Bond age: sulla Fed lo spettro della recessione

Tempo stimato di lettura: 2 minuti

Il destino delle obbligazioni è legato a doppio filo alle scelte della Fed. Mercoledì prossimo la banche centrale USA, la Fed appunto, alzerà finalmente i tassi di interesse dopo 10 anni di politiche espansive.

Dopo la telenovela sul primo rialzo, ci si sta lentamente focalizzando sulle decisioni successive, sul passo dei rialzi e sul tasso terminale, l’obiettivo ex ante della Fed. Il concetto di “tasso obiettivo” per quanto teorico, ha un valore pratico notevole poichè serve a “temporizzare” la prossima recessione USA in funzione delle condizioni attuali dell’economia e l’interazione con tassi più alti. Per questo motivo mi sono divertito con un sondaggio su twitter in cui chiedevo: nell’arco dei prossimi 2 anni, quanti rialzi della Fed sono sufficienti a portare in recessione l’economia USA?

Le tre ipotesi che ho scelto servono a delimitare i confini delle possibilità, tenendo conto che le probabilità di un “one&done” sono prossime allo zero:

  1. 1.00% di rialzo: ciò che oggi è scontato dal mercato monetario USA;
  2. 2.00%: ciò che incorporato nei “dots”, le previsioni del Board Fed;
  3. 4.00%, come quello del ciclo Fed del 2004/2005.

Nessuna ipotesi sui cicli ’94 e ’99 poichè il ritmo di rialzo è stato circa il doppio della 3a ipotesi. Per cui è uno spauracchio che non voglio per nulal evocare.

Il risultato del sondaggio mostra una chiara preponderanza per 100bps: il 55% delle persone pensa che la Fed manderebbe l’economia in recessione anche facendo la metà con appena 1% di rialzo e con tassi reali negativi. Il 25% invece pensa che la Fed, solo seguendo le proprie previsioni (i “dots”) causerebbe una recessione. Infine la minoranza si attende un rialzo alla Greenspan, 0,25% a trimestre (cd “moderate pace“).

Questa volta però è differente. Gurus di mercato e economisti blasonati sono apertamente contro anche solo un rialzo della Fed. Addirittura un componente (uscente) del FOMC è stato apertamente contro dei rialzi. Ovviamente ognuno ha la propria opinione, ma la storia più convincente, la metrica su cui lavorare riguarda il tasso reale naturale.

Appena qualche giorno fa abbiamo letto e apprezzato l’analisi di Andre Garufi alias @_beneathsurface, sulla inconsistenza teorica di tassi reali negativi. Seguendo il suo ragionamento ed altre ricerche, è ragionevole pensare che il tasso reale naturale di medio periodo, per quanto sia sceso negli ultimi anni, si dovrebbe collocare in un intorno dell’1.00%-1.50%. Poiche i tassi reali in questo momento sono ampiamente in territorio negativo (Fed Funds Rate – US CPI Core = -1.6%) è allora plausibile che un rialzo di 200/250 bps potrebbe rappresentare un ritorno alle condizioni di neutralità senza rappresentare una minaccia per l’economia. Ripeto: almeno 2,00% di rialzi senza riportare l’economia in recessione.

Ci sono altre metriche interessanti su cui valutare un rialzo, ma questa è l’unica che coglie tutti gli aspetti di una economia grande e complessa come quella americana.

Ovviamente la principale obiezione sarebbe: “this time is different“. Attenzione però all’eccessiva compiacenza su quello che farà Ms Janet Yellen: ciò che è differente non è la voglia di normalità della Fed, ma solo ed esclusivamente il tasso naturale. Per questo motivo la recessione USA non credo sia alle porte, me è un tema che ritornerà ogni volta che un singolo dato deluderà le attese.  L’unica cosa certa è che con il primo ritocco al rialzo dei tassi dal 2006, la repressione finanziaria della Fed giunge finalmente al capolinea.

E di sicuro nessuno qui è pronto al #BondAge.

😉

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Wealth/Asset manager. Ha sposato la causa dei bond ed è ossessionato dalle banche centrali.
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Un commento su “Bond age: sulla Fed lo spettro della recessione

  1. サーファー il said:

    °l°

    LIUK – as to December 11, 2015:

    …^ what is different is not the desire for normality of the Fed, but only and exclusively the natural rate. ^…

    °l°

    The (Queen) Yellen is a fan of BondAge, too – a lot, so.

    Start to the 21:13 until to 25:28 (/ 1:06:53)

    in http://www.federalreserve.gov/mediacenter/media.htm

    and listen carefully to everything – [STEVE LIESMAN l CNBC – with the questions].

    l- – – – –

    _§_ J. L. Yellen (Chair, FRB, Federal Open Market Committee, the), “Press conference – Opening remarks on FOMC” – Washington DC: December 16, 2015

    http://www.federalreserve.gov/mediacenter/files/FOMCpresconf20151216.pdf

    – – – – -l

    An exceptional performance and a sharp, safe and attentive lesson from economics Professor (both micro and macro), as well as of the finance (banking and stock exchange – techniques).

    She has put a muzzle to the Reporters – putting them to the mat.

    Great!

    Definitely will remain in history of Fed, this press conference.

    Surfer

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