La Cina e gli hub di innovazione

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*a cura di Pietro Gagliardi, Mandarin Capital Partners

Lo scorso 11 Agosto, numerose startup si sono ritrovate nel Campus di Google a Londra per competere per vincere la possibilità di volare a Shanghai per la Competizione Internazionale di Innovazione. Alla competizione parteciperanno i finalisti di competizioni in giro per il mondo. L’intento è quello di trovare la “startup più dirompente”. Eventi come questo stanno diventando sempre più frequenti nelle maggiori città cinesi, incubatori e acceleratori per startup stanno spuntando fuori in tutto il Paese, e il livello di venture capital (VC) in Cina è balzato alle stelle, crescendo di sette volte negli ultimi 5 anni. Il governo cinese, nonostante stia già supportando circa 780 fondi di VC con un capitale totale di circa $330 miliardi, ha recentemente annunciato l’imminente creazione di un nuovo fondo VC da $30 miliardi.

Questo articolo esamina i motivi per cui la Cina debba innovarsi, i modi in cui lo abbia fatto finora, i luoghi e i settori in cui l’innovazione stia crescendo, e le principali sfide che la Cina debba affrontare.

L’Innovazione Obbligata

Quella che era conosciuta nel mondo come la terra della manifattura di bassa qualità e a basso costo sta diventando ora una “centrale di innovazione”. Dal 2012 il Presidente cinese Xi ha pianificato un percorso verso la trasformazione dell’economia cinese. Il 13esimo Piano Quinquennale conferma le sue politiche per la Cina, fondate sull’innovazione. Una delle principali ragioni di tale cambiamento nella politica economica è il fatto che la Cina debba innovarsi. Le forze tradizionali della crescita cinese si stanno affievolendo: a causa della politica di un solo figlio la forza lavoro non è più in aumento, i guadagni sugli investimenti sui beni immobili stanno diminuendo, e gli investimenti sono limitati dal gigantesco debito (stimato al momento attorno al 282% del PIL). Inoltre, la competitività del “made in China” diminuirà ancora di più se la Cina non riesce ad innovarsi, dal momento che il resto delle grandi economie globali stanno entrando nell’era dell’industria 4.0. Dunque, per sostenere una crescita del 5.5-6.5% fino al 2025, l’innovazione dovrebbe contribuire fino al 50% della crescita del PIL, dal 30% di adesso.

Gli Hub di Innovazione

L’innovazione dunque è una scelta obbligata e una sfida nazionale per la Cina. Tuttavia, l’innovazione non è un processo uniforme. Sorge e si sviluppa in comunità urbane con grandi università, centri di ricerca e ricchi investitori. Non a caso la Silicon Valley è nata dove si trovano Stanford e l’Università della California. E non è un caso che Kendall Sqaure (Cambidge, USA) sia diventata un centro globale di innovazione nella farmaceutica e nelle biotecnologie: si trova a circa 1.5km dal rinomato MIT e a circa 5km dalla Harvard Medical School.

Gli Hub di Innovazione Cinesi

Un processo simile può essere individuato anche nel caso del primo hub di innovazione cinese: Pechino (o più specificamente Zhongguancun). Negli anni 80, fu Chen Chunxian (membro dell’Accademia delle Scienze Cinese), dopo aver visitato gli USA, a proporre per primo di trasformare la zona di Zhongguancun nella Silicon Valley cinese. E di sicuro la vicinanza della Accademia delle Scienze è stata un fattore decisivo nella trasformazione di quest’area. Così come anche la vicinanza e la partecipazione di due delle più prestigiose università cinesi: le Università di Tsinghua e Peking. Le università, la formazione e la ricerca sono i pilastri fondamentali su cui sorgono gli hub di innovazione.

