Juventus ha un ROE invidiabile (8,3%) e può essere considerata a tutti gli effetti una attività d’impresa, e pertanto valutata come tale.

I risultati sportivi hanno portato anche la rivalutazione degli investimenti:

oggi il rapporto fra debito ed asset della compagine bianconera è sceso al 40%. Numeri interessanti, e su cui vale la pena dare uno sguardo anche pensando alle due squadre della capitale: La A.S.Roma capitalizza oggi poco più di 200 mln€, non produce utili ed ha un rapporto debiti/asset pari al 55%.  La S.S.Lazio capitalizza meno di 60 mln€ (poco più di metà del suo fatturato) ed ha una situazione debitoria anche migliore di quella della Juventus.

Ma il clamoroso recupero delle quotazioni in Borsa delle società di calcio non è solo figlio di numeri. C’è anche un contesto che sta evolvendo: il recente (e travagliato) passaggio di mano del A.C Milan per circa 600 mln€ ha fornito agli operatori un nuovo metro di valutazione; considerato che la Juventus capitalizza (cioé “vale” in Borsa) oggi 850 mln€, significa che quattro mesi fa quando valeva un terzo era decisamente sottovalutata rispetto al club rossonero, rispetto al quale vanta asset più pregiati (i calciatori), uno stadio di proprietà ed un fatturato nettamente più elevato.

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C’è poi la novità dei playoff, che il presidente della federcalcio (nonché ad interim anche della Lega Calcio) Carlo Tavecchio vede in un futuro prossimo per la serie A

“Il mio obiettivo è quello, ha spiegato il n.1 Figc – I playoff e i playout sono idee innovative e nei tornei dilettanti ci sono già. Bisogna studiare forme nuove. L’attuale campionato è buono, ha messo in evidenza le cinque squadre che si prevedeva: l’importanza della Juve è fuori discussione, ma Roma e Napoli stanno riducendo il gap e spero che in futuro ci sia più competitività”.

E’ chiaro che, se la Juventus dovesse vincere -come è ormai probabile- questo scudetto, dopo sei trionfi consecutivi (mai era successo prima) l’idea di una formula a playoff servirebbe a ridare appeal ad un campionato che sembra partire ogni anno con una vincitrice designata, troppo superiore nell’arco di una stagione, ma che può cadere nell’ambito di una partita secca, restituendo maggiore incertezza all’esito finale.

La novità aiuterebbe anche nelle parti basse della classifica: molte squadre si sono trovate già salve e già fuori da ambizioni di coppe (e dunque senza obiettivi) già poco dopo la metà della stagione, abbassando notevolmente il livello di competizione del campionato.

Per poter pensare ai playoff, però, è prima necessario ridurre drasticamente il numero delle squadre in serie A: bisogna infatti accorciare la “regular season” se si vuole avere il tempo di giocare playoff e playout.

Meno squadre in A, per un campionato più appetibile, con molte più partite combattute e determinanti, significa un maggior bottino di diritti televisivi da suddividere per meno squadre. Ecco perché le tre squadre quotate, che hanno impianti per essere ogni anno nei playoff, vengono festeggiate in Borsa. Ed ecco anche un motivo in più per l’acquisto dalla Cina, non solo dei diritti televisivi europei (Infront) ma anche di Inter e Milan.

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi si occupa di Private Banking.

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