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PIAN PIANO: INNOVAZIONE

Ho pensato di mandare in letargo i miti Greci e gli dei dell’Olimpo, un format divertente e che probabilmente si affaccerà nuovamente fra queste colonne, ma cercare nuove strade appartiene un po’ al carattere di chi scrive e così ecco una nuova formula. Pian piano esce ogni domenica e durante la settimana i cervelli all’opera in redazione sfornano ragionamenti secondo varie prospettive economiche.
Leggere e rileggere e trovare fra i post di maggior successo una parola chiave che dall’economia possa trasferirsi fecondamente alla musica sarà d’ora in poi il compito che mi sono prefisso.

Iniziamo con la prima parola chiave che abbiamo catturato per questo nuovo corso: INNOVAZIONE. Tutto si ricollega ad un post di qualche tempo fa del nostro direttore d’orchestra, il Maestro Andrea Boda, che ha raccolto ben una quarantina di commenti fra innovatori e biechi conservatori.
Qui lo potete rileggere con calma e scoprire le domande che si è posto sul tema.

La musica da sempre cerca di scoprire nuove strade in una serie di spinte a superare le tradizioni o ad ibridarle. Nella musica classica una delle cesure più forti fu quella operata da Arnold Schoenberg con la sua dodecafonia. Il secondo dopoguerra sembrava averci consegnato una rivoluzione definitiva, qualcosa che poteva essere radicalizzato, ma non oltrepassato. Dagli Stati Uniti arrivò invece negli anni 60 una sorpresa: il minimalismo.
Era una prassi compositiva che cercava la trance ed il coinvolgimento emotivo dell’ascoltatore attraverso la ripetizione ossessiva di moduli sonori. Steve Reich con Philip Glass sviluppò una poetica complessa a partire da questo nuovo linguaggio oggi divenuto uno standard. Di Reich vi propongo “music for 18 musician” considerato da molti il suo capolavoro.

E’ un lungo e impegnativo ascolto, dove si dispiega la tecnica del phasing cara al compositore americano. Personalmente mi emoziona sempre molto e nel suo scorrere vibrante sembra raccogliere i sapori di un’intera esistenza in poco più di un’ora. Esagero? Provare per credere.
Certamente fra i paladini dell’innovazione, appassionati di robotica e macchine che generano suoni dobbiamo ricordare i Kraftwerk. I nostri uomini macchina pervasi della cultura delle avanguardie storiche (evidenti i richiami al suprematismo) se ne uscirono con un singolo di grande successo: the robots, che riascoltiamo dal vivo.

Gustosa la loro apparizione a Domenica in ai tempi del buon Corrado, quando ancora musiche non convenzionali interagivano con programmi mainstream, qualcosa oggi di inimmaginabile nell’epoca soporifera di “Amici” ed “Xfactor” assortiti. Tanti saranno in seguito i paladini digitali dei 4 teutonici eroi meccanizzati, quindi onore ai Kraftwerk!
E il jazz? E’ stata la musica innovativa per eccellenza che attraverso metodologie come l’improvvisazione si è trasformata continuamente, sfuggendo a categorie e manierismi. Un tal Miles Davis ha solcato oceani sonri in avventure alla scoperta di musiche mai sentite. Molte le pietri miliari nella discografia del trombettista di colore, ma in tema di innovazione bitches brew resta un faro assoluto. Ascoltiamo “Feio” dalla session completa di questo indiscutibile capolavoro che sembra ancor oggi inciso due giorni fa, dopo ben 44 anni…. Che ne dite possiamo dirlo innovativo?

Per celebrare i nostri ascolti e salutarci ben venga infine un poeta ad accomodarsi sul nostro divano. Oggi ospitiamo Filippo Tommaso Marinetti che per distruggere il vecchiume e  dar voce al moderno ed all’innovazione, si inventò la poetica futurista,  fra le più prolifiche di tutti i tempi.

All’automobile da corsa
Veemente dio d’una razza d’acciaio,
Automobile ebbrrra di spazio!,
che scalpiti e frrremi d’angoscia
rodendo il morso con striduli denti…
Formidabile mostro giapponese,
dagli occhi di fucina,
nutrito di fiamma .
e d’olì minerali,
avido d’orizzonti e di prede siderali…
io scateno il tuo cuore che tonfa diabolicamente,
scateno i tuoi giganteschi pneumatici,
per la danza che tu sai danzare
via per le bianche strade di tutto il mondo!…
Filippo Tommaso Marinetti
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Pubblicato da Enrico Marani

king for a day, fool for a lifetime

21 Risposte a “PIAN PIANO: INNOVAZIONE”

  1. Grande Enrico (sempre grande). Abbandoniamo penna e calamaio ed eroi mitologici per tuffarci nell’innovazione. Mirabile la scelta dei Kraftwerk come pionieri di un transumanesimo musicale.
    Il rimando a Kurzweil, The singularity is near, si impone. Non è più tempo di defecare all’aperto pulendosi con foglie di fico. A morte gli addetti alla nostalgia. A morte i nostalgici della transumanza.
    Però, c’è sempre un però …
    – Genetica, Nanotecnologie e Robotica hanno tutte degli aspetti potenzialmente negativi. Il rischio “esistenziale” [un rischio che metterebbe in discussione l’esistenza stessa della nostra civilizzazione – ndr] delle tecnologie genetiche è già con noi: la stessa tecnologia che presto farà importanti passi in avanti contro il cancro, le malattie cardiocircolatorie e altre malattie, potrebbe anche essere impiegata da un bioterrorista per creare un virus ingegnerizzato che unisca facilità di trasmissione, letalità e capacità di passare inosservato, cioè un lungo periodo di incubazione. Gli strumenti e le conoscenze necessarie sono molto più diffusi degli strumenti e delle conoscenze necessarie a costruire una bomba atomica e l’effetto potrebbe essere ben più devastante. –
    (Ray Kurzweil)