Tuttavia, la maggior parte degli altri hub cinesi hanno seguito un percorso differente. L’innovazione a Shenzhen e Chengdu è il prodotto di politiche dei governi nazionale e locali. Difatti, non era presente alcuna grande università al momento della creazione delle zone di sviluppo in queste due città. Ancora oggi Chengdu ospita varie università, nessuna delle quali tuttavia possa essere considerata un istituto rinomato. Al contrario, il governo di Shenzhen si è imbarcato nel tentativo di convincere eminenti università cinesi e internazionali a stabilire dei campus nella città. Sono già stati fatti importanti passi avanti: Shenzhen adesso ospita campus delle università Tsinghua e Peking e dell’Istituto di Tecnologia Harbin

Shanghai si è sviluppata in maniera ibrida: da un lato le politiche dei governi nazionale e locale sono state essenziali nella spinta all’innovazione, dall’altro Shanghai ospita rinomate università come Fudan e Jiao Tong, le quali hanno avuto un ruolo importante.

Con l’eccezione di Pechino e la parziale eccezione di Shaghai, l’innovazione in Cina si è principalmente sviluppata dall’alto, ovvero su spinta dello stato, piuttosto che dal basso e in modo spontaneo come negli USA.

Non Solo Università: il Ruolo dei Governi Locali e delle Industrie

Le università e i centri di ricerca non sono gli unici giocatori in campo. In Cina, il governo centrale stabilisce delle linee guida generali, ma i governi locali hanno una certa autonomia su come agire in base a tali linee guida. I governi locali dunque hanno una vasta gamma di mezzi per sostenere l’innovazione nelle proprie città. Per esempio, il governo di Shanghai ha approvato un nuovo schema per rimborsare gli investitori fino al 60% di eventuali perdite avute a cause di investimenti in startup tecnologiche a Shanghai.

Al di là di politiche particolari, l’aiuto dei governi locali all’innovazione può essere confrontato sulla base della loro spesa sulla scienza e la tecnologia. Sia in termini assoluti sia in termini percentuali, il governo di Pechino si è dimostrato essere il più generoso, investendo un alto 6.3% del suo budget. Nello stesso periodo, i governi di Shanghai e Shenzhen hanno investito quasi quanto Pechino in termini assoluti, ma solo il 5.3% e il 3% dei rispettivi budget. Infine, il governo di Chengdu ha investito molto meno delle altre città, ovvero l’1.2% del proprio budget. Tuttavia, la spesa pubblica di Chengdu in questi settori è cresciuta di un incredibile 78.7% tra il 2011 e il 2014.

Anche il settore industriale può esercitare una grande spinta. Kendall Sqaure sarebbe potuta diventare quello che è senza i grandi investimenti delle compagnie farmaceutiche, come Novartis? La Silicon Valley sarebbe potuta diventare quello che è senza il supporto di grandi compagnie come Intel, HP, EA e Tesla tra le altre? Nel 2014, le industrie di Shenzhen hanno investito un totale di $21 miliardi sulla ricerca e lo sviluppo, il 53% in più rispetto al 2011. Non male anche le industrie di Shanghai che hanno investito un totale di $6.7 miliardi nel 2014. Sia Pechino sia Chengdu rimangono indietro con investimenti di circa $3.5 e $3 miliardi. Tuttavia, Chengdu si distingue in termini di crescita: tra il 2011 e il 2014, gli investimenti da parte del settore industriale sulla ricerca e lo sviluppo sono aumentati di uno straordinario 88%.

Da un Ambiente Favorevole ad un Ecosistema di Startup

Università, centri di ricerca, e investimenti in ricerca e sviluppo sono tutti fattori fondamentali per la creazione di un ambiente favorevole alla nascita di startup. Una volta che queste sono nate, tuttavia, ciò che necessitano di più è un finanziamento. Nelle fasi iniziali questo può provenire da amici e famiglia, dal crowdfunding, da investitori-angelo, o da acceleratori. Ciò nonostante, nel momento della crescita, la fonte più comune è il venture capital (VC). L’anno scorso verrà ricordato come la Eldorado per le startup: il 2015 ha visto un totale di VC globale pari a $148 miliardi tramite 8,381 accordi – la più alta attività di VC in circa vent’anni.

