USA, UE e Cina: un duello a tre sull’innovazione

Tempo stimato di lettura: 8 minuti
A cura di Pietro Gagliardi

Un Leader, un Eterno-Secondo, e un Contendente

I Paesi che desiderino ottenere degli standard di vita ottimi e una buona crescita a lungo termine devono compiere miglioramenti nel campo della produttività. Questo, a sua volta, dipende fortemente dall’innovazione. Gli stati, per innescare e sostenere l’innovazione, necessitano prima di tutto di un ambiente socio-economico, finanziario e istituzionale favorevole. L’innovazione, tuttavia, non nasce da sé: richiede persone capaci di dare impulso all’innovazione (quindi espandendo la frontiera tecnologica), e capaci di adottare l’innovazione prodotta (collocando l’economia dunque sulla frontiera).

Prendendo in considerazione i fattori citati, il quadro globale presenta gli Stati Uniti come leader, l’Unione Europea come un eterno-secondo con gravi difficoltà, e la Cina come un futuro possibile contendente degli USA.

La Giusta Prospettiva

La situazione attuale può essere analizzata in due modi: tramite un’istantanea, e in maniera dinamica. Ciascuno di questi due modi da solo produrrebbe una rappresentazione parziale e distorta della situazione corrente: sono necessari entrambi per ottenere la giusta prospettiva.

Tra le tre entità prese in considerazione, gli USA sono difatti il leader. L’UE segue gli USA relativamente da vicino, mentre la Cina sembra rimanere indietro. Il PIL pro-capite nel 2015 era superiore a $55,000 negli USA. D’altra parte, l’UE segue con un GDP pro-capite di circa £38,000, mentre la Cina rimane indietro con soli $14,000. Uno schema simile si ritrova anche in termini di produttività del lavoro: gli USA sono leader con un livello di produttività del lavoro per persona di circa 119 mila dollari. L’UE si trova a 90 mila dollari, mentre la Cina si ferma sotto i 27 mila dollari. Infine, la leadership americano è chiara anche in termini di registrazione di brevetti: più di 1,500 brevetti ogni milione di abitanti sono stati registrati negli USA nel 2014, mentre l’UE segue con circa 1,000 brevetti. Anche in questo caso la Cina non raggiunge il livello dei suoi competitor, fermandosi sotto agli 800 brevetti.

Questa rappresentazione statica dello stato delle cose, tuttavia, è parziale. Da un’analisi dinamica, invece, si può estrapolare che mentre gli USA sono ancora leader nell’innovazione, la Cina gli sta raggiungendo a grande velocità. Nel frattempo, l’UE segue gli USA con crescenti difficoltà, perdendo terreno specialmente dalla scoppio della crisi nel 2008.

Nel 2015, il PIL pro-capite è cresciuto di circa l’1.6-1.7% sia negli USA sia nell’UE. In Cina è aumentato del 6.4%. In modo ancora più stupefacente, il GDP pro-capite cinese è aumentato di 14 volte dal 1990 al 2015, mentre negli USA e nell’UE solo di 2 volte e mezzo. L’UE, in particolar modo, ha smesso di recuperare gli USA dagli anni 80, e dalla crisi del 2008 il divario tra i due è anzi aumentato. In termini di produttività, la crescita Cinese è stata particolarmente forte nell’ultima decade, con punte di crescita al 10% e 12% nel 2006 e 2010 (anche se dal 2015 sta rallentando, con un tasso di crescita sotto al 4%). Durante lo stesso periodo, i tassi di crescita europei e americani non sono mai stati superiori al 3% e anzi spesso sotto al 2%. Uno sviluppo simile si ritrova anche nel campo dei brevetti. Gli USA sono sempre stati il Paese con più brevetti registrati tra i tre. L’UE stava recuperando terreno rispetto agli USA fino alla fine degli anni 90, ma da allora sta perdendo terreno, specialmente dal 2008. Infine, la Cina, da praticamente zero brevetti registrati nel 1999, ha quasi raggiunto il livello dell’UE, grazie a tassi di crescita incredibilmente alti.

