PIAN PIANO: BRIVIDI, NEVE E FREDDO

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Un po’ di ghiaccio è arrivato alle nostre latitudini. Il gelo di guerre vicine e lontane o i brividi dei mercati di fronte ai saliscendi della storia e alla follia degli umani. Se ne è parlato qui e credo che a lungo se ne parlerà, anche se magari in estate saranno sudori freddi…

Geograficamente, nell’Europa che ci sta a cuore, l’Artico è l’estrema frontiera. Da quelle parti, dove anche il mare si fa ghiaccio, c’è un’isola che alla musica pop e rock contemporanea ha dato molto, terra Vichinga dai paesaggi alieni, terra che ribolle lava, cenere e vapori ed è in buona parte ricoperta di ghiacci: signore e signori oggi va in scena l’Islanda. Non essendo il nostro salottino esattamente in zona polare,  ho deciso di immedesimarmi spegnendo il fuoco nel camino, spalancando le finestre e dando il benvenuto al gelo nella nostra modesta ma elegante stanzetta. La gatta mi guarda male, ma noi partiamo nel nostro viaggio sonoro ascoltando proprio un’Islandese con occhi da gatta: Bjork. Con “All is full of love”  incontriamo tre grandi artisti. Il produttore Mark Bell (prematuramente scomparso), il regista Chris Cunningham, promessa notata niente meno che da Mr Stanley Kubrick, che lo aveva voluto al suo fianco per il progetto Artificial Intelligence e naturalmente proprio lei, Bjork.  Immergiamoci ordunque  in “All is full of love” come in lago riscaldato da un geyser.

Le implicazioni filosofiche di tutti i lavori di Bjork, sia sonoramente che visivamente ci porterebbero lontano. Registi come Michel Gondry ne hanno dato prova lavorando per lei, attratti dalle sonorità insolite e dall’intelligenza tagliente della bella Islandese. Continuiamo la nostra esplorazione….Fra  i suoni più interessanti dell’elettronica Islandese è d’obbligo citare i Gus Gus, che con gli ultimi tre album hanno fatto letteralmente esplodere i dancefloor di tutto il pianeta. Oggi suoniamo una traccia più introspettiva per svelare tutta la raffinata vena del collettivo.

Riascoltate il brano anche così, nudo e crudo, per comprendere a pieno cosa significhi arrangiare un brano. Se il gioco vi piace ripetetelo prima dei pasti, assumendo prima la compressa blu e poi la gialla.
La temperatura del salottino  si avvicina allo zero ormai e il nostro viaggio  fra ghiacciai, vulcani e geyser volge al termine. E’ il momento del rock disturbato e disturbante dei Sigur Ròs, alle prese con Brennisteinn, un impressionante viaggio catartico.

Abbiamo giocato, ma ora fa decisamente troppo freddo. Chiudo la finestra, c’è ancora qualche brace, i cavalli in cielo e gli alberi rovesciati in fondo al mare, le tazze gelide, la stanza vuota e intorno un grandesilenzio ovattato. Urge un poeta che spenga l’incendio o lo attizzi talmente da far volar la cenere sopra l’oceano, serve un poeta che abbia amato l’Islanda. Almeno in sogno.

Afterglow

Sempre è commovente il tramonto
per indigente o sgargiante che sia,
ma più commovente ancora
è quel brillìo disperato e finale
che arrugginisce la pianura
quando il sole ultimo si è sprofondato.
Ci duole sostenere quella luce tesa e diversa,
quella allucinazione che impone allo spazio
l’unanime paura dell’ombra
e che cessa di colpo
quando notiamo la sua falsità,
come cessano i sogni
quando sappiamo di sognare.

Jorge Luis Borges

 

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Precedente Un amore verybello Successivo Una Russia noiosa ed attendista o che ha appreso l'Arte della Guerra?

