Viaggi intergalattici: senza sapere.

A me sembra che dal punto di vista metodologico la cosa peggiore per una scuola sia far leva soprattutto sulla paura, sulla costrizione e sull’autorità artificiosa. Tale impostazione distrugge i sentimenti sani, la sincerità e la fiducia in se stessi degli alunni, producendo soggetti passivi. […] È relativamente semplice mettere al riparo la scuola da questo che è il peggiore di tutti i mali. Basta dotare gli insegnanti del minor numero possibile di strumenti coercitivi, in modo che per essi l’unica fonte di rispetto da parte dell’alunno siano le loro qualità umane e intellettive.                                 

Albert Einstein

 

Trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere.

Piero Calamandrei


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Su Argon III in un sistema di pianeti gemelli illuminati e scaldati dalla stella Sirio sbarcammo con la nostra astronave nel novantesimo anno intergalattico. Fummo accolti con molti onori ed alloggiati in un albergo con una stupenda vista sul caratteristico mare rosso, mentre i tipici alberi azzurri del pianeta erano appena fioriti: uno spettacolo di rara bellezza che attirava visitatori da tutto l’universo. Eravamo in missione per conto della coalizione per registrare un classico errore ormai entrato a sistema e che purtroppo su Argon III aveva creato più di un problema. Per raccogliere dati e registrare testimonianze ci era stata fornita una lista dalle autorità locali e parallelamente ne avevamo anche una nostra riservata.
Partimmo dalla loro lista, non avevamo motivo di dubitare del governo locale e della fama che lo caratterizzava in tutta la galassia come di un esecutivo collaborativo e leale. 

Dopo sette od otto colloqui prendemmo però in considerazione la nostra lista: chi avevamo incontrato ricordava poco, raccontava male, si esprimeva peggio, semplificava situazioni complesse e cadeva in frequenti contraddizioni, detto in una parola non era un campione attendibile. Come mai? Cosa era successo? Erano soggetti adulti, giovani e grazie ai nostri test fu chiaro che la loro non era una strategia comunicativa, ma era semplice incapacità a ricostruire in una narrazione eventi storici e sociali, secondo una logica e da prospettive obiettive. Dalla nostra lista emerse un nome: Asterold Zan, un anziano oppositore degli attuali regnanti che viveva nel nord del pianeta, dove le temperature erano particolarmente miti e la natura incontaminata. Quel territorio ospitava pochi insediamenti alieni. Con la scusa di alcune ricognizioni scientifiche ottenemmo un visto e dopo tre giorni eravamo in una stanza con Asterold ed i nostri segretari robotizzati multilingue e multiscan.

Asterold ci chiese come mai fossimo arrivati fin là e perché non avessimo prelevato i nostri campioni a sud. Sorrideva aspettando la risposta. Uno dei robot gli stava rispondendo quando lui alzò la mano per interromperlo: 
“Conosco la situazione molto bene, lasci perdere….” Da qui ebbe inizio la sua relazione, precisa, ordinata, accompagnata da documenti ed interpretazioni di terzi e decisamente esaustiva. Asterold ci raccontò di come su Argon III si fosse lentamente diffuso un virus mentale che guardava alla conoscenza ed alla saggezza come a qualcosa di superfluo. Le scuole si erano rapidamente trasformate non tanto in spazi educativi e di apprendimento, ma in parcheggi temporanei per i minori mentre i genitori erano al lavoro. Lo Stato iniziò ad investire sempre meno nell’istruzione, toccando investimenti così bassi da subire vari richiami all’interno dell’alleanza intergalattica. Le scuole erano diventate rapidamente luoghi brutti, poco curati negli arredi e con servizi igienici poco accoglienti, pareti dai colori spenti, infissi in pessimo stato, pavimenti rovinati. Le scuole diventarono come gli ospedali, le carceri ed i tribunali: luoghi in cui si era costretti ad andare a trascorrere parte del proprio tempo, non vedendo l’ora di uscirne,….

I docenti erano malpagati, con una motivazione calante, per non dire scarsa, e sempre meno inclini ad aggiornarsi e ad affrontare idee e percorsi innovativi o semplicemente a cambiar ricetta per catturare l’attenzione: si riscaldava il solito brodo di anno in anno, così come di anno in anno calavano lentamente le risorse finanziarie disponibili per libri, laboratori, materiali, arredi e nuovi spazi di apprendimento. E gli studenti? Parallelamente sempre meno studenti concludevano il loro percorso di studi e nella galassia si registrava proprio su Argon III  il livello più basso di istruzione terziaria di quel sistema planetario. Asterold ci spiegò come le difficoltà con i primi candidati all’intervista erano la logica conseguenza di un’ignoranza sempre più diffusa che ormai aveva limitato le capacità delle menti organiche, riducendole alla pigrizia ed a risolvere solo questioni elementari. Il pianeta era ovviamente fermo, incapace di produrre innovazione tecnologica e sociale. L’atmosfera ristagnava nella palude di una burocrazia decrepita ed inadeguata mentre l’ignoranza ormai imperava mettendo a repentaglio l’ordine pubblico.

Come andò a finire su Argon III? Asterold ci raccontò che il pianeta aveva vissuto un lento ma inesorabile declino legato all’impossibilità di appropriarsi di semplici strumenti come la capacità di raccontare e riassumere un testo scritto od una situazione vissuta o di seguire una sequenza logica, fino a capire a stento il manuale d’uso di un comune elettrodomestico. Ad un certo punto i vecchi ed ancora preparati governanti superstiti corsero ai ripari, prima che l’ignoranza avvelenasse con la violenza quelle terre e si sottomisero al protettorato dei vicini del pianeta Argon II che mandarono migliaia di robot avanzati per gestire le situazioni complesse e personale qualificato addetto alla programmazione, al controllo ed alla stabilizzazione del pianeta. Costoro erano a tutti gli effetti gli attuali dirigenti. In sostanza Argon III era oggi una colonia di Argon II e la popolazione autoctona era per lo più dedita a mestieri semplici legati al turismo, vista la bellezza del pianeta che attirava turisti da tutta la galassia.

“Come è finita su Argon III? Abbiamo fatto passi indietro come i gamberi ed ora siamo semplici sudditi di poco valore. ” – disse Asterold con tristezza.

Molto si è parlato in questi ultimi tempi dei diritti dell’uomo, e specialmente dei diritti del lavoratore, ma è giunto il momento di parlare dei diritti sociali del bambino. La questione sociale dei lavoratori è stata fondamentale per le trasformazioni sociali, poiché l’umanità vive unicamente del lavoro umano: da quel problema dipendeva quindi l’esistenza materiale dell’umanità intera. Ma se l’operaio produce ciò che l’uomo consuma e crea nel mondo esteriore, il bambino produce l’umanità stessa, e pertanto i suoi diritti ancora più palesemente esigono trasformazioni sociali. È evidente che la società dovrebbe prodigare ai bambini le cure più perfette e più sagge, per ricavarne maggior energia e maggiori possibilità per l’umanità futura. 
Maria Montessori

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