Il mondo va. E noi prendiamo schiaffi

schiaffo

Siete tutti belli comodi? Ok, allora, rilassatevi un attimino, fate un bel sospiro.
Poi, dopo aver riposato i vostri neuroni, guardate questi grafici. Non ve li spiego, ve li lascio così, nudi e crudi, proprio perché si illustrano da soli ed ognuno potrà, nei commenti, chi lo vorrà, potrà dire ciò che pensa.
Premessa: sono usciti i dati sul PIL Italia. e già qui il momento di relax inizia a lasciare spazio alla tensione.
(…) il PIL è in flessione congiunturale per nove mesi consecutivi ma la caduta si sta attenuando. I dati dell’Istat fotografano l’andamento della nostra economia e mettono in evidenza come nel terzo trimestre si sia verificato un calo dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% nei confronti del terzo trimestre del 2012. Il trimestre scorso il calo era stato, rispetto al I trimestre, dello 0,3%. La variazione acquisita per il 2013 e’ quindi pari a -1,9% (il Governo e la stessa Istat stimano un -1,8%). (AGI)
Bene, da nove mesi che si scende non male…e gli altri come stanno?
(…) In Europa il Pil segna invece un andamento positivo, anche se frena rispetto al progresso registrato nel trimestre precedente: secondo la stima rapida di Eurostat, il Pil e’ salito dello 0,1% nell’Eurozona e dello 0,2% nell’Ue a 28 paesi. Il confronto annuale resta negativo nell’Eurozona (-0,4%) e registra un miglioramento dello 0,1% nell’Ue. Una buona notizia per il Belpaese arriva invece dai mercati: l’Italia risupera la Spagna sullo spread. (…)
Quindi è evidente, gli altri si muovono , noi no. Ma il peggio viene dopo…
Intanto, e’ nuovo allarme per le pensioni: il disavanzo patrimoniale ed economico dell’Inps puo’ dare segnali di “non totale tranquillita’”, ha affermato il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua sui dati di bilancio dell’Ente che soffre dell’accorpamento con Inpdap ed Enpals. “Ho scritto sia al ministro Saccomanni che al ministro Giovannini, come fatto con l’esecutivo precedente, – spiega nel corso di una audizione alla commissione bicamerale di controllo – invitandolo a fare una riflessione”.
EH? Non solo recessione ma addirittura problemi per le pensioni? OTTIME prospettive direi. Ma intanto la politica (Saccomanni, Letta &Co.) dice cose ben diverse… Ma andiamo avanti, ecco la Commissione Europea che dice:
Bruxelles, 13 nov. (Adnkronos) – In Italia “la povertà e l’esclusione sociale, in particolare la forte deprivazione materiale, hanno registrato un forte incremento”. E’ quanto rileva la Commissione europea nel suo rapporto sugli sbilanci economici dei Paesi membri, l’Alert Mechanism Report 2014. (…) La Commissione europea “ritiene utile, tenendo anche in conto gli sbilanci identificati lo scorso aprile, di esaminare più approfonditamente i rischi implicati nella persistenza di questi sbilanci”. (…) In Italia “la riforma del sistema fiscale resta frammentaria”, osserva la Commissione. Nel 2013 la tassa sulla prima casa “è stata dimezzata e nel 2014 dovrebbe essere sostituita da una nuova tassa sui servizi locali”, anche se il Paese dovrebbe “definirla in modo appropriato”, raccomanda la Commissione.
Ormai lo sanno anche i muri, ma i politici loro no…
Il 2014 sarà l’anno della ripresa, è “a portata di mano”, assicura il presidente del Consiglio, Enrico Letta, intervenendo al Coni. L’Italia – aggiunge – “deve assolutamente trovare la strada della ripresa”. Ci sono “segnali importanti” e “dati macroeconomici, che non si vedono, ma che dicono che l’anno prossimo, il 2014, la ripresa è a portata di mano”, insiste il premier. (Source)
EHHH??? ma cosa farfuglia? La ripresa non si vede ma c’è…Ora magari ci tira fuori il coniglio dal cappello. Beh, almeno ci sarebbe qualcosa da mangiare. Ma anche il suo compagno di merende Saccomanni non scherza…
Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni lancia segnali di ottimismo per l’economia italiana (…): «Dopo una crisi grave e prolungata gli ultimi dati congiunturali segnalano che l’attività economica si sta stabilizzando e che il Paese si sta avviando verso una graduale ripresa». (Source)
Basta mi arrendo, fermi tutti e facciamo chiarezza e ve la faccio…coi grafici di cui vi parlavo in apertura di post.
Grafico 1: il PIL Italia e la grande crisi economica

Qui trovate diversi paesi tra cui l’Italia che, in un grafico normalizzato, vengono messi a confronto sull’andamento del PIL. Ora, è visibile che l’Italia è il peggio messo di tutti. Dall’inizio della crisi il PIL è a -9.1%
Grafico 2: Eurozona PMI e PIL


Se il confronto viene allargato il risultato non cambia. Il PMI parla chiaro, il mondo va avanti, noi no.
Quindi, tutti insieme, alziamo il braccio destro o sinistro (se siete mancini) ed iniziate ad oscillare la vostra mano.
Fate CIAO CIAO. E’ quello che sta facendo l’Italia. Ha perso tutti i treni per la ripartenza, è rimasta assieme ad altre realtà dimensionalmente non significanti (Grecia), ed ha perso quel contatto con “l’Economia che conta”.
Siamo rimasti soli. Evviva. Un sentito “Grazie” alla politica, sempre sul pezzo, attenta e concentrata sui temi più “caldi”. Grazie di cuore.