8 commenti su “PIAN PIANO: BRIVIDI, NEVE E FREDDO

  1. FanSonia il said:

    i gatti, si sa, sono guardinghi e diffidenti. E’ dunque sempre con una certa apprensione che apro l’uscio di questo salotto, ambiente stimolante ed accogliente, ma lontano da casa.
    Ma i gatti, anche questo si sa, sono curiosi, benché la curiosità ne abbia ucciso qualcuno.
    E tuttavia non sono preparata a questo gelo, e pur avendo attraversato il deserto su un cavallo senza nome, e pur avendo giurato che nessun cavallo selvaggio mi avrebbe portata via da qui, questi cavalli arabi che volano alti nel cielo mi turbano, e questi suoni aspri e sincopati mi disturbano. Digerisco la pillola gialla, quella blu ha un sapore che non so.
    Nel gelo c’è molto Thanatos, e l’assenza di odore del freddo è inquietante. Girando circospetta tra i ghiacci islandesi, che conosco poco, a parte l’enigmatica Bjork, faccio una scoperta interessante, C’è del metal anche fra i ghiacci, dopotutto, fuori dalle righe ma fascinoso:
    https://www.youtube.com/watch?v=GL3LVlDtoUY
    Tuttavia, Enrico, le guerre di cui ci giunge l’eco (e nemmeno troppo lontano) in questi giorni non sono guerre fredde, in cui ci si ammazza a colpi di Mont Blanc, ma piuttosto guerre alla Quentin Tarantino, dove la ferocia e il sangue divengono spettacolo, ma i morti rimangono a terra.
    Ho bisogno di scaldarmi, e non basterà un buon bicchiere di rosso fermo. Ho bisogno di odori e di caldo e di fuoco e di passioni.
    Ciao Enrico, io mi rifugio qui:

  2. fansonia il said:

    Poi, potremmo discettare su un altro tipo di freddo: quello conseguente allo spegnersi dei sentimenti, all’abbandono, all’indifferenza, ai silenzi che si sostituiscono alle parole, all’imbarazzo che prende il posto dell’antica complicità.
    Quello che fa dire ” you are cold as ice”, insomma.
    http://m.youtube.com/watch?v=eC99JhQq-3w

  3. Enrico Marani il said:

    Ciao, un mix di un’oretta in dono per ricordare la recente scomparsa di Edgar Froese capitano dei TANGERINE DREAM: https://www.mixcloud.com/Samora_mixcloud/samora-tangerine-dream-virgin-early-years-mix/

    L’Islanda è un confine, fra la terra e altri mondi paralleli. Roba da alieni. Tutti i generi compaiono nell’isola fra i ghiacci, anche il pop leggero e piacevole di Emiliana Turrini che malgrado il nome è vichinghissima.

    https://www.youtube.com/watch?v=iZ9vkd7Rp-g

    Per le amanti di Nick Cave raccomando l’assai disturbante video tratto dalla collaborazione con UNKLE:

    https://www.youtube.com/watch?v=wXdk_XCEoCo

    L’artico? L’artico è come il deserto, un luogo di assenza dell’umano, il luogo dove le emozioni si sublimano nella sopravvivenza. Vita-morte.

    I luoghi vita-morte sono metafisici.

  4. fansonia il said:

    Mi par di capire che l’adorato Nick Cave abbia girato video praticamente con chiunque, tranne che con la sottoscritta e questo mi pare imperdonabile.
    Benché nata in gennaio i grandi ghiacci mi mettono a disagio. Ho bisogno di sentire l’odore della terra e del fogliame marcio e delle rose appena sbocciate, e questi luoghi metafisici mi incuriosiscono per non più di mezz’ora. Un banalissimo ” bello ma non ci vivrei”, insomma.
    Ma a proposito di sorprese musicali da un luogo metafisico, dove qualsiasi forma di vita racchiude in sé qualcosa di eroico, propongo una band sl femminile. Un rock un po’ decadente, che mi pare non decollare mai. Fa troppo freddo, ha le ali ghiacciate.
    http://m.youtube.com/watch?v=78Rwx9Xr6Vk&itct=CCQQpDAYACITCKXo–vEwcMCFQ-VHAod83QAMTIHcmVsYXRlZEjrku7S5oystrsB

  5. fansonia il said:

    E a proposito del video derivante dalla collaborazione con Unkle, be’ siamo decisamente sopra le righe. Parecchie righe. Tipo il matto nella galleria con i conigli nella testa. E anche stavolta, navigando a vista tra i ghiacci d’Islanda, ne abbiamo fatta di strada.

  6. Enrico Marani il said:

    Fansonia la realtà è decisamente e sfacciatamente “sopra le righe” e gente come Cave o Bjork non cerca il consolatorio, ma si brucia le ali come una cometa in cielo.

    Cave ha trovato un suo baricentro. Bjork ha appena chiuso la sua storia con l’artista contemporaneo Matthew Barney e parla candidamente della sofferenza che prova….

    Decisamente “sopra le righe” 😉

  7. fansonia il said:

    occorre avere il coraggio d lasciarsi andare alla sofferenza, fino in fondo, e poi buttarla fuori, nei modi e nei tempi più consoni al proprio temperamento. Solo così si può metabolizzarla, trarne insegnamento e andare oltre. E il mito dell’araba fenice si rinnova.
    Buon lunedì.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.