Un computer in ogni oggetto, ecco la formula magica per creare i tanti lavori del futuro

Tempo stimato di lettura: 3 minuti

Cos’è il lavoro?
Ognuno ha una sua definizione, ma per Peter Frase, un famoso autore di saggi e ricerche sulle conseguenze dell’automazione, il lavoro è un mezzo attraverso il quale:
– Si producono beni
– Si guadagna un reddito
– Si dà significato alla propria vita

La distruzione di lavoro, però, è incessante. Hanno iniziato le macchine e l’elettricità a distruggere migliaia di posti ma poi, grazie ad esse, abbiamo creato le basi per la radio e la televisione e i computer moltiplicando il lavoro. Il cambiamento è necessario perché saranno le macchine a occuparsi di molti dei nostri lavori del passato, per questa ragione dobbiamo inventarne di nuovi.

Facciamo un esempio.

Un tempo fare il ragioniere era un lavoro adatto solo alle persone. Siamo stati abituati a un modello dove c’era diretta connessione tra la formazione e un lavoro stabile. Più era alta la prima, più era alto lo stipendio atteso. L’evento più doloroso che poteva capitare era spostarsi nel Nord Italia per fare un lavoro adeguato al corso di studi. È andata bene per molti (soprattutto in Italia) fino al secolo scorso. Ora sembra non esistere più quel confine italiano, dato che ci sono, accanto a un nucleo di grandissime imprese internazionali, miriadi di piccole imprese con un alto tasso di mortalità. Pertanto, dobbiamo abituarci a gestire tanti datori di lavoro, dappertutto, spesso contemporaneamente. A patto di istruirsi per farsi una competenza differenziante, e di essere capaci di cambiarla spesso.

L’istruzione è uno strumento molto utile, ma non può risolvere tutti i problemi dei tanti lavoratori che saranno a breve spiazzati da macchine dedicate ai lavori automatizzabili. I friggitori di patatine non possono diventare ingegneri e ricollocarsi. Molti lavori ora li fanno le macchine, ecco perché dobbiamo guardare ad altre mansioni per contrastare questa spinta alla metamorfosi del lavoro in commodity, altrimenti ne subirà le conseguenze il nostro “valore”.

Occorre un cambiamento enorme.

Dalla profezia degli  anni ’90 “la rete è il computer“, ora il più importante cambiamento è che il computer entra in ogni oggetto. Se ogni oggetto è un computer cosa si potrà fare? Tutto quello che immaginiamo. Per questo c’è bisogno di tanto lavoro, sia creativo sia di messa in opera.

Abbiamo appena finito di connettere con la rete – più o meno bene, più o meno per tutti – il mondo occidentale per lo scambio delle informazioni. L’opera di portare il mondo materiale e ogni business nel mondo digitale è appena cominciata. I benefici non sono stati distribuiti in modo uniforme, certo, ma per per quello che godiamo in termini di ricchezza, formazione, eliminazione della forma classica della schiavitù, allungamento della vita media e drastica riduzione della mortalità infantile, dobbiamo tutto alla tecnologia. Che è andata così a fare da sottofondo nelle nostre vite e che chiamiamo semplicemente progresso

.

C’è bisogno di idee su come mettere un computer dentro un altro per inventare un nuovo mondo. Esempi di un computer (ovvero un mix di hardware e software) dentro un altro? L’Internet delle cose, l’industria 4.0 e le smart city, le imminenti applicazioni per la realtà virtuale sugli smartphone, per esempio. Tutto ciò è possibile oggi grazie allo sviluppo tecnologico applicato agli smartphone. È questa inaspettata diffusione in tutto il mondo che ha abbassato i costi di sensori, giroscopi, connettività, geolocalizzazione, eccetera. Abbiamo nelle nostre mani tanta potenza computazionale a costo infinitesimale.

IoT

http://www.slideshare.net/torstenbraun/internet-of-things-and-future-internet

Le automobili che guidano da sole arriveranno, a breve, e avremo bisogno di tanti altri lavori in futuro che ora non possiamo nemmeno immaginare. Ciò non può esimerci dal crearli ora, anche e soprattutto con l’immaginazione, perché il 99% della tecnologia digitale è nelle nostre tasche. Gli strumenti sono tornati (o arrivati, direbbe Marx) nella disponibilità di tutti, e con essi renderemo più facile e veloce la costruzione di un futuro condiviso.

C’è da aggiungere un quarto punto alla definizione di Frase sul lavoro: la libertà. Se le macchine ci liberano dal lavoro, la libertà è inventarci un nuovo lavoro per dare un senso alla nostra esistenza.