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Danilo DT

Danilo Rambaudi, alias Dream Theater, è un operatore finanziario dal 1995. Asset Allocation Manager, collabora con istituzioni finanziarie e siti finanziari italiani e non, nell'ambito dell'analisi e della ricerca. Analista tecnico, ma anche padre e marito (e a volte se ne dimentica).
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10 commenti su “Il mondo va. E noi prendiamo schiaffi

  1. L’effetto Fisher ?

    “ Then we have the great paradox which, I submit, is the chief secret of most, if not all, great depressions: The more the debtors pay, the more they owe”.

    La deregulation finanziaria ha provocato un boom e un eccesso di indebitamento che ha gettato le basi per una successiva fase di deflazione e potrebbe provocare effetti ancora più dirompenti rispetto a quelli descritti da Fisher ottanta anni fa.

    Irving Fisher nel 1933 pubblicò uno studio dal titolo oggi molto suggestivo “The Debt Deflation Theory of Great Depressions”, un’appendice al suo “Booms and Depressions” (1932), lo studio non ebbe un grande seguito. Lui era personalmente sputtanato e forse l’argomento era uno di quelli che genera imbarazzanti domande e ancor peggio imbarazzanti risposte.

    La teoria fu ripresa e sviluppata solo molto più tardi (1975, 1982), “Financial Instability Hypothesis”, dal post keynesiano Hyman Minsky, massimo esponente della Debt Deflation School.

    La teoria della deflazione da debiti può essere sintetizzata considerando i nove stadi indicati da Fisher stesso che costituiscono la catena causale del processo che conduce progressivamente alla crisi economico-finanziaria. L’assunzione da cui Fisher parte ai fini dell’analisi individua la presenza, in un dato periodo, di una situazione di eccesso di indebitamento.

    In un simile contesto lo shock nello “stato di fiducia” dei creditori e/o dei debitori innesca il processo:

    (1) liquidazione dei debiti attraverso la svendita di beni;

    (2) contrazione dei depositi, dato che i prestiti vengono ripagati, e ad una caduta nella velocità di circolazione della moneta, ne deriva

    (3) una caduta nel livello generale dei prezzi e quindi un aumento nell’onere del debito espresso in termini reali, e in altri termini a una sopravvalutazione della moneta

    (4) la diminuzione nel net worth (differenza tra le attività, finanziarie e reali, e le passività) delle imprese e i primi fallimenti;

    (5) la caduta dei profitti

    (6) il crollo dell’investimento, del reddito e dell’occupazione; ovvero miseria

    (7) ulteriore peggioramento dello stato di fiducia;

    (8) tesoreggiamento e ulteriore diminuzione nella velocità di circolazione della moneta; questi otto effetti causano

    (9) complesse alterazioni nei tassi di interesse, in particolare una diminuzione del tasso di interesse nominale ed aumento di quello reale.

    Per Irving Fisher, la deflazione dei prezzi è causa scatenante di effetti di persistenza sulle variabili reali (investimento, reddito ed occupazione) e di propagazione. Nell’articolo del 1933, egli mostra come l’aumento nell’onere del debito in termini reali abbia spinto il sistema economico verso una crisi finanziaria sistemica. In assenza di adeguati interventi di politica economica e monetaria, il processo appena descritto è stato in grado di innescare una spirale recessiva che si auto-alimentava, provocando diffusi fallimenti e il collasso economico finanziario degli anni trenta.

    Ben Bernanke reflazionando con l’azione sui tassi, ma soprattutto col QE, dal 2008 cerca di scongiurare l’entrata nella fase (3), diciamo con relativo successo, invece in Europa grazie alla testardaggine teutonica con la politica chiamata Austerity si continua a pisciare contro vento. Draghi si barcamena e fa quel che può. Il processo di deleverege non è minimante finito e già all’orizzonte appare la deflazione. Speriamo che Dio abbia pietà di noi.

  2. Hubert il said:

    Ma perché sento dire che la ripresa dell’UE e degli USA è in realtà come “fittizia”? Non sono un tecnico, quindi mi accontento di pochissime parole o un link interno a questo sito … grazie mille!

  3. _beneathsurface il said:

    Aggiungo che va considerato anche un aspetto dei vincoli europei che riguarda il c.d. indebitamento netto strutturale, il deficit corretto per il ciclo, quello (tanto per dire) che noi bravi italioti beoti abbiamo costituzionalizzato deve essere pari a zero.
    Dato che l’algoritmo che ccalcola l’effetto del ciclo considera ovviamente la chiusura del’output gap, e che in ottica di convergenza europea la logica (e il sogno) vorrebbero che la chiusura acccada simultaneamente in tutti i paesi €, è logico aspettarsi che secondo questo algoritmo il nostro output gap si stia chiudendo, dato che si chiude per i nostri partners.
    E invece no! Noi siamo al palo e quindi verremo penalizzati da un sentiero di rientro più duro, il che in Italia significa più tasse.
    La conclusione lalascio a altri.

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