Pian Piano: pochi miracoli in giro per l’Europa

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Siamo persi nel roteare vorticoso di incertezze, rovesciamenti, avversari che si fanno alleati e generazioni perse, perse perché naufragate nel Mediterraneo o perché senza un impiego per dar senso e linfa nuova ad un continente vecchio, acciaccato e senza idee per incendiare il rinnovamento. La melancholia, il sentimento caro a Durer si riflette sui nostri volti ad ogni risveglio.La sfida non è intonare il canto di miracoli che non arrivano, ma scavare la terra alla ricerca di sorrisi, come fossero tesori, baluardi alle rigidità del calcolo ed alle sue povere schiere, sperando non restino impigliati in qualche filo spinato o nell’indifferenza. Ricominciare a parlarsi, darsi tempo d’emozioni e danaro in abbracci.

Naturalmente, come avrete già inteso, si è fermato per una tazza di té da noi Mr Robert Fripp, l’uomo delle invocazioni, quello che lemme, lemme suona la chitarra in “Heroes” di Bowie e si ritrova di tanto in tanto con Brian Eno per registrare qualcosetta o a fatto la storia della musica progressive con i King Crimson. Oggi non diremo nulla dei suoi King Crimson. Stiamo qui con Fripp solo a godere il sole e le nuvole di passaggio in solitudine e ammirato silenzio.

Forse però un’invocazione potrebbe riempirci il cuore, così esposto alla pioggia, al vento, alle onde del mare, ai diavoli e ad altre trame che tengono le muse sempre più lontane. Bisognosi di avversari, contro cui avventarci digitalmente, anneghiamo fra prolusioni e adesioni acritiche, superfici di superficiali notizie, scandali presunti, dossier letti in fretta, libri di cui conosciamo bene solo il risvolto di copertina, intercettazioni dove si espone biancheria sporca per gaudio mediatico e calcoli di piccolo cabotaggio. L’amabile crescita della produttività ormai morta, la rincorsa del fatuo, la demolizione della poesia, perché disabitata, le merci da ingoiare, per placare il disagio. In poche parole tutto quello che Mr Fripp amabilmente detesta senza proferire sillaba.

Robert ci saluta, le luci del crepuscolo arrivano sempre più tardi e le cose si incamminano ubbidienti al loro corso. Le margherite si chiudono e quel che incombe chiama ben oltre ogni affermazione retorica o ogni fatua opposizione. Stare nel sorriso è anche entrare negli occhi ed invitare un poeta a celebrare un furtivo incrociarsi di sguardi. La disponibilità all’incontro, dell’uomo con l’altro e di sé con sè. Ritroveremo questo tempo ed il suo respiro?

 

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore

La curva dei tuoi occhi intorno al cuore
ruota un moto di danza e di dolcezza,
aureola di tempo, arca notturna e fida
e se non so più quello che ho vissuto
è perchè non sempre i tuoi occhi mi hanno visto.

Foglie di luce e spuma di rugiada
canne del vento, risa profumate,
ali che il mondo coprono di luce,
navi che il cielo recano ed il mare,
caccia dei suoni e fonti dei colori,

profumi schiusi da una cova di aurore
sempre posata su paglia degli astri,
come il giorno vive di innocenza,
così il mondo vive dei tuoi occhi puri
e va tutto il mio sangue in quegli sguardi.

Paul Eluard

 

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