In Cina, Pechino è stata la città che ha ricevuto il maggior ammontare di capitale, sia in termini di numero di accordi sia in termini monetari, seguita da Shanghai. Nel 2015, 677 accordi sono stati firmati a Pechino, per un valore totale di circa $20 miliardi. A Shanghai, invece, sono stati raccolti $12.2 miliardi tramite 365 accordi.

Tutti i maggiori hub di innovazione in Cina possono contare su compagnie di VC, ma non tutti possono contare sulla presenza fisica delle più grandi compagnie. in ordine di numero di accordi siglati nel 2015, i principali investitori VC in Cina sono Sequoia Capital, IDG Capital Partners, Matrix Management Corporation, Zhen Fund e Northern Light Venture Capital. Tutti questi hanno una sede a Pechino e tutti tranne il Zhen Fund hanno una sede anche a Shanghai. D’altro canto, Shenzhen ospita solo IDG e Northern Light, e Chengdu nessuna di queste.

A Cosa Ha Portato Tutto Ciò

Beijing Zhongguancun Science Park è stata la prima area speciale ad essere ufficialmente stabilita nel 1992. Oggigiorno, Zhonggunagun è il più grande e importante centro di innovazione in Cina. Nel 2014, oltre 2 milioni di persone erano coinvolte nelle 15,645 compagnie high-tech che hanno sede a Zhongguancun. Pechino ospita inoltre 19 startup unicorno (startup valutate oltre $1 miliardo), come Xiaomi e Didi Kuaidi solo per nominarne un paio.

Shanghai può contare su due zone di sviluppo, ovvero Zhangjiang Hi-Tech Park e la più piccola Shanghai Zizhu Hi-Tech Industrial Development Zone. Queste due zone assieme ospitavano 3,881 compagnie high-tech nel 2014, coinvolgendo quasi 780 mila persone. Shanghai può essere dunque definita il secondo hub più caldo del momento in Cina, tuttavia rimanendo piuttosto indietro rispetto a Pechino. Secondo Fortune, nel 2016, 8 startup unicorno sono situate a Shanghai (Lufax, Ele.me e China Rapid Finance sono le principali)

Shenzhen e Chengdu hanno ottenuto una buona performance, tuttavia rimangono indietro rispetto a Pechino e Shanghai. Nel 2014, le zone di sviluppo delle rispettive città hanno ospitato 1,435 e 1,724 compagnie high-tech, coinvolgendo rispettivamente circa 442 mila e 291 mila persone. Nessun unicorno ha sede a Chengdu, mentre DJI è l’unico unicorno a Shenzhen.

Come Differiscono gli Hub di Innovazione

Nelle prime fasi, gli hub di innovazione tendono ad essere centri di ricerca e innovazione su una vasta e varia gamma di settori, mentre nelle fasi successive tendono a specializzarsi e ad eccellere in pochi settori in base alle proprie caratteristiche.

Questo è quanto è successo a Shenzhen. Grazie al suo forte ecosistema manifatturiero, Shenzhen si sta specializzando sempre più nell’hardware: alcune persone già la chiamano la “Silicon Valley dell’hardware”. In effetti, la facile disponibilità di componenti la rende un luogo ottimale per lo sviluppo di prodotti dell’Internet delle Cose (IoT). Il tempo medio per la creazione di un prototipo nelle industrie di Shenzhen è di 8-12 settimane minore alla media (e ad un prezzo molto minore). Shenzhen inoltre ospita il primo e più grande acceleratore per startup dell’hardware del mondo (HAX), il quale investe fino a $100,000 in ognuna delle 30 startup annuali. Shenzhen è inoltre leader mondiale nei nuovi brevetti della tecnologia dell’informazione e della comunicazione (ICT), ottenendo poco meno di 8 mila nuovi brevetti nel settore nel 2013, e scavalcando Tokyo e San Francisco-San Jose-Oackland. Nel 2013, Shenzhen è stata anche la città che ha registrato il maggior numero di patenti, rappresentando così il 41% di tutti i nuovi brevetti in Cina (Pechino al 19%, Shanghai al 7% e Chengdu solo all’1%). Shenzhen è diventato un importante hub di innovazione e sta crescendo ad alta velocità, cogliendo così l’interesse di investitori, multi-nazionali e startuppers.

