Pian Piano: bugiardi, codardi e altri suini assortiti.

Vestono cravatte metallizzate e camicie bianche fresche di lavanderia automatica, un’immagine pubblica di parole spese davanti a telecamere bavose, segretarie di produzione lascive, stand fieristici che sono expositori del nulla, destinati in un baleno alla discarica e a sorrisi di cartapesta: quattrini buttati via. Oggi Signori e Signore ci godiamo le marionette di cartapesta del nostro circo barnum: bestiole feroci capaci di retorica social-televisiva e peti vari assortiti. Mettiamo davanti il segno più, lavoltabuona, qualche tonnellata di fiducia alla crema  e rosee prospettive alla fragola per un gioioso futuro pieno di tenebre e cioccolato. Partiamo da quel Johnny Rotten, poi  John Lydon, qui a restituirci una ancor validissima istantanea dei nostri pupazzi fatti di cartapesta, giacca e cravatta. Riformatori, gladiatori, Cesari, motociclisti, Neroni, imprenditori, puttanieri, mignotte, mafiosi, dame nere e pataccari assortiti, comici riciclati filosofi e filosofi riciclati comici. Gente che in generale sorride o grida molto e biascica parole amichevoli e retoriche come fossero chewing-gum. Sono leader, sono guide, sono annuncio e realizzazione (a parole) dell’annuncio. Sono troppe cose per essere, anche solo lontanamente, autentici.

Cosa accomuna questo gregge ospite di cene eleganti, frequentatore assiduo e interessato di potenti, potentelli, potentati e protettorati, rottami, rottamati e rottamatori, della rete, del blog e del grog? Sono bugiardi. Mentono sistematicamente, mentono su tutto e dicono di tutto per fare poi il contrario di tutto. Sostengono che realizzeranno assolutamente quel che hanno promesso di non far mai  per nessun motivo il giorno prima. Sorridono e benedicono, dispensando entusiasmi vuoti, ribadendo diritti a cui non sono interessati e principi smentiti ad ogni passo o sbandierando la fede come megafono o teorie economiche improbabili. Chiedono anche scusa ciclicamente, con lo sguardo basso in qualche studio televisivo, al momento giusto, costretti dagli eventi o dal pingue bilancio della loro fondazione.
Abbiamo Henry Rollins pronto ad un’istantanea di questi bravi ragazzi. Ce la godiamo? Godiamo..

Vigliacchi e bugiardi, ubriachi di retorica, strateghi a corto raggio, partoriti e cresciuti in qualche organo elettivo, un’infanzia in qualche ente, l’adolescenza passata a pascolare all’ombra di qualche maggiorente poi adeguatamente accoltellato alle spalle al momento di un ricambio generazione auspicabile e auspicato. Codardi quindi, diretti ed immediati mai, suadenti e amichevoli sempre, dediti al dio consenso da coltivare in un terreno concimato in eccesso a colpi di apparizioni televisive, o di piazze arringate a ugola spianata e condite con interviste genuflesse di giornalisti dello spessore di una lamina invisibile. Ci sono infine comici che  sfottono per finta, satira tozza a reti unificate ogni santo giorno in una pozza, satira fatta per strappare al potente un sorrisetto in diretta, invece che per strappargli la maschera zozza: maggiordomi travestiti da fustigatori e la foto di gruppo è ora completa: Mike Patton sia e tutto sarà spazzato via!

in questo schiamazzo untuoso senza dignità, la nostra mancanza di dignità, senza nulla che non sia superficialità, retorica e menzogna gratuita, dove troviamo un angolo di poesia? La poesia questa settimana  la canta Trent Reznor e la canta a noi tutti che siamo proprio quei burattini, quei comici, quelle soubrette, quei bugiardi, e quei vigliacchi. Siamo proprio noi due, io che scrivo e tu che leggi.

Dove Dovrebbe Essere

Guarda l’animale nella gabbia che hai costruito
Sei sicuro di sapere da che parte stai?
Meglio non guardarlo troppo da vicino dritto negli occhi
Sei sicuro di sapere da che parte sei?
Guarda le sicurezze della vita che hai costruito
Tutto è al suo posto
Senti il vuoto dentro al tuo cuore
Ed è tutto esattamente
Dove dovrebbe essere

E se tutto quello che c’è intorno a te
Non fosse tranquillo come sembra
E se tutto il mondo che credi di conoscere
Fosse solo un sogno elaborato?
E se  il tuo riflesso fosse tutto quello che vuoi essere?
E se guarderai attraverso le crepe
Sarai spaventato da quel che vedi?

E se tutto il mondo fosse dentro alla tua testa
Solo tue creazioni?
I tuoi diavoli e i tuoi dei tutti i vivi e tutti i morti
E sei solo
Puoi vivere in questa  illusione
Puoi scegliere di crederci
Puoi cercare ma non troverai la foresta
Mentre sei nascosto tra gli alberi

E se tutto quello che c’è intorno a te
Non fosse tranquillo come sembra
E se tutto il mondo che sei abituato a conoscere
Fosse solo un sogno elaborato?
E se  il tuo riflesso fosse tutto quello che vuoi essere?
E se guarderai attraverso le crepe
Sarai spaventato da quel che vedi?

Trent Reznor

 

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