Considerare la situazione nei suoi aspetti statico e dinamico assieme ci dà una buona prospettiva generale: gli USA sono sempre stati leader nell’innovazione, mentre l’UE si è trasformata da un inseguitore determinato ad un eterno-secondo zoppicante. La Cina invece, da un livello piuttosto basso, ha velocemente recuperato terreno sia sull’UE sia sugli USA, e sta diventando ora in un vero contendente degli USA nel campo dell’innovazione.

Un Ambiente Favorevole all’Innovazione

Un capitale umano di alta qualità, infrastrutture efficienti, un settore finanziario sviluppato, e istituzioni affidabili sono elementi necessari per costruire un ambiente favorevole all’innovazione.

Il capitale umano è probabilmente il più importante fattore di successo economico di lungo termine di un Paese. Il capitale umano include tutte le capacità e conoscenze che risiedono nelle persone e che possono essere messe a frutto. L’indice di capitale umano del World Economic Forum (WEF) ci dà un’immagine chiara: sia gli USA sia l’UE registrano una buona performance (con punteggi di circa 78.5/100) con gli USA leggermente avanti, mentre la Cina rimane indietro di 10 punti. È interessante mettere in evidenza il fatto che 14 stati dei Top 20 sono membri dell’UE. Anche in termini di spesa pubblica sull’educazione, gli USA sono leader con il 5.2% del PIL nel 2014, l’UE segue col 4.9%, mentre la Cina ha speso solo il 3.6% del suo PIL. Inoltre, gli USA possono contare su un forte contributo privato, specialmente nel campo universitario. Anche in quest’ultimo possiamo ritrovare il solito schema: tra le 100 migliori università nel mondo, 30 sono americane (24 se si guarda alle facoltà di ingegneria e tecnologia), 33 sono nell’UE (25), e solo 4 sono Cinesi (6).

Lo sviluppo di infrastrutture efficienti, integrate e affidabili rende possibile l’innovazione, riducendo i costi e ampliando il mercato sia per gli input sia per l’output della produzione. Un’immagine statica della qualità dei network di infrastrutture rivela nuovamente il tipico schema: la qualità delle infrastrutture americane è valutate pari a 5.9 su 7 dal WEF; quelle europee sono valutate poco al di sotto di 5.8; mentre la qualità delle infrastrutture cinesi rimane al di sotto di 4.7. Ciò nonostante, un’analisi dinamica mostra che, sia nell’UE sia negli USA, i tassi di investimento sulle infrastrutture sono diminuiti rispettivamente dello 0.4% e dello 0.2% del PIL nel periodo 2008-2013. Al contrario, nello stesso periodo, gli investimenti in Cina sono aumentati dello 0.7%. inoltre, su base annuale, la Cina spende sulle infrastrutture più di quanto facciano USA, Canada e Europa occidentale messe assieme: gli investimenti cinesi ammontano circa all’8.6% del PIL mondiale (contro un cumulativo 5%).

L’innovazione dipende anche dalla solidità del settore finanziario, il quale fornisce il finanziamento necessario alle aziende per investire nella tecnologia e alle startup per nascere. Nel mondo dell’innovazione, il venture capital (VC) è particolarmente importante. Gli investimenti di VC negli USA negli ultimi due anni è stato pari circa allo 0.2% del PIL, mentre nell’UE si è fermato ad un ben minore 0.03%. il divario con gli USA è aumentato in particolar modo dal 2008, raggiungendo circa €25 miliardi. Al contrario, nonostante sia partita da un livello basso, la Cina sta vivendo un periodo di incredibile aumento di VC, il quale è cresciuto di 7 volte negli ultimi 5 anni (in parte anche grazie alla partecipazione dello stato in fondi VC). La Cina ha superato l’UE in termini di disponibilità di VC, e sta colmando rapidamente l’attuale divario con gli USA. Uno dei fattori che ostacolano il finanziamento di startup nell’UE è la maggior difficoltà per gli investitori di rivendere le proprie quote tramite i mercati azionari, a causa della loro dimensione ridotta. La capitalizzazione totale dei mercati azionari dell’area euro è pari al 47% del PIL della zona, minore della capitalizzazione totale in Cina (48%) e fortemente minore di quella degli USA (146%). I mercati azionari europei non solo sono di minor dimensione, ma sono anche frammentati su base nazionale, dunque riducendo la liquidità e le possibilità di uscita degli investitori.