Nel frattempo, Pechino è leader nelle biotecnologie e nella biomedicina (allo stesso tempo però sta ottenendo importanti risultati anche in altri settori high-tech, come nei campi dell’informazione, dell’energia, dei nuovi materiali, dello spazio, e della manifattura avanzata). Nel 2013, Pechino ha rappresentato più del 20% di tutte le nuove patenti nel campo delle biotecnologie in China, sorpassando Shenzhen e Shanghai, che si sono fermate attorno al 15%. Mentre Pechino rimane tuttora il più importante hub di innovazione in Cina, sta crescendo molto meno rapidamente di Shenzhen.

Shanghai, invece, eccelle a livello nazionale nel settore della farmaceutica. Più di 300 farmaci sono in sviluppo al momento nel Tech Park Zhangjiang. Un nuovo farmaco ogni tre viene sviluppato a Shanghai. La ricerca farmaceutica, tuttavia, è portata avanti principalmente da compagnie farmaceutiche straniere. Solo qualche mese fa, il gigante farmaceutico svizzero Novartis ha annunciato la creazione di un centro di ricerca composto di sette palazzi nel tech park di Shanghai. Il settore farmaceutico dunque è altamente sviluppato e la presenza del distretto finanziario si traduce in facilità di accesso ai capitali. Tuttavia, Shanghai sembra rimanere indietro rispetto alle altre principali città.

Infine, Chengdu non può ancora essere definita un hub di innovazione del tutto formatosi: è ancora nelle prime fasi di sviluppo, le quali sono caratterizzate da un’attività di innovazione non ancora specializzata, tassi di crescita impressionanti, grandi opportunità, ma anche forte incertezza.

Le Sfide Principali

Il processo di innovazione, tuttavia, non è libero da ostacoli. L’innovazione, alla sua radice, nasce da nuove idee. Per quale motivo una persona con una nuova idea dovrebbe sviluppare la propria startup in un posto in cui chiunque può semplicemente copiare la sua idea? La mancanza di una sufficiente protezione della proprietà intellettuale e la mancanza dello stato di diritto siano due grandi sfide che il governo cinese deve affrontare, se davvero desidera trasformare la Cina in un leader globale nel campo dell’innovazione. Per quel che riguarda gli investitori, uno dei principali problemi è la mancanza di trasparenza e di informazioni affidabili, il che rende alle compagnie locali difficile passare anche solo la selezione iniziale, la quale include una attenta analisi della compagnia da finanziare. Infine, le startup hanno difficoltà a crescere tramite la borsa. La Chinese Securities Regulatory Commission impiega anni per passare in rassegna una richiesta di una Offerta Pubblica Iniziale (IPO), e all’11 Agosto scorso 686 compagnie erano ancora in attesa di approvazione.

La Cina ha compreso che ha urgente bisogno di innovare. Si è imbarcata sul processo di innovazione, portando così alla luce numerosi e differenti hub di innovazione. Se riuscirà a risolvere le principali sfide, la Cina può avere buone possibilità di raggiungere (se non sorpassare) gli USA nella gara all’innovazione.

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L'Alieno Gentile

Precedentemente conosciuto con il nickname Bimbo Alieno, L'Alieno Gentile è un operatore finanziario dal 1998; ha collaborato con diverse banche italiane ed estere.
Contributor OCSE nel 2012, ancora oggi gestisce attivamente patrimoni finanziari
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