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Pian Piano: jazz, folk. Joni Mitchell

La poesia che accompagna la voce di Joni Mitchell probabilmente non richiede parole o futili discorsi di contorno e la musica basterebbe per farsi racconto di bellezza e abbandono. Mr Pian Piano pretende però che scriva due righe per dirvi di Joni e della magia che dal folk l’ha portata al jazz con alcuni sontuosi album dove l’incredibile bassista Jaco Pastorius ha dato probabilmente il meglio di sé come musicista.

All’inizio degli anni 70 Joni è un’affermata protagonista di quella scena folk che ha prodotto figure come Bob Dylan. Lei è la celebre “Lady of the canjon” con quella femminilità delicata, che improvvisamente si fa tagliente e dolente, malinconica e ariosa.

La vena lirica di Joni è intimistica, ma resta sempre ancorata a raffinate costruzioni musicali e ad un percorso che fin quasi agli anni 80 ha regalato capolavori ed incontri con grandi musicisti come Mingus e appunto Pastorius. Nel mio personale (e opinabile) universo musicale non direi lo stesso di Dylan, che a volte trovo arido e ripetitivo musicalmente.

La voce della Mitchell non è mai solo strumento funzionale alle liriche ed alla narrazione che ne emerge, ma sa farsi strumento e questo lo si coglie con particolare evidenza negli album con Pastorius, dove le timbriche del basso che avvolgono i timpani sono attraversate dalla voce di Joni su piani e registri diversi, creando un amalgama sonoro di splendente bellezza intatto dopo quasi 50 anni. Mr Pian Piano dice che sto diventando prolisso e noioso: non mi lascia  mai in pace! Prima pretende due righe e poi si lamenta se le scrivo….Mamma mia che personaggio incontentabile.

Pur dopo i validissimi dischi folk, di cui è d’obbligo ricordare “Blue” per la potente malinconia e la dolente poetica intimista che lo anima, la Mitchell con Hejira apre quella collaborazione con Jaco Pastorius che ne trasforma le sonorità e le apre orizzonti musicali prima assenti, come il jazz e la fusion. Il superbo “Hejira” (1976) al quale sarebbero seguiti “Don Juan’s Reckless Daughter” (1977), “Mingus” (1979) e il doppio live “Shadows And Light”, ci regalano un’artista matura e calata nella musica come nelle liriche con evidente sicurezza e maturità ed una organica fusione artistica con una delle colonne portanti dei Weather Report.

Sì abbiamo un’epidemia, abbiamo scuole chiuse e paesi con strade deserte, ma abbiamo anche Joni Mitchell e la bellezza delle sue canzoni e la bellezza non è mai niente. La bellezza è la cura.
Se vi sono piaciuti questi assaggi, quel losco figuro di Mr Pian Piano vi ha preparato una monumentale playlist dedicata all’amatissima Joni Mitchell.

Qui tutte le playlist dell’ultima stagione di Mr Pian Piano: enjoy!

BEN BOHMER deep house

VINCENZO deep house

TEARS FOR FEARS pop

LYLE MAYS jazz rock

JONI MITCHELL jazz, folk

 

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Pubblicato da Enrico Marani

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