Viaggi intergalattici: esperti in comunicazione

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Nel Castello il telefono funziona in modo perfetto, si capisce; a quel che mi si dice lo usano di continuo, il che naturalmente accelera molto il lavoro. Queste comunicazioni ininterrotte noi le sentiamo al telefono come un canto e un brusìo, che lei certo ha già udito. Ma quel brusìo e quel canto sono l’unica cosa precisa e degna di fede che i nostri telefoni ci trasmettono, tutto il resto è un inganno.

Franz Kafka

 

Sintetizzate il nuovo codice numerico 676063299199983342280 e collegatevi alla corteccia cerebrale del maggiore Thomas “Tom” Hodgkinson. Un nuovo viaggio intergalattico è disponibile sul vostro canale vertebrale. Il simulatore vocale avvisa di un nuovo documento sonoro digitale pronto per l’iniezione. Chiudete gli occhi e avviate la connessione.

Il nostro contatto con gli abitanti di Zeldon38 iniziò ben prima dello sbarco. Ci venne infatti incontro una navicella d’attracco con a bordo 7 intelligenze artificiali. Quando entrammo in contatto fu chiaro che stavano raccogliendo dati ed informazioni sul nostro conto in modo subdolo e poco trasparente. I robot della nostra nave erano infatti tutti in allarme e li tenemmo a bada, non senza fatica, per evitare un incidente diplomatico.

Ci fu concesso all’ingresso nell’atmosfera un visto  per una mezza giornata locale, assolutamente insufficiente per la missione. Sbarcammo lo stesso ma con un astuto programma di intelligence : far uscire 3 droni gassosi con altrettante intelligenze artificiali, spediti a raccogliere dati su quel pianeta poco ospitale. Per loro natura i droni gassosi erano invisibili: un ingegnoso e segreto brevetto dal nostro pianeta Piano Inclinato.
Quel che segue, dopo il codice missione, è il rapporto di restituzione delle intelligenze artificiali quando furono riportate dallo stato gassoso a quello solido a 3700° sotto zero, mentre stavamo già tornando a casa sulla nostra astronave. Non c’è molto da aggiungere su quel luogo infelice, incatenato al controllo, alla propaganda personalizzata ed alla violenza psicologica. A seguire il rapporto nella sua versione integrale….

ZeldonVersion:1.0 StartHTML:0000000167 EndHTML:00000013307777789contact StartFragment:0000000454EndFragment:Artificialintelligence0000001314Robokey9033347::::Su Zeldon38 regnano gli “esperti in comunicazione” organizzati in una casta sacerdotale. Manipolano l’informazione e si sono infiltrati in tutti i media planetari, nei sistemi di comunicazione, le reti, le compagnie telefoniche e le trasmissioni telepatiche. Agli esperti non interessa informare, ma costruire consenso controllando i dati ed interpretando i flussi. Ne consegue che l’informazione è solo uno dei molteplici strumenti disponibili per ottenere il solo scopo: condizionare le menti. L’infiltrazione ha portato ad una regressione del giornalismo locale ridotto a commento di fatti sempre distorti alla fonte e piegati al volere degli esperti. La stessa tecnologia è a disposizione della casta e fondamentalmente risulta essere il sistema di raccolta dati più efficiente nella galassia. Di ogni abitante di questo sfortunato pianeta sono censiti illegalmente milioni e milioni di dati essenziali senza alcuna autorizzazione. Appositi algoritmi ne mappano i comportamenti futuri a partire da tutti i dati storici. Il tutto è a integrale disposizione degli esperti in comunicazione, che verificano le proiezioni degli algoritmi con sondaggi quotidiani.

Non c’è più nessun disegno politico che non sia lo schiacciare le singole individualità sotto ad una coltre minacciosa di paure, minacce psicologiche, pericoli inventati, pensati per generare un’opportuna rabbia ed un esagerato bisogno di protezione. La speranza crea disagio e repulsione, la “smania d’altruismo”, come la chiamano qui, viene curata con uno sciroppo che riporta ad opportuni livelli l’egoismo qualsiasi essere vivente. Prevale lo stratagemma, la distorsione di ogni narrazione e la falsificazione di qualsiasi processo logico o evidenza empirica. Gli assassini sono innocenti e gli innocenti sono assassini, ci pensano le modalità di comunicazione a costruire i ruoli e la verità resta cosa trascurabile alla fin fine, se non inutile. Sistemi di monitoraggio video sono trasmessi a qualsiasi ora del giorno e della notte ed elaborati da una potente piattaforma collegata a milioni di algoritmi che scannerizzano la vita di ogni abitante di Zeldon38, anche nei momenti intimi e personali. Noi stessi apparentemente ospiti e quindi riveriti siamo oggetto di costante controllo:::::::0000000167 EndHTML:0000001330missionStartFragment:0000000454 EndFragment:Artificialintelligence0000001314Robokey9033347Zeldon38key::::

Così si chiudeva il rapporto trasmesso dalle nostre intelligenze artificiali all’archivio digitale. Salimmo sull’astronave senza esitazioni dopo ipocriti convenevoli con qualche oscuro funzionario locale. I propulsori dell’astronave ci portarono rapidamente fuori dall’atmosfera…. La casta, a partire dalle elaborazioni dati conosceva le inclinazioni di ogni singolo abitante di Zeldon38, le minime variazioni nei temi esistenziali di ogni individuo rispetto agli anni precedenti, le cartelle cliniche, le scelte economiche, i legami affettivi, le simpatie politiche, i piccoli e grandi tradimenti e tutto in tempo reale. L’ossessionante controllo intercettava i desideri prevalenti, le paure, i bisogni di ogni essere vivente e li offriva automaticamente all’elaborazione algoritmica degli esperti in comunicazione, producendo dettagliate mappature psicologiche da utilizzare a fini propagandistici.

Zeldon38 era sostanzialmente un inferno.

 

Qualcuno doveva aver diffamato Josef K. perché, senza che avesse fatto nulla di male, una mattina venne arrestato. La cuoca della signora Grubach, la sua padrona di casa, che ogni giorno verso le otto gli portava la colazione, quella volta non venne. Ciò non era mai accaduto. K. aspettò ancora un po’, guardò dal suo cuscino la vecchia signora che abitava di fronte e che lo osservava con una curiosità del tutto insolita in lei, poi però, meravigliato e affamato a un tempo, suonò. Subito qualcuno bussò e entrò un uomo, che egli non aveva mai visto prima in quella casa.

Franz Kafka

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