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Bisognerà soccorrere ancora il bilancio pubblico?

Il 2014 è stato un anno molto difficile per l’Italia, con revisioni al ribasso del PIL che hanno allontanato le attese di ripresa ed un conseguente appesantimento del bilancio pubblico. I presupposti fanno temere per il 2015 un ulteriore inasprimento da parte del Governo, costretto a trovare delle soluzioni innovative per fare cassa.

Considerato che, specie in tempi di crisi, è meglio tassare i patrimoni piuttosto che il reddito, secondo alcuni osservatori il 2015 sarà l’anno del più volte paventato prelievo forzoso sui conti correnti, anche se esistono già due forme di patrimoniali, per giunta ricorrenti: quella sugli immobili ed il bollo progressivo sui titoli. Secondo altri nel 2015 si potrebbe dare ascolto ad una delle riflessioni del celebre economista Thomas Piketty secondo cui “l’eredità è un furto alle nuove generazioni e contrasta il merito” e dunque  i patrimoni verranno colpiti con una pesante revisione dell’imposta di successione.

E’ dato abbastanza per scontato un ritocchino sia alle aliquote che alle soglie di esenzione, ma spesso la via migliore per prevedere questo genere di interventi è quello di verificare cosa accade negli altri paesi (il capital gain, ad esempio, è stato revisionato proprio sul principio di parificarlo alla media europea). Parlando con uno studio notarile, mi è stato fatta ipotizzare la possibilità di un passaggio di un’imposta di successione alla “francese”. Non voglio creare panico ma solo ai fini culturali questa è la tabella in caso di successione dai cugini d’Oltralpe (in linea RETTA). Tenete conto che francesi ed italiani non sono facilmente paragonabili come livelli di ricchezza immobiliare e risparmi…
Se poi parliamo della successione NON in linea RETTA…dico solo: mamma mia! (tabelle by: Barreca)

imposta_successione_linea_retta_FRANCIA imposta_successione_ fratelli_FRANCIA

Considerati tutti i componenti del “patto del Nazareno” su cui il governo si appoggia pare difficile pensare ad una introduzione di aliquote simili, tuttavia è opportuno considerare quanto le nostre attuali aliquote siano lontane dalla media.

Intanto però guardiamo alle cose reali, a quelle che ormai sono definite e che influiranno DI CERTO sull’imposizione fiscale del prossimo anno.

Tanto per cominciare il nuovo “riccometro” potrà essere usato anche per i tributi locali.
La logica è semplicemente fantastica. Il Governo si “deresponsabilizza” davanti ai contribuenti se le tasse locali lieviteranno all’inverosimile. E intanto però Roma taglia i fondi alle struttura periferiche costringendo i comuni e le Regioni ad alzare drasticamente le aliquote.
Infatti dal prossimo anno i comuni potranno fare ricorso alle nuove forme di Isee anche per concedere riduzioni, detrazioni o esenzioni Tari e Tasi legate al reddito familiare. Verrà quindi delineata la situazione economica del nucleo familiare e dei singoli componenti, che permetterà di ottenere eventuali benefici (se dovuti) oppure “malefici” (aggravamento fiscale).

italia-crisi-immobiliareLa Confedilizia, in un comunicato stampa, dice che questa è una nuova tassa sulla casa, falsa e surrettizia, che va a danno soprattutto dei piccoli proprietari poiché l’elevato valore che hanno gli immobili per l’Imu, preso a base come indicatore, farà perdere le prestazioni sociali.
Leggete cosa recita ItaliaOggi, rivista specializzata in materia.

Nel riccometro sono previsti dieci diversi indicatori Isee. Oltre all’indice «standard» è previsto un indice «corrente» che serve a valutare, per esempio, eventuali variazioni della situazione lavorativa. I nuovi parametri potranno essere utilizzati dai comuni per deliberare le agevolazioni fiscali sia per il tributo sui rifiuti (Tari) sia per l’imposta sui servizi indivisibili (Tasi). […] Tuttavia, al di là dei benefici fiscali che le amministrazioni locali potranno riconoscere ai contribuenti, sottolinea Confedilizia che l’indicatore della situazione economia sarà falsato, poiché il passaggio dal valore degli immobili determinato con i vecchi coefficienti, come per l’Ici, fino al 2014, a quello calcolato sull’Imu farà perdere automaticamente il diritto alle prestazioni sociali agevolate (assegni familiari, di maternità, rette degli asili nido, mense scolastiche e via dicendo) «a un alto numero di proprietari di casa che a tali prestazioni hanno invece diritto sulla base dell’attuale indicatore, che si fonda sull’imponibile Ici». Viene posto in rilievo nel comunicato che «ai fini dell’Imu il valore delle abitazioni è stato elevato del 60 per cento per effetto dell’aumento, del tutto slegato dalla realtà e finalizzato solo ad acquisire maggior gettito, dei moltiplicatori catastali». Pertanto, oltre al danno la beffa: si pagheranno più imposte sulla casa e si perderà il diritto a fruire di prestazioni sociali e assistenziali. (ItaliaOggi

Tutto chiaro? Purtroppo temo proprio di si. Il danno e la beffa. Ma non preoccupiamoci, questo è solo l’inizio. Altrimenti come continuare quella che ormai è diventata un’agonia? Non dimentichiamo infatti che la nostra situazione economica (debito pubblico insostenibile) non dà spazio a grosse soluzioni e/o elucubrazioni.
La ricchezza accumulata dagli italiani è stata generata anche dal copioso debito pubblico che ha alimentato PIL e risparmi per molti anni. Siamo onesti: è stata una crescita sana? Ecco che ora ce ne faranno pagare le conseguenze. E state pur certi che a pagare, come sempre, saranno i più deboli.

Ed ecco che alcune indiscrezioni ci portano su quella che sarà la grande novità del 2015: la Local Tax. l’imposta che consentirà la reintroduzione della progressività perso con la Tasi e saranno chiamati a pagare di piu’ le abitazioni con valori catastali piu’ elevati. Quindi nuovi nomi, nuovi metodi di calcolo che ci verranno venduti come super convenienti ma alla fine la pressione fiscale non potrà che lievitare. Come sempre ormai…

Intanto il prezzo delle case continua a scendere. E’ possibile ipotizzare una ripresa economica vera senza una ripartenza del settore immobiliare?

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Pubblicato da Danilo DT

Danilo Rambaudi, alias Dream Theater, è un operatore finanziario dal 1995. Asset Allocation Manager, collabora con istituzioni finanziarie e siti finanziari italiani e non, nell'ambito dell'analisi e della ricerca. Analista tecnico, ma anche padre e marito (e a volte se ne dimentica).

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