Pian Piano: fluido rosa interstellare

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Sam ho visto il tuo gatto sempre seduto accanto a te, sempre al tuo fianco. Quel gatto ha qualcosa che non riesco a spiegare. Ed effettivamente con le caviglie immerse nel fluido rosa, mi sono incamminato oggi verso la sorgente, là dove spuntano i primi spruzzi ed i gatti sono matti. Nel sogno caleidoscopico degli inizi scivolo  or ora grazie a questa notizia dal fascino oscuro. Come erano avanti di secoli i nostri amici fluidi rispetto alla loro epoca? Come erano inesorabilmente e sfacciatamente belli nel loro navigare nel tempo alla velocità della luce? Nel naufragare cosmico Leopardiano fra pericolosi flutti lisergici ? Sprofonderai nelle sabbie mobili correndo in giro sulla terra. Non sfuggirai dovunque andrai. Quel gatto ha qualcosa che non riesco a spiegare. Oggi nel salottino ci siamo fatti un risotto ai funghi, ma la musa bionda che li ha raccolti temo abbia combinato qualche pasticcio…

Eccoci allora spaparanzati sul divanetto in preda a finestre deformate alla Dalì, nuvole arancioni e cammelli volanti. Mi tocca di chiudere gli occhi e strisciare fino al frigorifero per vedere se ingurgitando un litro o due di latte riuscirò ad uscire da questo viaggio, o almeno a vomitare il risotto lisergico che ci siamo pappati improvvidamente. Forse sarebbe meglio telefonare al medico? Le Muse ridono sguaiatamente da una mezz’oretta. La lotta con l’azzurro che un tempo conoscevi. Fluttuando giù, il suono riecheggia intorno alle gelide acque sotterranee. Giove, Saturno, Oberon, Miranda e Titania: le stelle possono terrorizzare.

C’è un vortice qui davanti e ci sta scivolando dentro tutto il salottino. Dove stiamo andando? Dov’è il tempo e la finestra con la maniglia di legno dipinto? E il cielo è sempre più strano, così azzurro è strano e se esco in giardino e appoggio l’orecchio al terreno sento sotto, sotto, qualcosa che brontola. Brontola o ringhia?

Voglio raccontarvi una storia, riguardo un piccolo uomo, se ci riesco, uno gnomo chiamato Grimble Gromble. I piccoli gnomi se ne stanno nelle loro case, a mangiare, a dormine e a bersi il loro vino. Muse accasciate e spente strascicano parole liquuide, scendo dall’elicottero su un vaso di fiori e allungo la chiave gigante del salotto a Ezra Pound, eccolo che arriva e vola via. Possibile che non trovi un po’ di latte? Solo formaggi viola in frigorifero….

Francesca

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.
Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.
Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

Ezra Pound

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
Precedente Il filo di Arianna Successivo Banking-as-a-platform

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.