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massimochi

Massimo Chiriatti è un tecnologo con Master nella gestione dell’ICT, descrive l’economia digitale e osserva le conseguenze sulle persone, in particolare sull’occupazione.
Collabora con il Sole24Ore-Nòva100.
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5 commenti su “Un computer in ogni oggetto, ecco la formula magica per creare i tanti lavori del futuro

  1. lallo il said:

    Un articolo vuoto, totalmente vuoto, un gioco semantico del nulla e di concetti messi a casaccio senza alcuna tenuta sostanziale. Il fulcro è la parola COMPUTER, che evidentemente, stimola le fantasie orgasmiche dell’autore. Fondamentalmente un articolo che può definirsi scritto da un talebano del progresso a prescindere, basato su dogmi privi di qualunque consistenza.

    • Massimochi il said:

      Grazie per il commento pieno, ma talmente pieno di dettagli e spiegazioni che sembra essere stato scritto da un COMPUTER. Non può essere un umano, dato che è così privo di consistenza.

  2. 元サーファー il said:

    Massimo

    finalmente sei ri-tornato; era da un pò che non Ti leggevo (di qua).

    Il Bimbetto, Ti ha tenuto – o tiene – a freno: mordiLo sulla capa. Sempre!

    Behhhh, per il Tuo criticone, lAllO:

    “The Computer is incredibly fast, accurate and stupid.

    Man is unbelievably slow, inaccurate and brilliant.

    The marriage of the two is a force beyond calculation”.

    L. M. Cherne – (era il vicino) 1977

    Consigli/o di/la lettura – in particolare, a Lui [son freschi e certificati (nelle referenze e nei riferimenti, soprattutto): anche in English, così alleni il cervello; (e) non solo socialmente]:

    1- P. Urbiola [Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA), Research Digital Regulation Unit, the], “The impact of technological advances on the labour market” – October 19, 2016
    [(in) Digital Economy Outlook. October 2016, Pp. 6-7 / 16]
    https://www.bbvaresearch.com/wp-content/uploads/2016/10/DEO_Oct16_Cap2.pdf

    2- A. Arellano, N. Cámara [BBVA, Research Digital Regulation Unit, the], “Digital divide and development: an analysis of asymmetries in Internet use” – October 19, 2016
    [(in) Digital Economy Outlook. October 2016, Pp. 8-9 / 16]
    https://www.bbvaresearch.com/wp-content/uploads/2016/10/DEO_Oct16_Cap3.pdf

    Ps: Massimo devi sapere che i “sociologi it-ALICI” – o chi Li pratica abitualmente -, sono davvero una brutta razza; “pensano” in grande (ie, “di saper tutto”), dimenticandosi di essere sempre (e solo) dei nani (ossia, infinitesimali – e non solo su questa Terra; dimensione).

    Surfer

  3. 元サーファー il said:

    Employees in Asia Pacific (APAC) are relatively familiar with their Company’s vision, mission and cultural values, compared to the Global average.

    54% of APAC Employees say they can recite them, while globally only 32.5% say the same.

    These are some of the findings of the 2017 Employee Engagement Report[1] by TINYpulse.

    The report is based on the anonymous responses from 1 million Employees at over 1,000 Companies Worldwide.

    Being aware of the Company vision, mission and values, however, doesn’t necessarily mean Staff feel connected to them, as APAC Employees score below the average with regards to workplace happiness.

    Ketti Salemme, Communications Manager (CM) at TinyPulse, revealed that 28% of Employees in APAC reported feeling happy at work, while 30% of Employees around the World said the same.

    “There is not a huge difference, but it does show that [the] majority of Employees, [both] in and out of the APAC region, do not feel happy at work”.

    One of the matters impacting People’s workplace happiness globally is internal communications.

    Worldwide, on average only just over half (55%) of Staff give interactions with their Boss a 9 out of 10 or higher.

    In APAC, the number drops to 40%.

    l- – – – –
    [1] TINYpulse (Staff, Economic and Research, the) “The broken bridges of the workplace: 2017 employee engagement report” – February 12, 2017
    https://www.tinypulse.com/2017-employee-engagement-report-workplace-trends-culture-transparency-performance-reviews [Reserved, download – in pdf]

    [*] S. Son (TINYpulse, blog, com, in/the) “The rapid changes of the working World” – February 12, 2017
    https://www.tinypulse.com/blog/changes-of-the-working-world-infographic
    – – – – -l

    Surfer

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