King Crimson nel jukebox all’idrogeno

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Voi dite e io eseguo, mio fido elettorato, qui per voi il jukebox all’idrogeno è creato. Con mastro Roberto Fripp guitarrista e le sua banda  King Crimson non è semplice l’agone. Tutta la rete ha ripulito puntigliosamente e delle sue musiche resta poco se non assaggi di cui ci facciamo paggi. Il nostro non ama diluirsi in rete.
Fripp è un faro per me. Non ne ho mai scritto, per timor reverenziale…Troppa ammirazione la mia per mettermi a ciarlare. King Crimson hanno dato un’impronta definitiva al progressive, ricamando melodie delicate alle poesie di Sinfiled, imbastendo negli anni 70 un rock duro e quadrato, ma intriso di musica contemporanea, dopo una decade hanno sperimentato la new wave con l’incarnazione degli anni 80, e avanti  fino ai giorni nostri con album degnissimi come Thrak e con Fripp che in solitaria si fregiava di suonare con Eno, Bowie, Sylvian  e tutto il meglio della scena pop, rock ed elettronica.
Allora partiamo Madame e Messeri che le parole si perdono nel vento e al vento ritornano in uno splendore abbagliante d’impermanenza.

Ci sono nel cosmo angoli remoti lontani anni luce e mi piace venire qui ogni tanto per passeggiare su questi viali ombreggiati e silenziosi in un ribollire di piombo e mercurio. Ogni volta mi stupisco della bellezza di queste isole dove si trovano insenature che riflettono diversità di ambienti, altri panorami, altre epoche geologiche, altri ricordi. Nella mia personale percezione, questo non è un luogo di vacanze, bensì un non luogo dove si celebra la memoria e la si rende tangibile per mezzo di una magnifica iconografia: qui si assurge all’eternità, che è l’aspirazione talvolta inconsapevole di ogni essere umano. Qui fra queste isole. Solaris avrebbe detto Andrej Arsen’evič Tarkovskij.

La foschia si è appesantita ed ora piove, cade un’acqua leggera e brumosa che bagna con delicatezza, mentre la luce si sta facendo opaca e morente e le ombre si insinuano tra angeli dolenti, ali spiegate nell’ultimo volo e porte socchiuse sul nulla. Qui perso nel cosmo di un incubo rosso, rimbalzo fra costellazioni ridotto a brandelli di polvere cavalcando onde gravitazionali.

Quando arriva la sera vado a letto presto, chiudo la porta pneumatica, accendo l’arricchitore di ossigeno e alle dieci sono già ubriaca di sonno e sprofondo nel niente. Però alle quattro o al massimo alle cinque di mattina mi sveglio e ascolto le poche auto lontane in un sussurrare di pneumatici su strade fradicie di pioggia

Mi alzo e guardo fuori dalla finestra: passano poche auto, il cielo è una grigia cappa monocromatica e cade una sottile pioggia rassegnata. Una tipica domenica di novembre, mese di mezzo che ha già perduto i colori dell’autunno e non ha ancora conquistato la fredda limpidezza dell’inverno.
Questa vita è un gioco di scatole Cinesi, di pensieri già vissuti, parole già scritte, parole rubate e armadi smontati e rimontati, pieni di vestiti e biancheria che è al contempo nostra e altrui.

Scarseggiano i miracoli ai giorni nostri, gli slanci si annodano e inciampano prima di partire, le storie si arrotolano e si dimenticano, appaiono nel loro frastuono e sprofondano in un attimo. Si frantumano le strade si riducono in polvere i pensieri e le carezze non date si fanno cumuli di macerie. In questo paesaggio spetta a noi far della polvere terra e coltivare nuovi germogli.

Torniamo nel regno, lasciamo perdere le divagazioni e godiamoci i nostri musicisti  nel recente tour mondiale con tre batteristi. Qualcosa di ufficiale in rete si trova e sono le riprese video degli ultimi live. Anneghiamo nel suono. Qui i King Crimson eseguono un classico composto durante la leggendaria incarnazione risalente agli anni 70, forse la migliore. E’ un cielo senza stelle, ma è proprio lì nelle tenebre, dove tutto sempre ricomincia, anche quando non sembra. Buon ascolto.

Profumo di fiori di pruno:
sorge improvviso il sole
sul sentiero di montagna.

Mtsuo Basho

Le opzioni che offre lo chef per la prossima domenica sono:
a) I Cure o della malinconia senza cura.
b) Massive Attack o della malinconica città.
c) Nick Drake o del malinconico folksinger.
Votate su Twitter. A breve allego il link, buona domenica.

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