Credimi, sono un bugiardo

BCE credibile

Come spesso accade, giornate topiche di mercato passano quasi inosservate, per poi essere riscoperte a posteriori, unendo tardivamente i puntini.

E’ successo giovedì, durante/dopo la conferenza stampa di Christine Lagarde, governatore della BCE.

Il programma di acquisto di obbligazioni continuerà ad un ritmo elevato, anche se l’inflazione sta spingendo. Tuttavia la BCE mantiene l’intenzione di ridurre questi programmi di acquisto di asset.

Un’ambivalenza che denuncia quanto la BCE sia in trappola

E’ come se la BCE avesse detto

“Non è il mio lavoro guidare o correggere il mercato”

Era già successo una volta, a marzo 2020, e Lagarde dovette correggere in fretta lo scivolone.

Cerchiamo di decifrare la volatilità di ieri e il dilemma del prigioniero della BCE: gli acquisti titoli della Banca Centrale provocano una iniezione di liquidità, che a lungo ha avuto poca influenza su inflazione, ma ora che #mancalaroba il contesto è diventato inflattivo e l’acquisto di titoli diventa uno strumento scivoloso.

La Fed ha, infatti, avviato il tapering. E non è la sola, anche le banche centrali del Regno Unito, del canada e quella australiana hanno virato ormai atteggiamento.

Tuttavia nell’emergenza pandemica tutti i governi si sono indebitati fortemente e gli acquisti di titoli aiutano a tenere bassi i rendimenti (il costo del debito), favorendo anche la ripresa.
Ma, vien da dire

“non è lavoro da BCE nemmeno gestire il costo del debito degli Stati”

Il dilemma delle Banche Centrali in questo periodo è quello di continuare a tenere sotto controllo i rendimenti, che subiscono la spinta dell’inflazione come confessato dalla Lagarde, senza poter abusare degli strumenti monetari non convenzionali.

Come? Spendendo credibilità

Ciò che dice la Banca Centrale va tenuto in debito conto dagli investitori, così se le BC insistono nel dire che l’inflazione è transitoria, anche se non ci credi, devi considerarlo come elemento in gioco. Ricordate il “whatever it takes” di Mario Draghi? Alle Banche Centrali basta la parola.

Ma la parola basta perché la credibilità è alta.

E se l’inflazione non si rivelerà temporanea, la credibilità perduta sarà proporzionale all’insistenza nell’averla definita tale.

La domanda da farsi è:
Quanto controllo ha la Banca Centrale sull’inflazione?
Parrebbe poco: Per anni voleva farla salire e portarla al 2% e ha sistematicamente fallito. Ora l’obiettivo è lo stesso, ma c’è da spingerla in direzione contraria e lo strumento classico per farlo (restrizione monetaria) è inaccessibile.

E non è tutto

Abbiamo attribuito alle Banche Centrali il merito di aver controllato l’inflazione dopo i disastri degli anni ’70 e ’80. Ma probabilmente il merito è stato più della congiuntura: globalizzazione, innovazione tecnologica, accelerazione della competitività. Al punto che Taluni (fan della MMT) arrivano a considerare totalmente scorrelata la massa monetaria dalla dinamica inflattiva e pensano che si possa stampare ogni bisogno di spesa, regolando le inflattive fasi di euforia di consumi con sporadiche strette fiscali.

E’ un ragionamento seducente, ma errato, ma non perdiamoci in troppi filoni di ragionamento. Ciò che è successo tra giovedì e venerdì, con lo scivolone dei mercati obbligazionari, denuncia che la credibilità della BCE è in discussione, i mercati han fatto orecchie da mercante alle rassicurazioni e anticipato ciò che credono inevitabile:

vedono in arrivo un’inflazione più forte e persistente (il dato appena uscito CPI europeo indica un +0,8% mese su mese, pochi mesi fa sarebbe stato un dato anno su anno) e intuiscono l’approssimarsi della necessità della BCE di ridurre gli acquisti. Così i rendimenti salgono e le parole della BCE diventano… un debole bluff.

C’è una sola ragione per cui è stato possibile dichiarare un “whatever it takes“: avere una Banca Centrale credibile.

La chiamata di inflazione “temporanea” forse era necessaria, ma è arrivata precocemente, prima che i prezzi delle materie prime e dell’energia si impennassero, Ci aspettano tempi interessanti.

“Per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie.”

Diceva Svevo.

Talvolta anche quelle necessarie son pericolose.

Su questi temi e ragionamenti è disponibile anche una puntata di “Economia per Tutti”:

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Pubblicato da L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere. Contributor OCSE nel 2012, oggi è Global Strategist per l'asset management di una banca italiana.

Una risposta a “Credimi, sono un bugiardo”

  1. buonasera,
    quanto da Lei asserito è parzialmente vero, in quanto, sia la FED che la Banca Centrale Inglese hanno soltanto comunicato l’intenzione di procedere con il Tapering, ma, di fatto, nulla è stato ancora fatto.
    Anzi, la Bank of England, addirittura voleva aumentare i tassi, ma senza poi farlo, accodanosi alle altre BC.
    Le BC ritengono che ” i colli di bottiglia” sulle forniture mondiali siano un fenomeno speculativo e non strutturale e pertanto non neccessario alcun intervento.
    Comunque è vero che “il RE è nudo” Se l’inflazione dovesse aumentare le BC potranno re-agire con l’alzamento dei tassi provocando un cataclisma finanziario.
    Speriamo Bene!
    Con grande stima.
    Mario.

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