Tu sarai la Corporation di Domani

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Nell’economia digitale ci sono due fenomeni interconnessi:

  1. Il grande diventa sempre più grande, e tanti sono i motivi che determinano questa situazione di cosiddetto “Winner takes all”. (Per chi desidera approfondire tali leggi, esse sono:  invarianza di scala, ritorni crescenti, path dependence, e effetto rete). Quando prendiamo in considerazione gli esempi come Facebook e Google comprendiamo che la crescita in rete non è democratica, crescono solo i nodi già grandi.
  2. Fino a quando una piccola impresa non inizia a mangiarsi il mercato della grande, come ci ha insegnato Christensen con la “sustaining innovation”, o addirittura crea un nuovo mercato con la “disruption innovation” e diventa grande.

Le mega organizzazioni quando sono attaccate di solito si difendono concentrandosi, per esempio l’immagine mostra cosa è successo nel sistema bancario; un sistema che vende servizi finanziari, proteggendo le informazioni in suo possesso.

banks

Lo stesso dicasi per le televisioni che criptano i segnali televisivi e i giornali che erigono i paywall per non far diffondere informazioni. Identica situazione nel settore auto, vedi la fusione tra Fiat e Chrysler (minacciate dalla sovrapproduzione e dal car sharing?).

È del tutto evidente come il successo arrida ai media orizzontali, che attaccano scambiandosi e diffondendo informazioni, perché cavalcano i tempi e le tecnologie moderne, non quelle del secolo scorso. Si afferma che se non proteggono quelle informazioni il business non è sostenibile. Certo, se si usano vecchi modelli e strutture di costo per combattere il futuro, non si può far altro che rinchiudersi, e perdere.

Chi si concentra si difende, chi attacca invece si apre. Poiché l’informazione è liquida, trova sempre modo di uscire dal bunker costruito per proteggere un business (come nelle banche e nei media) o un segreto (come nella NSA).

Il capitale intercettato dalle banche si concentra ma la decentralizzazione avanza nel:

  • Mercato (il numero delle imprese aumenta)
  • Moneta (es. Bitcoin)
  • Investimenti (es.  Crowdfunding)
  • Informazioni (es. Internet)
  • Computer (es. Smartphone, Opensource)
  • Manifattura (es. Stampa 3D)
  • Energia (es. Smart Grids)
  • Lavoro (es. TurkoDesk)
  • Televisione (es. Social media)
  • Nazioni (es. Federalismo)
  • Rating (dal basso, es. Tripadvisor)

Il mondo cambia, si sta decentralizzando: le imprese aumentano di numero e hanno vita più breve. Dal 1988 al 2007 sono raddoppiate, siamo passati da 25 a 50 milioni di imprese nel mondo, anche questi sono i benefici della globalizzazione, spesso trascurati, perché non si creano nel nostro territorio. I fattori chiave di tale dinamica sono il calo dei costi sia del trasporto dei beni e delle informazioni, sia dell’elaborazione e della memorizzazione.

È rischioso scrivere che il potere si sta distribuendo, si attirano critiche feroci considerando lo strapotere attuale degli immensi nodi della rete. Viene in aiuto Jon Evans su Techcrunch quando afferma:

“I am saying that some indeterminate number of years hence, as bandwidth improves, and processors grow ever more powerful, and storage gets ever cheaper, it’s not inconceivable that those massive server farms could be replaced … by massive distributed peer-to-peer networks: open-source, encrypted end-to-end, and orchestrated in part by blockchains.”

Forse quando avremo una versione più decentralizzata (con il peer to peer) di servizi simili a Dropbox, Twitter, YouTube, Gmail, etc. vuol dire che daremo più fiducia agli altri rispetto alla corporation, avremo più consapevolezza della privacy. Stefano Quintarelli spiega i pericoli che corriamo oggi e perchè tocca a noi la prevenzione e l’azione.

I capitali si sono sempre mossi verso la più alta remunerazione, oggi iniziano ad andare dove ci sono le intelligenze migliori, non dove il lavoro costa meno o in un territorio delimitato. Pensavamo fossero secolari, ma le più grandi imprese sono quelle nate circa dieci anni fa; di questo passo immaginiamo cosa –e soprattutto chi- farà nascere le imprese nel prossimo decennio.

Adesso i capitali -e le tecnologie- vanno incontro anche a una singola impresa, fatta anche da una sola persona molto talentuosa. Come te.

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massimochi

Massimo Chiriatti è un tecnologo con Master nella gestione dell’ICT, descrive l’economia digitale e osserva le conseguenze sulle persone, in particolare sull’occupazione.
Collabora con il Sole24Ore-Nòva100.
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