Tutto è irripetibile, tanto vale rifarlo

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Di tutte le città in cui ho vissuto senza viverci, la più bella è stata Cagliari.

Karalis, la città che ti stava venendo incontro quando non sapevi che ci stavi andando. Karalé, la città bianca che ami o detesti e che ti allappa di luce.  sun.

photocredit himmelseng

Non ci ho vissuto mentre ero lì, è vero, ma posso dire che ho iniziato a viverci ben prima di trasferirmi. Perché Cagliari è arrivata persino a tenermi in vita salvandomi in suo nome, aprendomi all’idea di andare a starci con la famiglia.

 Erano anni in cui avvertivo un profondo bisogno di spazio, di scompaginare i giorni incolori che mi dettavano. Due colori esistono al mondo, il secondo è Cagliari.

Alternative take

Il punto non è che Karalis sia bella o brutta. Come tutte le città ha un miliardo di motivi per respingerti e altrettanti per farti sentire a casa. Il popolo sardo è generoso fino al deliquio, ma in fondo non ha un problema al mondo a dirti che tu, o Straniero, sardo non sei né mai lo sarai giacché non hai sangue sardo in corpo.

Se ci pensi, non esistono buone ragioni per andare a vivere in un’altra città. Certo, si può essere costretti, la vita fornisce spunti a bizzeffe, ma allora più che una buona ragione diventa una necessità. Di buoni e validi motivi non ce n’è. L’ho scoperto nei due anni precedenti al trasferimento: nessuno capiva perché lo desiderassi al punto da metterlo in atto, nemmeno io. Un mio amico fraterno era preoccupatissimo e se n’è andato prima di scoprire che alla fine, per tutt’altri motivi, non mi ci sarei fermato. Col tempo ho accettato la lezione: le cose che senti dentro, le cose importanti che avverti di voler fare si fanno e basta. Si fanno senza capirle. Per capire c’è tempo. L’aggiornamento di un sistema operativo ci metti una notte a tirarlo giù, cambiare città è uguale.

Mi capita tutti gli anni di tornarci, a Cagliari. Non mi sono fermato a viverci ma non sono nemmeno tornato indietro. Io non sono più lo stesso, Cagliari non ha mai smesso di essere una città che cambia.

Tutto è irripetibile, tanto vale rifarlo.

Se vi capita di andarci adesso (a me è successo) scoprirete il bastione di Saint Remy è chiuso ma i balconi sono fioriti e ci suonano pure

Cercate di non innamorarvi di Rossella Faa, tanto adesso i balconi li addobbano e c’è il rischio che possiate invaghirvi ancora.
Nel frattempo un po’ come ovunque le librerie chiudono, ma a Cagliari si è capito che tutto  gira intorno al libro e quasi tutto sta nel bypassare i distributori. Il segreto è sempre lo stesso: evitate di guardare il mondo nello specchietto retrovisore.

bonus track

(immagine in evidenza di Carta-Pischedda)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Filippo Pretolani

Non tutto quello che esiste implicitamente ha bisogno di essere reso esplicito — Peter Sloterdijk.
Fondatore di Gallizio editore e co-fondatore dell’Istituto Kaspar Hauser per gli Studi Economici.

Latest posts by Filippo Pretolani (see all)

Precedente Una banca centrale sotto l'albero Successivo Scacco matto ai fallimenti bancari

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.