Nel contesto dell’innovazione, anche le istituzioni ricoprono un ruolo fondamentale: i diritti di proprietà, i diritti di proprietà intellettuale, trasparenza, l’efficienza del sistema legale e le garanzie degli investimenti esercitano una forte influenza su quante un ambiente economico sia favorevole all’innovazione. Non c’è praticamente alcun divario tra gli USA e l’UE in queste categorie, mentre la Cina ha una performance particolarmente peggiore. L’ambiente istituzionale potrebbe, a dire il vero, essere una delle maggiori sfide che la Cina dovrà superare per diventare un vero contendente degli USA.

Dare Impulso all’Innovazione

Un ambiente favorevole all’innovazione ovviamente non è sufficiente: l’innovazione deve essere creata. Dare impulso all’innovazione necessita di scienziati e ingegneri, di un alta spesa delle aziende su ricerca e sviluppo, l’acquisizione di prodotti tecnologici avanzati, collaborazioni tra università e imprese, e un’alta qualità della ricerca scientifica. In tutti questi settori, gli USA sono un leader a livello mondiale. Ciò che più stupisce è che in tutti questi campi (eccetto la qualità della ricerca scientifica), l’UE è stata sorpassata dalla Cina, la quale sta velocemente raggiungendo gli USA. La performance deludente dell’UE può essere principalmente spiegata sulla base di deboli collegamenti tra imprese e scienze, della bassa commercializzazione dei risultati della ricerca scientifica, e dell’impatto negativo della crisi economica. In particolare, mentre la quota delle imprese nella spesa totale sulla ricerca e lo sviluppo in Cina e negli USA è rispettivamente del 74% e del 60%, nell’UE si ferma al 50%.

I risultati dell’attività di innovazione possono essere stimati utilizzando il numero di brevetti registrato. Come è già stato detto, gli USA sono leader anche in questo caso, con oltre 1,500 brevetti per milione di abitanti. L’UE si è bloccata nel processo di raggiungimento degli USA: anzi, dal 2008, il divario con gli USA è aumentato. Al contrario, la Cina sta crescendo in questo settore, raggiungendo quasi 800 brevetti per milione di abitanti, e dunque raggiungendo quasi l’UE. Anche in termini di hub di innovazione, gli USA sono leader con 9 hub tra i principali 20 del mondo, mentre la Cina si ferma a 2 (Shenzhen che è seconda, e Pechino che è quarta). Anche in questo caso, l’UE registra una performance debole con un solo hub nella top 20: Einhoven (Olanda), che è diciannovesima.

Assorbire l’Innovazione

La ricerca e lo sviluppo possono espandere la frontiera dell’innovazione. Tuttavia, perché l’innovazione prodotta sia utile, deve essere adottata dalle imprese. La capacità delle imprese di assorbire l’innovazione può essere analizzata mettendo a confronto la disponibilità delle ultime tecnologie, l’assorbimento tecnologico al livello della singola impresa, e il transfer tecnologico. In tutti questi campi, gli USA rimangono i migliori, l’UE si ritrova seconda. La Cina rimane ancora indietro rispetto agli USA e all’UE, ma sta facendo grandi passi avanti recentemente. Il divario principale tra l’UE e gli USA si trova nell’assorbimento tecnologico a livello delle imprese, mentre nel caso della Cina il divario principale è nella disponibilità delle ultime tecnologie.

Un’Economia Dinamica

Una volta che nuove idee vengono trasformate in nuovi prodotti e servici, la presenza di un ambiente dinamico diventa un fattore cruciale. Un economia per essere dinamica necessità della “distruzione creativa”: imprese vecchie e inefficienti devono lasciare il posto a imprese più giovani e innovative. L’ambiente imprenditoriale europeo manca fortemente di questo dinamismo. Ciò è dovuto parzialmente alla larga porzione di imprese statiche, ovvero imprese che crescono meno del 5% o diminuiscono meno del 5% all’anno in termini di occupazione, mentre la porzione di imprese a forte crescita rimane piccola.