    [Dov’è finito Time Flies? Ne sono perdutamente innamorata]

  2. Applausi. Questa rubrica mi piace ogni domenica di più. Vengono pizzicate delicatamente delle corde che continuano a vibrare, stimolanti, per i giorni seguenti.
    E poi è diventato anche un nido d’amore, speriamo Time Flies torni presto: non voglio perdermi una sola puntata della e-soap che sta nascendo

  3. Io non sono nostalgica, ma ognuno di noi e’ il prodotto del suo passato e questo vale anche in senso collettivo. Ma il passato deve fornire chiavi di lettura per inventarsi qualcosa di nuovo: solo le specie che si sono evolute sono sopravvissute.
    Negli anni 50, qualcuno rivoluzionò il panorama musicale : c’è chi dice che il rick & roll nacque da qui:
    http://m.youtube.com/watch?v=eMBZHUhBAYU

  4. Signore e Signori
    felice di accogliervi sul vecchio, ma comodo, divano di Pian Piano. Per partire vi ricordo il mix del mese curato dal sottoscritto per lettori e lettrici di Piano Inclinato, così come è stato trasmesso ilmese scorso da una web radio di Londra: radioGALAXIA – intergalacticFM. Morbide atmosfere strumentali e pasticcini sonori assortiti: buon ascolto.

    http://www.mixcloud.com/Samora_mixcloud/samora-psychonavigation-ambient-5-a-mix-for-radiogalaxia/

    I commenti lusinghieri di bimboalieno non possono che far piacere, soprattutto se contrapposti a quelli di quel debosciato di Mr Andrea Boda 😀

    Fansonia, ho il vinile di ELP con la sontuosa copertina di H. R. Giger che si apre in una croce sinistramente illustrata….Una chicca nella mia collezione.

    Ragazze ditemi di Steve Reich. E’ un ascolto impegnativo, ma credo sia un masterpiece nella musica contemporanea del XX secolo.
    La prossima settimana temo sprofonderemo nel Missisipi. Siete pronte a zanzare, paludi, sudore e umidità? Fate scorta di autan da martedì 😉

  5. Che invidia!! Io ho solo Pictures at exhibition di ELP…im quanto al Mississippi, sono abituata a vagare per le colline del Monferrato e jo una certa esperienza di umidità e di zanzare. Mi riservo di ascoltare tutto Reich per cercare di decifrare il turbamento indotto da pochi minuti di assaggio. A’ bientôt, mes amis. L’Alieno può davvero andare fiero della conduzione di questo salotto.

    1. Time flies: stai capitolando?
      Ti invito a casa a vedere la mia collezione di clave.

      Bimbo alieno: ho seguito il tuo consiglio, bisogna investire nell’innovazione: ho acquistato un’aspirapolvere della Vorwerk. 1200 euro ma va che è una meraviglia. 🙂

      1. Devo scrivere meglio i consigli, a quanto pare. Comunque da qualche parte bisognava pur iniziare 😉 Intanto vedo che l’innovazione di inserire una rubrica di musica ed evasione nel nostro noioso menàge tra economia e finanza sia di vostro gradimento. Il che fa di me un ospite appagato

  6. Enrico: confesso che non conoscevo Steve Reich. La quiete di un pomeriggio domenicale guardando le colline finalmente avvolte da una luce dorata era il complemento perfetto per un ascolto impegnativo ed entusiasmante. Ho chiuso gli occhi e ho viaggiato, ho visto colori e sentito profumi, ho nuotato in acque limpide e forse ho anche volato. Ho guardato alle mie spalle e mi sono vista bambina , seduta su un gradino delle scala di una vecchia casa di pietra , con un gatto in grembo ed il cuore leggero, e mi sono vista vagare nella notte in una città sconosciuta, e ho incontrato gente in cerca di un perché. Questa musica e’ un trip, ma di quelli che sorridono. Grazie, Enrico.

  7. Enrico: il salotto è (quasi) perfetto. Musica giusta, ospiti giusti … manca sempre da bere però. 🙁 Per arrivare su Marte non mi basta Steve Reich. Ho bisogno di carburante.

  8. Virgin: Qui si viaggia alla Jack London, chérie: si esce dai propri confini ristretti e non sempre così liberamente scelti , cercando il modo di evaderne davvero e definitivamente.

  9. Contegno ragazze, pasticcini, té, orzo e caffé. 😀

    Sì MUSIC FOR 18 MUSICIAN è un masterpiece e se opportunamente ascoltato è un viaggio nel tempo.

    Fansonia anche solo per questo tuo ascolto e per il lucido commento, la rubrica nel suo complesso ed in tutte le sue puntate ha avuto un senso. Felice.

  10. No, i quiz, no, Enrico.
    Prometto che non chiederò più da bere, che non posterò più un video di Camerini, che non farò la lotta nel fango con Time flies … ma i quiz, no, ti prego … 🙂

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