Un’economia è dinamica anche quando fare impresa è facile. Ciò può essere analizzato sulla base della facilità di aprire una nuova impresa, ottenere permessi, registrare una proprietà, ottenere credito, far rispettare i contratti e commerciare con l’estero. La Cina registra la peggiore performance in tutte queste aree, mentre l’UE segue da vicino gli USA. L’UE ha una miglior performance degli USA solo nel settore del commercio estero. Questo tuttavia potrebbe essere ingannevole, in quanto le statistiche non distinguono tra commercio intra-UE e extra-UE.

La Parità di Potere d’Acquisto

Ciò che puoi comprare negli USA con $100 è lo stesso di ciò che puoi comprare nell’UE o in Cina con la stessa somma? Un modo per considerare questo problema è tramite le lenti della teoria della parità di potere d’acquisto (PPA, PPP in inglese). Questa teoria afferma che nel lungo periodo i tassi di cambio della valuta dovrebbero muoversi vero il tasso che rende uguali i prezzi di un identico paniere di beni e servizi in due Paesi. Dal 1986 l’Economist ha applicato questa teoria alla realtà tramite l’indice Big Mac, che mette a paragone il prezzo del famoso hamburger, per osservare se le valute siano al loro “giusto livello”. Prendendo i dollari americani come punto di riferimento, possiamo notare che, nel Luglio 2016, un Big Mac costava $5.04 negli USA, $4.21 (€3.82) nella zona euro, e solo $2.79 (18.60 Yuan) in Cina. Quanto emerge, dunque, è che l’Euro è sottostimato del 16.6% e la valuta cinese del 44.7% rispetto al dollaro americano. Inoltre, lo Yuan è sottostimato del 33.8% rispetto all’Euro. Questi risultati rimangono invariati anche quando si prende in considerazione il peso del PIL (anche se con percentuali minori di sottostima). La Cina ha dunque un grande vantaggio sugli USA e l’UE nell’attrarre investimenti e imprese, in quanto con lo stesso ammontare di dollari si può comprare di più in Cina che nell’UE o negli USA.

Conclusione

Gli USA mantengono ancora una forte presa sulla leadership nella gara dell’innovazione: in tutti i settori discussi, gli USA registrano ancora una performance migliore dell’UE e della Cina. Al contrario, l’UE sta inesorabilmente andando alla deriva: mentre fino agli anni 90 l’UE stava recuperando gli USA, da allora questo processo di avvicinamento si è fermato e i divari sono anzi aumentati dal 2008. Inoltre, l’UE è stata sorpassata dalla Cina in aree come la disponibilità di VC e la capacità di dare impulso all’innovazione. In queste aree, la Cina ha ottenuto grandi miglioramenti ed è sulla giusta strada per colmare il divario con gli USA. Anche in altri settori in cui la Cina è ancora indietro rispetto agli USA e all’UE (come il capitale umano e le infrastrutture), sta facendo grandi passi avanti in tempi rapidi. Inoltre, la Cina può ancora contare su una valuta fortemente deprezzata rispetto al proprio “giusto livello”. Tuttavia, mentre di certo è sulla giusta strada per diventare un vero contendente della leadership nell’innovazione, la Cina deve ancora affrontare importanti sfide, le quali risiedono principalmente nei campi delle istituzioni e della facilità di fare impresa.

Una Nota Finale: la Brexit

In questo articolo, la performance dell’UE equivale alla performance media dei 28 stati membri, pesate in base al loro PIL. È importante notare che il risultato del referendum inglese sulla adesione all’UE avrà un impatto negativo sulla performance dell’UE. D’altronde, tutte le più prestigiose università europee sono in realtà inglesi (Oxford, Cambridge, LSE, e UCL). Il triangolo Oxford-Cambridge-Londra è uno dei più importanti nell’UE in termini di innovazione. Londra è stato l’hub finanziario che ha servito l’intera UE fino ad ora, fornendo servizi finanziari e venture capital. L’economia britannica è inoltre una delle più innovative e dinamiche dell’intera UE.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari
Precedente Homo Oeconomicus vs Homo Politicus: 2 fisso Successivo Un lungo giovedì (Simpathy for the Devil)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.